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Sorrento, fiaccolata di protesta contro la chiusura del Centro d’Igiene Mentale: tra i provvedimenti aleggia una coltre di incertezza

Sorrento. In visione dell’imminente chiusura del Centro d’Igiene Mentale di Sorrento, deliberata dal nuovo Direttore Generale dell’Asl Napoli 3-Sud, dott.ssa Antonietta Costantini, continuano le manifestazioni di protesta guidate dall’ex consigliere e componente della Segreteria Regionale del sindacato CUB, Rosario Fiorentino, unitamente al comitato delle famiglie dei pazienti del Centro di Via del Mare, volte a fare chiarezza sulle tacite intese stipulate dagli organi preposti all’Assistenza Sanitaria e Sociale della Regione e a trovare, di comune accordo, la soluzione migliore che consenta agli ospiti presenti di non uscire al di fuori del territorio del Distretto sanitario n 59. “I sindaci sono i primi responsabili della sanità sul proprio territorio di appartenenza e hanno l’obbligo di individuare locali idonei a dare continuità al servizio” –  dichiara Fiorentino.
Il Centro era previsto che chiudesse il 1 marzo, e dal giorno seguente, sarebbero dovuti partire una serie di interventi di manutenzione per un valore complessivo di 120mila euro. Ma non è accaduto.
L’uso del condizionale è d’obbligo, stando alla precarietà attuale in cui verte la struttura ospedaliera sorrentina, luogo che fornisce, peraltro, un servizio pubblico indispensabile per i cittadini e data anche, la scarsa presenza di altri centri di accoglienza sanitaria in zona, sarebbe bene non sottovalutare i disagi che provocherebbe una simile decisione. Difficile spiegarsi come sia possibile che in 25 anni di esercizio, problemi di quest’entità siano emersi soltanto adesso e che da un momento all’altro si sia provveduto allo sgombero immediato del posto, senza alcun preavviso, senza i dovuti aggiornamenti sulle manovre di messa in opera.

Non è stata neanche revocata la delibera, né la disdetta del contratto di locazione, c’è qualcosa che non quadra.” – conclude l’ex consigliere comunale. Si stanno percorrendo due strade simultaneamente, mentre i 120mila euro stanziati per i lavori sono ancora in standby.

È stata avanzata una richiesta da parte del proprietario della struttura di una decurtazione del canone del 40% all’ASL, in previsione di una proroga del contratto, di cui ancora non si conosce l’effettiva esecuzione. In tal caso, sarebbe approvato il trasferimento provvisorio del Centro in un altro locale, in attesa di una riduzione dell’affitto e del conseguente ammodernamento del complesso. Si tratterebbe al momento di un vero e proprio provvedimento di “deportazione”dei pazienti, un’azione che romperebbe gli equilibri faticosamente conquistati nel tempo, che vanifica il principio di senso civile e di accoglienza che da anni contraddistingue la zona della Penisola Sorrentina.

Al momento pare che ci sia un accordo circa l’accorpamento di tre strutture sanitarie del territorio (Ospedale Santa Maria la Misericordia di Sorrento, Presidio Ospedaliero De Luca e Rossano di Vico Equense e l’ Ospedale di Sant’Agnello) in un unico plesso ospedaliero, l’ASL Distretto 59 – Napoli 3 Sud con sede in via Mariano Lauro a Sant’Agnello.

E così, mercoledì 6 giugno dalle ore 19.00 alle 21.30 in Piazza Tasso a Sorrento avrà luogo il presidio di protesta contro le attuali manovre amministrative: un’iniziativa popolare che fa luce su una questione impantanata da tempo in una fitta palude di bugie, una ragnatela d’intrighi, di affari loschi, alla quale speriamo si dia sentenza al più presto.

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