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DIRITTI TV -SI RICOMINCIA

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Dopo la sentenza del Tribunale di Milano, tutto da rifare per l’assegnazione dei diritti tv sul campionato italiano. Sky esulta, gli spagnoli di Mediapro no. Ma il duello potrebbe continuare

MALAGò

«fidejussioni LA SCADENZA RESTA IL 22»

«La scadenza del 22 maggio per la presentazione della fidejussione da parte di Mediapro vale ancora, oggi più che mai». Lo ha detto all’Ansa Giovanni Malagò, presidente Coni e commissario della Lega di A, dopo la decisione del Tribunale di Milano che ha confermato lo stop al bando per i diritti tv. «Conosciamo la sentenza ma dobbiamo ancora leggere il dispositivo. Ho parlato con il vice commissario Paolo Nicoletti, in contatto con l’avvocato della Lega: ci devono mandare l’interpretazione, se la sospensiva è totale o parziale e in base a quello faremo le considerazioni».

E ora è caos totale. Il Tribunale di Milano ha bloccato definitivamente il bando di Mediapro per la vendita dei diritti tv della serie A. Dopo la sospensiva il giudice Claudio Marangoni ha accolto le contestazioni presentate da Sky, evidenziando come i pacchetti allestiti dall’agenzia spagnola non rispettino alcuni principi e indicazioni dell’Antitrust. E ora? Beh, Mediapro ha facoltà, entro 15 giorni, di avanzare a sua volta ricorso. E la sensazione è che a Barcellona l’orientamento sia proprio questo. E’ chiaro però che i tempi rischierebbero di dilatarsi a dismisura, avvicinando pericolosamente l’inizio del campionato.

ABUSO POSIZIONE DOMINANTE. Ad ogni modo, leggendo le motivazioni del dispositivo, secondo Marangoni, attraverso i pacchetti, Mediapro non si sarebbe posta come intermediario indipendente, ma si sarebbe presa responsabilità editoriale offrendo pacchetti chiavi in mano di durata tale (270’ tra pre e post partita) da condizionare i palinsesti di qualsiasi operatore tv. Inoltre, viene contestato anche l’obbligo, per chi volesse personalizzare lo stesso prodotto a livello di contenuti e di pubblicità, di dover acquistare pacchetti supplementari, che a questo punto non potrebbero più essere considerati facoltativo, ma obbligatori. E a essere penalizzati, alla fine, sarebbero anche in consumatori, i cui costi sarebbero «inevitabilmente aggravati» proprio per compensare gli investimenti supplementari. Tutti questi elementi, fanno sostenere a Marangoni che Mediapro, attraverso il suo bando, abbia messo in atto un «abuso di posizione dominante», con il rischio di produrre «effetto distorsivo del tutto idoneo a determinare gravi squilibri nel mercato». La valutazione emerge anche dalla mancanza di cifre minime, mai successo in passato, e contro le linee guida dell’Antitrust.
APPUNTAMENTO IL 15. Secondo Marangoni, «i tempi ancora disponibili sembrano consentire la ripresa di una procedura di gara avente diversi contenuti nella sua proposta di pacchetti», ma se buona parte dei club già prima erano preoccupati ora sono allarmati. Intanto, l’Assemblea del 15, convocata solo formalmente con il solo scopo di arrivare a quella del 22 con la maggioranza semplice per eleggere la governance ancora da completare, non andrà più deserta, ma servirà proprio per affrontare la questione dei diritti tv, nella speranza, ovviamente, che Mediapro abbia chiarito le sue intenzioni. Il ricorso annunciato, infatti, fa credere che gli spagnoli possano non rispettare la nuova scadenza del 22 maggio per presentare le garanzie bancarie che avrebbero già dovuto fornire lo scorso 26 aprile. A quel punto, allora, come si comporteranno le società? Ad oggi il nuovo limite è tassativo, ma gli scenari possono anche cambiare. Da un lato, perché la maggioranza dei club non intende rinunciate agli 1,05 miliardi a stagione previsti nel contratto stipulato con Mediapro; ma anche perché alcuni di questi, pur di sbloccare la situazione il prima possibile, vorrebbero lanciare il cosiddetto “Lega Channel”, vero obiettivo della società di Roures.

TRATTATIVA PRIVATA. A questo punto, però, è diventata concreta l’eventualità di annullare l’accordo con la stessa Mediapro, con la conseguente possibilità di una richiesta di risarcimento danni tutta ancora da valutare. In tal caso, comunque, non si procederebbe con un nuovo bando riservato ai soli operatori tv, ma verrebbe presa immediatamente la strada delle trattative private con tutti gli interlocutori interessati. Secondo qualcuno, Mediapro potrebbe anche rientrare in gioco, magari in tandem con BeinSport, già partner in Spagna. In questo modo non avrebbe sprecato i 64 milioni già versati come caparra per tutti i diritti della serie A, ma verrebbero scontati dalla cifra stabilita per l’acquisto di qualche pacchetto, magari di quelli destinati al web.

La Lega Calcio sperava in una svolta vicina
Mancano poco più di tre mesi all’inizio del prossimo campionato e ancora non si sa dove si potranno vedere le partite in tv. Peraltro, la decisione presa ieri dal Tribunale non fa altro che aumentare l’incertezza. Solo il fatto che Mediapro avesse acquistato i diritti aveva creato una serie di dubbi, con la variabile in più del cosiddetto “Lega Channel”. Poi gli spagnoli avevano chiarito i loro piani, ovvero non cambiare le abitudini dei tifosi italiani, ma aumentarne le possibilità e alternative, aprendo con decisione il mercato al web. E proprio in questa direzione erano stati concepiti i pacchetti contenuti nel bando che è stato bocciato.

ESTATE CALDA. E allora cosa devono fare i tifosi? Nient’altro che attendere. Certo si entra in una fase delicata dell’anno, perché esistono tempi tecnici per disdire un abbonamento ad un eventuale pay-tv per sceglierne un’altra, magari per una semplice questione economica. Al momento, però, è impossibile prendersi una qualsiasi decisione. Le stesse televisioni non possono fare campagne pubblicitarie incentrate sul calcio. O meglio, lo può fare Sky, che si è già presa i diritti per Champions League ed Europa League. Nessuno, invece, può mettere in vetrina la serie A. Di questi tempi, negli anni passati, fioccavano già tariffe e promozioni varie, per attirare nuovi clienti o per sottrarne qualcuno ai rivali. Nell’ultimo triennio, giusto per fare un esempio, Mediaset Premium aveva provato a far saltare il banco prendendosi la Champions. Ora invece, dal punto di vista calcistico, il Biscione non ha ancora nulla da offrire ai suoi abbonati. Anzi, dopo il recente accordo di Sky, si era detto addirittura che Mediaset non avesse nemmeno intenzione di partecipare al bando per i diritti della serie A. In realtà, poi, le mosse fatte con Mediapro hanno dimostrato che interesse continua ad esserci. E’ delle ultime ore, però, l’indiscrezione di Dagospia in merito alla chiusura di Premium il prossimo 31 luglio: il Biscione ha prontamente e seccamente smentito.

fonte:corrieredellosport

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