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Istanza Codacons alla Fee Italia, circa criteri e verifiche per la premiazione delle 368 spiagge italiane

A proposito delle contestatissime Bandiere blu 2018, anche il Codacons evidentemente non ne è del tutto convinto, visto che è giunta notizia circa la presentazione di un’istanza, per valutare i criteri adottati.

Assegnate da pochi giorni, le bandiere blu infatti sono già diventate oggetto di dibattito, visto che quest’anno la Sicilia ne ha viste davvero poche mentre altri territori, come anche la nostra Campania ha registrato diverse new entry.

Le bandiere blu dovrebbero premiare le eccellenze tra le migliori spiagge, con acque cristalline e servizi di pari livello, tuttavia non tutti sono convinti di come siano andate le cose e sulla vicenda, ha voluto fare luce il Codacons, presentando un’istanza di accesso alla FEE Italia, succursale della “Foundation for Environmental Education”.

L’associazione dei consumatori chiede chiarimenti dettagliati sui criteri di assegnazione delle bandiere blu: “Abbiamo deciso di vederci chiaro sulla distribuzione dei vessilli, anche alla luce di alcune proteste ricevute – spiega il Codacons – Per questo chiediamo alla FEE Italia di documentare e rendere pubbliche tutte le verifiche eseguite per accertare la qualità delle acque ed i prelievi e le analisi effettuate per ognuna delle 368 spiagge “più belle d’italia”.

Il Codacons chiede di avere accesso alle verifiche effettuate:

– effettiva pulizia delle spiagge

– tutela degli ecosistemi marini

– verifiche sulla presenza di cestini di raccolta differenziata rifiuti “regolarmente mantenuti in ordine”

– presenza di servizi igienici con smaltimento controllato delle acque reflue

– verifiche effettuate circa il divieto di ogni tipo di discarica

– continuo monitoraggio degli habitat marini e lacustri

– esistenza di piani di emergenza per la sicurezza ambientale

– presenza di una fonte di acqua potabile sulle spiagge.

Da ciò che si legge, le anomalie riscontrate pare che siano diverse, tra queste ad esempio “appare davvero singolare come in alcune località non vi sia acqua potabile neppure aprendo i rubinetti quando, poi, quelle stesse località risulterebbero essere talmente fortunate da avere una fonte d’acqua potabile addirittura sulla spiaggia”, aggiunge l’associazione.

A questo punto il Codacons chiede di conoscere, non solo ai sensi della legge 241/90 ma anche della Direttiva 2003/4/CE in materia di “informazione ambientale”, tutti i criteri di selezione e tutte le verifiche propedeutiche all’assegnazione del prestigioso riconoscimento.

Indubbiamente occorrerebbe fare un po’ di chiarezza, per cercare di riportare nuovamente la fiducia dei consumatori su questo utile strumento di valutazione che altrimenti rischia di diventare un deterrente, più che un titolo di merito con il quale orientarsi nella scelta del luogo di vacanza.

Del resto anche qui, in relazione alle bandiere blu assegnate in penisola sorrentina, da più parti, abbiamo assistito a diverse critiche.

Il dibattito dovrebbe partire però dall’assunto che l’organismo assegnatario di tali riconoscimenti,  dovrebbe orientare i premi, a prescindere dalle richieste giunte dai singoli comuni, o quanto meno tenerne conto solo se si trata di richieste pienamente meritate piuttosto che lavorare con modalità quasi esclusivamente “su richiesta”!

Laura Cuomo della Grande Onda, proprio su positanonews, ha precisato che nei comuni della penisola sorrentina, per le Bandiere Blu serebbe stato opportuno attendere il 2022, motivando tale parere sulle anomalie della rete di scarico, acque bianche e nere, che attualmente non risulterebbe ancora  separata in tutto il territorio sorrentino.

Come ben noto ormai a tutti, la condotta consortile, che conduce i reflui fognari al depuratore, è già gravata in estate dall’aumento di portata dovuto alla presenza turistica, a cui si aggiunge poi  il carico delle acque pluviali, dovuto agli eventi piovosi estivi, diventati la norma a causa del cambiamento climatico.

In caso di forti piogge quindi, il flusso di acque fognarie finirebbe disperso rovinosamente in mare, attraverso gli overflow presenti lungo la costa.

Il depuratore di Punta Gradelle, come spiega ancora la Cuomo,  garantirebbe acque di balneazione prive di carica batterica, solo ad eccezione di episodi meteorici di forte intensità.

Il conseguimento di questo ambizioso riconoscimento, dovrebbe rappresentare piuttosto un incentivo verso il miglioramento ambientale per tutti quei comuni che vi ambiscono e non un’inutile marchio fasullo.

Il disciplinare della FEE per la Bandiera Blu prevede infatti che le località insignite di tale ambizioso riconoscimento, tutelino il territorio, garantendo ai bagnanti non solo la qualità dell’acqua ma anche una serie di requisiti dell’arenile: dai servizi ai disabili, all’attenzione alla sicurezza, fino anche a veri e propri programmi educativi sull’ambiente, da offrire ai visitatori.

Come al solito, si tratta ancora una volta, dell’italica abitudine di “vincere facile”, accontentandosi di “acchiappare” la fatidica bandierina blu nonostante si sia  consapevoli, già in anticipo, che si finirà per deludere le aspettative promesse.

In tanti sceglieranno di trascorrere la propria agognata vacanza in questi luoghi, rimanendo fatalmente  insoddisfatti ed andando ad alimentare sempre più, l’odiata macchina della sfiducia verso questo nostro meraviglioso e martoriato sud.

Beta

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