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LA LAUREA NEGATA video

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Napoli, Palazzo del Consiglio Comunale  – Sala Nugnes   Martedì 8 maggio 2018 ore 1730

Traffico, Caos Fiordo

Presentazione del libro    La Laurea negata    Le politiche contro l’istruzione universitaria

Autore: Gianfranco VIESTI   Editore Laterza

Oltre all’Autore sono intervenuti:

Maurizio De Giovanni (scrittore), Marco Esposito (giornalista), ha introdotto e moderato l’incontro: Flavia Sorrentino (Delegata del Sindaco per il progetto Napoli Città Autonoma)

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Per la prima volta dall’Unità d’Italia, all’Università è calato il numero degli iscritti, di contro è aumentato di molto il costo degli studi; nel contesto europeo quella italiana risulta una delle Università più povere. Molti studiosi sottovalutati ed emarginati per effetto di una mancata meritocrazia, sono stati costretti ad emigrare.

Politiche nazionali squilibrate, a favore del Nord, stanno riconfigurando l’intero Sistema ai danni delle Università del Centro-Sud, le recenti elezioni hanno ben delineato quelle che sono le esigenze del Paese, sicurezza e meno tasse al Nord, lavoro al Sud.

La miscela al Sud di impoverimento, mancanza (o precarizzazione) del lavoro, e sempre minori investimenti sull’istruzione, lo destinerà fatalmente ad uno futuro di povertà, malgrado le sue enormi risorse e potenzialità.

Nel volume l’Autore si occupa del cambiamento subito dall’istruzione universitaria nell’ultimo decennio, egli afferma come si siano fatti grandi passi verso un paese con minori livelli di istruzione, minori opportunità per i giovani con squilibri sociali e territoriali profondi e crescenti.

Le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti, meno il contrasto alla disuguaglianza sociale, alla formazione delle classi dirigenti e la partecipazione dei cittadini alla cosa pubblica, ma soprattutto viene meno il ruolo degli Atenei come protagonisti dei processi di trasformazione delle società e delle economie regionali.

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Sarà molto importante in futuro capire in che modo riformare la Scuola, chi lo dovrà fare, chi deciderà e con quali modalità, visto che troppo spesso in passato le riforme non sono state discusse e deliberate in Parlamento, ma buona parte di esse sono state formulate da ristretti gruppi di persone anche in conflitto di interesse, mediante un insieme di norme e provvedimenti, scarsamente leggibili che hanno prodotto complicazione per gli addetti ai lavori e sono risultate del tutto incomprensibili ai comuni cittadini, privati così della capacità di comprendere e quindi di giudicare.

Le esperienze di lavoro e di studio all’estero sono positive ma quasi sempre si svolgono a senso unico, è a tutti noto il fenomeno che va sotto il nome “di fuga di cervelli”, nel 2012 solamente un sesto degli studiosi italiani che operava all’estero era strutturato in patria.

Politiche contro la scuola in Italia non trovano nessuna giustificazione nelle politiche europee, nel 2014 in Italia ci sono stati 374mila laureati, contro i 741mila in Francia e i 772mila del Regno Unito; nella sua strategia per il 2020 l’Unione Europea si è data l’obiettivo di avere il 40% dei giovani fra i 30 e i 34 anni, in possesso di una laurea, molti paesi hanno già raggiunto o superato questa soglia, l’Italia risulta ancora lontana da tale cifra.

 

Luigi Russo

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