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Castellammare al voto alleanza PD – Forza Italia per far fuori il M5S. Ecco che succede

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Castellammare di Stabia . Per contrastare il Movimento Cinque Stelle PD e Forza Italia con un solo candidato sindaco, insomma si fa la coalizione per andare al potere. Questa è l’impressione. Oggi una pagina su il Mattino di Napoli primo quotidiano della Campania a firma di Fiorangela d’Amora e Francesca Raspavolo
Tanto rumore per nulla. Per Castellammare gli schemi elettorali erano stati decisi sui tavoli provinciali e nemmeno il colpo di coda del sindaco uscente Pannullo è riuscito a far saltare i piani. Massimo De Angelis, ex forzista oggi a capo di una coalizione di 5 civiche, è il candidato sindaco che il Pd appoggerà. «È il nostro candidato civico» precisa il segretario cittadino Nicola Corrado: il partito, insomma, ha rinunciato a candidare un suo esponente. Ma dove il candidato ha la «targa» dem, come a Torre del Greco, i dissidi non sono certo sopiti: Lorenzo Porzio, la cui discesa in campo è stta ufficializzata dieci giorni fa, non è gradito ai dissidenti interni. Una fronda sostiene il casilliano Luigi Mennella, che già nel 2012 sfiorò la candidatura a primo cittadino; un’altra corrente invoca una figura di garanzia per superare l’impasse. E sullo sfondo aleggia il divorzio con la sinistra, che vorrebbe in corsa l’ex parlamentare Nello Formisano.
A Castellammare, Corrado domenica aveva riunito il direttivo cittadino per votare su due mozioni: l’alleanza civica con Massimo De Angelis, oppure l’idea di ricandidatura del sindaco uscente, appoggiata dal consigliere regionale Mario Casillo. Domenica il partito si è spaccato e non ha votato. Ieri l’intervento del direttivo provinciale ha chiuso i giochi indicando una strada già delineata. De Angelis ha un passato di tutto rispetto nel centrodestra: nel 1995 è stato candidato al Parlamento con Forza Italia, e nel 2013, in quota Fratelli d’Italia, fu nominato assessore dallo stabiese forzista Antonio Pentangelo, allora presidente della Provincia. A Castellammare invece nel 2002 ha fondato la sua civica Uniti per Stabia e tra il 2008 e il 2010 è stato assessore alla cultura della giunta di centrosinistra di Salvatore Vozza. In quel governo c’era anche Nicola Corrado, in qualità di assessore e vice sindaco. Oggi la loro storia si incrocia nuovamente e De Angelis oggi è visto come la figura trasversale più adatta per unire gli interessi dei partiti.
Così sarà sicuramente per il centrosinistra, ma Forza Italia per ora resta in bilico. Il progetto su base regionale, pensato dai capibastone, vorrebbe che Pd e Forza Italia uniscano le forze per battere l’ondata grillina. Per ora a Castellammare il progetto è a metà. «In questi mesi di confronto aspro, che mi ha segnato anche dal punto di vista personale – ha commentato Corrado – devo riconoscere ad Antonio Pannullo un grande senso di responsabilità dimostrando di essere dirigente del Pd». L’onore delle armi va allo sconfitto sindaco uscente che ieri ha accettato la decisione del provinciale. Stando ai fatti il Pd, che da solo alle amministrative 2016 ha raccolto circa 6mila voti, si unirà in coalizione con le civiche Stabia in Progress, Campania Libera, De Angelis sindaco, Rivoluzione Cristiana e Uniti per Stabia. A questi simboli potrebbe aggiungersi nelle ultime ore Forza Italia. Aspetta di conoscere le mosse del partito di Berlusconi anche Gaetano Cimmino: il consigliere comunale uscente, già candidato per la coalizione di destra nel 2016, è pronto a ripetere l’esperienza dopo due anni. In dote Cimmino porterebbe 5 liste civiche e l’adesione di Fratelli d’Italia e Noi con Salvini.
Sembrano essere fatti invece i giochi al centro. L’ondata più larga di civismo, con nove liste, si è concentrata attorno al nome di Andrea Di Martino. Anche qui il Pd è parte in causa. Di Martino è uomo del Pd, dal 25 marzo dimissionario dalla segreteria per divergenze di vedute con il segretario Corrado. L’ex vicesindaco di Castellammare fu parte attiva anche della vittoria di Antonio Pannullo nel 2016, poi anche con il sindaco sfiduciato il rapporto finì in anticipo. E nella sua coalizione ci sono ora civiche alla prima esperienza ma anche parte dei 14 consiglieri che la notte tra il 5 e 6 il febbraio firmarono per la sfiducia a Pannullo. Oggi la storia è diversa, garantisce Di Martino: «L’obiettivo è la governabilità, non abbiamo padrini politici ma siamo mossi solo dall’interesse per la città». A sostenere il progetto civico di centro anche l’ex sindaco dem Nicola Cuomo che dal giorno della sfiducia ha rotto i rapporti con parte del Pd.
