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Cava de Tirreni expropriamo l’ex cinema Capitol

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Cava de’ Tirreni. La vicenda relativa all’ex cinema Capitol di via Sorrentino approda in commissione controllo e garanzia. Dopo l’esposto denuncia presentato dal sindaco Servalli nei confronti della proprietà dell’immobile, rea di non aver ottemperato alle ordinanze sindacali emesse nei mesi scorsi, la questione dell’immobile fatiscente situato nel cuore della città metelliana sarà al vaglio della commissione consiliare presieduta da Clelia Ferrara.
Se dal canto suo il primo cittadino ha più volte manifesto la volontà di andare fino in fondo, il consigliere comunale di Cava ci Appartiene, Armando Lamberti, ha proposto all’Ente di avviare le procedure per l’esproprio dell’area e dell’immobile. «La proprietà ha dimostrato di avere interessi di carattere immobiliaristico che non coincidono con l’interesse pubblico della città ha dichiarato il professore Lamberti Per questo motivo, considerato lo stato di degrado e di pericolo in cui versa lo stesso immobile ormai abbandonato da ben 38 anni, al Comune non resta che procedere all’esproprio dell’area per pubblica utilità per realizzare un’opera di interesse sociale previa una nuova e specifica destinazione urbanistica, senza alcun appesantimento dei carichi abitativi poiché la zona è già congestionata». Per Lamberti l’area potrebbe diventare un importante snodo per la mobilità sostenibile, con la realizzazione di un parcheggio interrato e di un’area verde in superficie, opera che potrebbe essere finanziata con l’attivazione delle procedure per il programma Pics (Piano Integrato Città Sostenibili).
Quella dell’ex Capitol ormai è una vera e propria telenovela che si trascina sin dal 1980 quando il sisma danneggiò seriamente la struttura. L’ultima puntata si è consumata nei giornata scorsi con l’esposto denuncia presentato dal sindaco Vincenzo Servalli nel quale viene ravvisata soprattutto l’inosservanza dell’ordinanza sindacale numero 426 del 2015, che imponeva ai proprietari di «provvedere ad horas alla nomina di un tecnico che doveva provvedere all’individuazione di tutti gli interventi necessari per la messa in sicurezza definitiva dell’immobile non escludendo l’ipotesi della demolizione al fine di eliminare ogni forma di pericolo» Valentino Di Domenico Il Mattino

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