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Alberto di Monaco a Campagna mi sento a casa mia

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«Mi sento davvero a casa mia». Il principe Alberto di Monaco, ieri a Campagna, racchiude in questa frase il senso della sua visita nell’antico feudo della sua famiglia tra il 1532 ed il 1641. La pronuncia quando, entrando in quello che fu palazzo Grimaldi, nell’appartamento dei suoi avi, si siede sul divano che, idealmente, rappresenta la seduta dei suoi antenati. È stato un pomeriggio di festa con il popolo che ha accolto il suo principe, nell’anno in cui si festeggiano i 500 anni dal titolo di città. Una visita di Stato che ha mostrato da subito il lato quasi familiare nei sorrisi, nelle strette di mano e nelle tante foto a cui non si è sottratto il regal figlio di Grace Kelly. Ad accoglierlo, a Sant’Antonio, il sindaco Roberto Monaco, il prefetto Salvatore Malfi e tanti amministratori del Sele, del Tanagro e della Piana del Sele. Soprattutto la gente comune, cittadini, bambini, famiglie.
Alberto di Monaco ha scoperto la targa che, all’ingresso del centro storico, indica Campagna quale sito storico dei Grimaldi, l’associazione che unisce 110 località in tutta Europa. Poi ha iniziato il viaggio della memoria tra le testimonianze della sua dinastia, che sono ancora evidenti lungo le strade con la presenza di stemmi e dimore, come il palazzo dei Governatori, sede dei Grimaldi. La delegazione ufficiale ha sostato presso la fontana della Giudecca e della Cortiglia, nel museo della Memoria e della Pace e sul ponte Tenza, dove una targa ricorderà la visita. Maurizio Ulino, storico di Campagna, e storico ufficiale dei Grimaldi ha spiegato al principe il senso che quei monumenti hanno ancora oggi. Quindi l’incontro in municipio, accolto dagli inni monegasco ed italiano suonati dagli allievi del locale liceo musicale. Qui, nel chiostro, i ragazzi del Confalonieri hanno donato un’immagine realizzata in ceramica, un mosaico con tanti piccoli pezzi dello stemma di Campagna, che Alberto ha portato con sé rientrando in patria.
Eccolo nel Municipio dove ha ricordato la storia dei Grimaldi a Campagna, ripercorrendo quel «secolo d’oro» ed auspicando che «il nome del Principato sia per voi garanzia di benessere per la popolazione, come un nuovo secolo d’oro dei Grimaldi». E ringraziando per il calore dell’accoglienza, ha lanciato l’invito «spero di rivedervi». E l’annuncio: una manifestazione congiunta dei siti grimaldini a Campagna, «perché si conoscano meglio i territori legati storicamente alla mia famiglia e al principato». Si rinsalda così l’amicizia, che negli ultimi tre anni è stata sempre più stretta, anche se Alberto, da principe ereditario, aveva già visitato Campagna nel giugno 1997. E in nome di quest’amicizia l’orafo Rosmundo Giarletta, cavaliere dell’ordine grimaldino per la cultura l’arte e la scienza, insieme a Maurizio Ulino (cavaliere dei Grimaldi è anche Carmine Granito), ha realizzato e donato al principe una moneta d’argento che racchiude il sodalizio tra Campagna e i monegaschi, con la losanga grimaldina e la campana simbolo cittadino poggiate su un sole a 26 punte, tante quanti stati i signori, i marchesi e i principi di Monaco che si sono succeduti finora. «Spero apprezzerete la statuetta di bronzo che amo offrire ai Comuni che sono antichi feudi della mia famiglia ha detto il principe, donando anche la medaglia dei 700 anni del principato rappresenta il primo Grimaldi». In cambio ha ricevuto i prodotti della terra di Campagna, che ha apprezzato con gioia.
A fine cerimonia il sindaco ha replicato alle polemiche elettoriali: «Un capo di Stato non si muove da un mese all’altro, questa visita è stata fissata molto tempo fa».  Margherita Siani Il Mattino

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