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Inaugurata una statua di Angelo, il cane seviziato ed ucciso in Calabria

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É stata inaugurata oggi pomeriggio a Montepaone una statua di Angelo, il cane seviziato e ucciso nel novembre del 2016 a Sangineto (Cosenza) da quattro giovani che per quell’atto sono stati condannati ad un anno e quattro mesi di reclusione ciascuno. Lo rende noto Rinaldo Sidoli, responsabile nazionale iniziative speciali della Lega Italiana Difesa Animali e Ambiente. “La storia di Angelo – afferma Sidoli – non deve essere dimenticata. Deve continuare a vivere nei cuori di tutte le persone e diventare il simbolo per il rispetto della vita. Angelo è morto in cerca di una carezza, senza fare un gemito, in silenzio. Mentre veniva impiccato e preso a mazzate, chiedeva un po’ di pietà ai suoi quattro carnefici, scodinzolando”. La statua è stata posta in piazza Cesare Pirrò. “Questa giornata – dice ancora Sidoli – sia un momento per richiedere di punire con maggiore severità reati come l’uccisione di animali e il maltrattamento, specialmente quando sono accompagnati da crudeltà, efferatezza e compiacimento”. A Roma una statua di Angelo è stata eretta nel gennaio 2017. Nel gennaio di quest’anno è stata danneggiata da ignoti.

“Confido che riusciremo ad inasprire le pene per chi maltratta e uccide gli animali”. Lo ha detto la deputata Michela Vittoria Brambilla, presidente del Movimento animalista, intervenendo telefonicamente, secondo quanto riferisce un comunicato, alla manifestazione svoltasi a Montepaone (Catanzaro) per l’inaugurazione di una statua di Angelo, il cane seviziato e ucciso nell’estate del 2016 a Sangineto (Cosenza) da quattro giovani che per quell’atto sono stati condannati ad un anno e quattro mesi di reclusione ciascuno. “La politica non capisce – ha aggiunto Brambilla – o fa finta di non capire che gli animali vanno tutelati come esseri senzienti e che quindi deve essere severamente punito e deve andare effettivamente in carcere, restandoci tutto il tempo necessario, chi maltratta e uccide, con crudeltà e senza necessità, i nostri fratelli più piccoli e senza voce. Questo chiedeva una mia proposta di legge presentata nella scorsa legislatura, una proposta che ha mosso i primissimi passi solo quando ormai non c’era più tempo”. “Io non mi arrendo. Ho ripresentato il testo – ha concluso la parlamentare – anche in questa legislatura, che rischia di non aver futuro, e la ripresenterò nella prossima, se necessario”.

Da IlSole24Ore 06/05/2018

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