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La “Sorella Buona” salvera’ il Mare del Pianeta Terra?

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È stata sintetizzata negli USA una speciale plastica, riciclabile all’infinito, simile alla plastica attuale ma riutilizzabile, tanto da poter costituire il vero alleato nella lotta all’inquinamento ambientale.

Testato dai ricercatori della Colorado University, potrebbe rivoluzionare completamente il concetto attuale di riciclo.

Si tratterebbe di una sostanza simile alla plastica, riutilizzabile all’infinito e che porrebbe fine  alla lotta all’inquinamento delle microplastiche nel mare.

Nello studio pubblicato sulla rivista scientifica ‘Science‘, il capo del gruppo di ricerca Eugene Chen, lo definisce: materiale dal “ciclo vitale circolare da riutilizzare infinite volte”.

Questa “Sorella Buona” della plastica è un polimero, ossia una catena lunga  molecolare con medesime caratteristiche dell’attuale plastica inquinante ma riportabile alla sua forma originaria.

Questo procedimento di trasformazione avverrebbe senza l’ausilio di sostanze tossiche ed in più il materiale potrà essere riutilizzato in un’altra forma, quella che Chen definisce “materiale dal ciclo vitale circolare”.

Dagli anni 30 ad oggi, la produzione mondiale di plastica è cresciuta da 1,5 milioni ad oltre 280 milioni di tonnellate ed ovviamente più plastica viene utilizzata, più ne viene buttata, direttamente o indirettamente, nei mari: almeno otto milioni di tonnellate l’anno, secondo i dati forniti da Greenpeace.

Sono soprattutto le  microplastiche, piccole particelle di plastica ad inquinare i nostri mari ed oceani. Si chiamano così perché sono molto piccole, con un diametro compreso tra 330 micrometri e  5 millimetri.

La pericolosità per la salute dell’uomo e dell’ambiente è ampiamente dimostrata da numerosi studi scientifici.

I danni più gravi si registrano soprattutto negli habitat acquatici, dove la plastica disciogliendosi viene ingerita ed accumulata nel corpo e nei tessuti di molti organismi ed attraverso la catena alimentare arriva fino a noi, provocando danni endocrini con effetti nocivi a lunga scadenza.

In attesa che questo miracoloso materiale venga finalmente  commercializzato, sostituendo l’inquinantissima plastica, andrebbe limitato il più possibile l’uso dei sacchetti, dei contenitori e delle stoviglie usa e getta, e seguire l’esempio delle isole Tremiti, dove recentemente il sindaco ne ha bandito l’uso con apposita ordinanza.

A questo “Fratello Buono” della plastica ed ai suoi padri scopritori, andrà però riservato un tributo speciale, con tutti gli onori riservati ai più grandi guerrieri!

Beta

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