Situazione caotica anche a Torre del Greco, città dove il centrosinistra – coalizione che doveva partire con i favori del pronostico visto l’arresto dell’ex sindaco di Fi, Ciro Borriello – si è davvero complicato la vita: dopo la frattura con l’ala moderata che ha scelto di navigare in solitaria con Giovanni Palomba, si rischia una seconda scissione con l’Alleanza Democratica e Popolare dell’ex senatore Nello Formisano. L’onorevole non ha alcuna intenzione di rinunciare alle sue velleità da sindaco e così, sostenuto da 5 simboli tra i quali Articolo 1-Mdp e Psi, si propone come papa straniero del centrosinistra e cerca in extremis un’intesa con il Pd. Che dal canto suo, con la fronda anti-Porzio, appare sempre più diviso. Con la base democrat spaccata si allunga il fiato sul collo degli alleati: i prossimi quattro giorni saranno decisivi per il Pd che, tra l’altro, sta anche provando a scrollarsi di dosso i rumors sul presunto «inciucio» con Forza Italia. Proprio ieri pomeriggio il centrodestra ha ribadito che l’ingegnere azzurro Luigi Mele è il candidato sindaco di riferimento dei partiti di centrodestra. E cioè Fi, Fratelli d’Italia e Lega. Insomma, il patto del Nazareno non si farà, almeno non a Torre del Greco.   Cosa succede nel centro destra lo scrive  Ferdinando Bocchetti
QUALIANO. La Lega che ripudia le scelte di Forza Italia e Fratelli d’Italia, la lista Dema che si allea con il Pd e un candidato sindaco – con un recentissimo passato nelle fila dei democratici – a capo della coalizione di centrodestra. La città di Qualiano, chiamata a rinnovare il consiglio comunale e a scegliere il nuovo sindaco nella tornata del 10 giugno, è diventata una sorta di laboratorio politico, dove tutto è possibile, persino ciò che non riesce a livello nazionale. I salvianiani del territorio non hanno fatto sconti ai berlusconiani e ai fedelissimi di Giorgia Meloni, che hanno deciso di sostenere la candidatura a sindaco di Raffaele De Leonardis, ex esponente di punta del Partito democratico, oggi a capo dell’intera coalizione di centrodestra. «Non potevamo avallare una cosa del genere – dice Biagio Sequino, coordinatore provinciale del Carroccio – sarebbe stata una presa una giro nei confronti degli elettori, che si aspettano da noi atteggiamenti e politiche improntate al reale cambiamento». Ancor più esplicito Giuseppe Musella, coordinatore cittadino e candidato al Consiglio comunale: «Abbiamo resistito a non poche pressioni – dice Musella – Le hanno provate tutte. Qualche onorevole della zona ha tentato in tutti i di farci rientrare nel tavolo del centrodestra. Volevano convincerci a suon di poltrone, ma noi non abbiamo ceduto e oggi sosteniamo in maniera convinta Antonio De Rosa».
Lega dunque a sostegno dell’ex consigliere comunale, supportato inoltre da altre due civiche: «Noi con De Rosa» e «Patto per il rione Principe». Nessun imbarazzo, invece, nel centrodestra. «È un progetto che abbraccia partiti e liste civiche che credono in Raffaele De Leonardis, nelle sue capacità amministrative e nella sua grande esperienza – dicono gli alleati dell’ex esponente del Pd – Tutti, anche se con qualche specificità e diversità, ci riconosciamo in un progetto moderato, in una logica di condivisione dei valori di buona amministrazione». De Leonardis avrà dalla sua anche il sostegno della civica «Mai più Terra dei fuochi», il cui leader, il blogger Angelo Ferrillo, è da anni in aperta polemica con l’universo a Cinque Stelle (Ferrillo era stato a lungo vicino al Movimento, prima di una clamorosa rottura consumatasi alla vigilia delle ultime regionali) e gli ambienti della sinistra. Il sindaco uscente, Ludovico De Luca, a capo di una coalizione di centrosinistra, è riuscito laddove avevano fallito (al Comune di Napoli) gli sherpa di De Magistris e dei democratici. Qui a Qualiano, seppur dopo un parto piuttosto travagliato, la lista del sindaco arancione appoggia proprio De Luca, eletto cinque anni fa con l’Italia dei valori ma poi avvicinatosi alle posizioni del Pd e, secondo i rumors, all’ala renziana. De Luca, che non si è mai iscritto ai dem, sarà sostenuto da ben otto liste, tra cui Verdi, Pd e appunto Dema. 

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