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Di Francesco – Balotelli ha grandi qualita’

Non è che bisogna rinnovargli il contratto per forza. Ma sarebbe igienico. A Eusebio Di Francesco, che ieri ha evocato per la Roma la trovata affascinante d’ingaggiare Mario Balotelli, hanno cominciato ad avvicinarsi figuri molesti. Molesti per la Roma, non per lui che fa l’allenatore e di fama e fortuna è costretto a vivere. In Europa fanno presto a sommare due e due. Questo lo ha scelto Monchi in un posto in cui se sbagli una mossa passi istantaneamente dal paradiso dei fenomeni al purgatorio degli stolti. E al primo anno la sua squadra – la Roma, avete presente? quella che prendeva sette gol alla volta – ha buttato fuori dalla Champions League il Barcellona.

Ad alta voce. Di Francesco però non ha finito con la sua squadra. Ha pronunciato la sua dichiarazione d’intenti domenica sera dopo aver scherzato con la Juventus: desidera prolungare l’accordo, è cosciente di avere ancora qualcosa da chiedere a se stesso, sa esattamente che cosa chiedere alla società sul mercato. Con l’invito ovviamente ironico: meno stipendio a lui, più risorse da investire nella campagna acquisti.
E la campagna vuole farla lui. Indirizzarla, perlomeno. Non è che ci sia un problema al riguardo: Con il direttore sportivo Monchi si trova in armonica sintonia, quasi quanto con il pubblico romano. Tuttavia certe cose è bene dirle ad alta voce e magari metterle per iscritto. Intanto ieri si è presentato alla trasmissione di Italia 1 “Tiki Taka” e ha cominciato con la voce. Datemi Balotelli e non vi rovescerò il mondo, ma magari possiamo cominciare a pensare di rovesciare qualche posizione della classifica.
Lo conoscete, nel suo lato pubblico. Ha usato altre parole, quelle della prudenza, quelle che preferisce: «Noi dobbiamo rinforzare difesa, centrocampo e attacco». Cioè tutto, a parte la porta. «E naturalmente Balotelli mi piace. Lo avevo già cercato quando ero a Sassuolo. Al mercato penseremo più avanti e abbiamo già le idee chiare su quello che ci serve. Ma è indubbio che Mario sia un giocatore dalle grandi qualità».

Voglia. In quella sede televisiva Di Francesco ha parlato di un mucchio di altre cose, del vittimismo da evitare, del Napoli che ha sbagliato a sentirsi già vincitore quando era ancora a meno uno «e con la Juventus non puoi permettertelo», di Sarri che è più simile a lui nell’adorazione del gioco ma d’altra parte Allegri vince e ha ragione a prescindere. Che la Lazio finora ha meritato la Champions League più dell’Inter però riparliamone dopo lo scontro diretto e che Totti dirigente non è un rimpianto, è un’opportunità.
Nel frattempo ha pronunciato il nome di Balotelli e tanto basta. Visto pure che l’ombra di Mario non piomba di colpo sulla Roma. Se n’è parlato, ne hanno parlato con Mino Raiola che lo gestisce, c’è un contratto che sgocciola via veloce e a fine giugno evaporerà, il Nizza che non è andato in Coppa e dunque non può rinnovarlo. C’è la voglia di Balotelli di rilanciarsi, un’altra volta, senza alcuna nausea di ricominciare. E’ così che nascono le follie, con un’idea arrivata da nessun posto.
fonte:corrieredellosport

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