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Agerola: Investì e uccise il rivale in amore: pizzaiolo di Agerola condannato a 10 anni di carcere.

Risarcimento di 80mila euro per la famiglia di Rino Medaglia, vittima dell’incidente Il difensore: «Nessuna cifra può risarcire la vita di un uomo». Resta in cella Antonio Acampora

Agerola Investì e uccise il rivale in amore: pizzaiolo di Agerola condannato a 10 anni di carcere. Si chiude così il primo atto del processo che vede imputato Antonio Acampora, il 48enne accusato dell’omicidio di Rino Medaglia, geometra del Comune travolto e ucciso, in via Coppola, il 25 ottobre del 2016. A un anno e mezzo da quella tragedia il giudice per le udienze preliminari del tribunale di Torre Annunziata, Giovanni De Angelis, ha riconosciuto l’imputato colpevole del reato di omicidio volontario senza, però, l’aggravante della premeditazione. Un dettaglio non da poco che – associato alla scelta del 48enne di essere giudicato con rito abbreviato – ha consentito ad Acampora di incassare una condanna mite rispetto alla pena stabilita dal codice. Acampora è stato anche condannato a pagare una provvisionale da 80.000 euro ad ognuna delle 7 parti civili costituite in questo processo.

Tutto successe poco dopo le 9 del mattino dove ad Agerola si sentì un tonfo terribile, a tre metri dal cofano della Volkswagen Polo guidata dal Acampora c’è il corpo di Rino Medaglia, impiegato del Comune che in paese conoscono tutti. In un lampo quella stradina di provincia diventa un campo di battaglia. Le sirene dell’autoambulanza portano via il corpo del geometra devastato da fratture, traumi e lesioni interne. La corsa disperata in ospedale non basta. Medaglia muore qualche ora dopo tra le braccia dei medici del “San Leonardo” di Castellammare di Stabia che invano avevano provato ad operarlo. Per la Procura di Torre Annunziata, però, non si tratta di un normale incidente stradale, ma di un omicidio.

Il movente ,sarebbe legato a questioni passionali. Dalle indagini lampo viene fuori che tra la vittima e l’automobilista non correva buon sangue da tempo. Tra i due ci sarebbero state numerose discussioni e scambi di denunce. Per l’accusa il pizzaiolo sospettava

che la sua ex moglie potesse avere una relazione con la vittima. Elementi che hanno portato all’arresto dell’imputato poche ore dopo l’impatto.

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