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Le Rubriche di Positano News - CulturaNews di Maurizio Vitiello

Napoli. Apre alla Città la Casa-Museo della Fondazione “Circolo Artistico Politecnico”.

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Articolo di Maurizio Vitiello – Il 14 Maggio 2018 INAUGURATA A NAPOLI LA CASA-MUSEO DELLA FONDAZIONE “CIRCOLO ARTISTICO POLITECNICO”.

Con 600 dipinti, 4000 volumi, 80 sculture e una fototeca con più di 5000 fotografie, la Casa-Museo della Fondazione “Circolo Artistico Politecnico” è stata inaugurata oggi a Napoli. Le migliori tecnologie catalogano e raccontano le opere d’arte contenute nel museo “smart”, realizzato con le opere raccolte dai soci che le mettono a disposizione della città e dei turisti provenienti da tutto il mondo. Durante la serata è stato presentato anche il cofanetto contenete due volumi che raccontano la storia della città. Il museo sarà aperto dal martedì al sabato dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 17. Il costo del biglietto sarà di €. 5,00 con particolari agevolazioni per i ragazzi. La struttura si presta anche a cerimonie ed eventi, senza trascurare le attività solidali nei confronti dei ragazzi bisognosi.

E’ stata inaugurata a Napoli la Casa-Museo della Fondazione Circolo Artistico Politecnico. Dotato delle migliori tecnologie che catalogano e raccontano le opere d’arte in esso contenute – 600 dipinti, 4000 volumi, 80 sculture e una fototeca con più di 5000 fotografie – inserito nei circuiti SBN (sistema bibliotecario nazionale), Artecard e Databenc, il Museo della Fondazione Circolo Artistico Politecnico è un museo “smart”, realizzato con le opere raccolte in 130 anni di storia dai soci che hanno deciso di metterle a disposizione della città e dei turisti. Durante la serata è stato presentato il catalogo scientifico delle opere della prestigiosa collezione della Fondazione: Storia, Arte, Città – Le Collezioni della Fondazione Circolo Artistico Politecnico – Napoli (Guida Editori), curato da Isabella Valente.

L’appuntamento è stato moderato da Ermanno Corsi, con interventi di: Adriano Gaito – Presidente Fondazione Circolo Artistico Politecnico, Angelo Chianese – Presidente Databenc, Luciano Garella – Soprintendente Beni Artistici e Paesaggistici di Napoli, Nino Daniele, Assessore alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli, Fulvio Tessitore – Presidente Onorario della Fondazione, Sergio Sciarelli – Presidente Comitato Scientifico Fondazione, Edoardo Massimilla – Direttore del Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università Federico II di Napoli, Isabella Valente – Professore di Storia dell’Arte Contemporanea Università Federico II. Nel corso della serata, Armando Ciappa e Mario del Vecchio, rispettivamente presidente del Comitato d’onore della Fondazione e Presidente Benemerito dell’Associazione, hanno consegnato la chiave simbolica della Fondazione a Nino Daniele e a Rosanna Romano della Direzione Generale per le politiche culturali e il turismo della Regione Campania, rispettivamente in rappresentanza del Sindaco di Napoli Luigi de Magistris e del Presidente della Regione Vincenzo De Luca. “Lo scopo primario dell’ Artistico – afferma Adriano Gaito, Presidente della Fondazione – è sempre stato quello di promuovere la cultura e l’arte sul territorio affinché l’arte, la cultura, la storia, la memoria non restino patrimonio di un gruppo ristretto, ma diventino beni dell’intera comunità, funzionali alla crescita del PIL locale, anche attraverso un sostenuto turismo culturale Per questo motivo sin dalla sua nascita ha ospitato conferenze, incontri e dibattiti con carattere artistico, letterario, scientifico, giuridico e tecnico, mostre d’arte, concorsi artistici, concerti e tutte le attività di promozione socio/culturale, privilegiando una funzione pubblica rispetto a quella riservata agli iscritti. Ne sono esempi concreti la trasformazione da Circolo in Associazione e poi in Fondazione, l’apertura al pubblico della sede e del patrimonio sociale, l’apertura, verso visitatori, studiosi e turisti del Museo, della Biblioteca, dell’Archivio Storico e della Fototeca perché potessero fruirne in qualità di non associati. Oggi – continua Gaito – si porta a compimento un mio storico sogno: trasformare l’antico Circolo Artistico Politecnico in un Centro di arte e cultura della napoletanità con la creazione di un museo in cui sia possibile ammirare le opere collocate nella loro originaria ambientazione storica, riproducente le caratteristiche della vita dell’epoca nella quale erano state realizzate. Determinante è stata la convergenza tra lo spirito dei soci e la programmazione del Comitato Scientifico, presieduto prima dal prof. Fulvio Tessitore (Presidente Onorario) e ora dal prof. Sergio Sciarelli, nel decidere di dedicare l’antico Circolo a spazio pubblico per lo scambio di culture, la formazione permanente e la promozione sociale attraverso l’apertura all’esterno della sua storia, la realizzazione di eventi di alto valore, lo stimolo alla cooperazione attraverso l’arte, la musica, la letteratura, il teatro. Sono obiettivi di alta utilità sociale, specie in un’epoca nella quale le interfacce disciplinari sono sempre più interconnesse. Da 130 anni la Fondazione, che ho l’onore e l’onere di presiedere, nelle varie forme giuridiche rivestite, è una “finestra” sulla città, sui suoi problemi e sul suo divenire. L’obiettivo è sempre stato, e ancora oggi è, volere contribuire al loro superamento attraverso un approccio artistico, culturale, economico e sociale”. Un altro aspetto che il Presidente Gaito tiene a sottolineare è la grande generosità dei soci della Fondazione: “I soci, attraverso la costituzione della Fondazione e la creazione nel cuore del centro storico de “L’Artistico – Casa Museo” hanno donato alla città di Napoli e alla Comunità Territoriale l’intero immenso patrimonio, raccolto con costanza, pazienza e perseveranza nel corso di 130 anni dal 22 dicembre 1888 ad oggi attraverso acquisti, donazioni e mostre : oltre 500 dipinti, 80 sculture, 4500 volumi, 5000 fotografie, centinaia di reperti, decretati dalla Soprintendenza Archivistica di alto valore storico, strumenti musicali originali, attrezzature tecnologiche, arredi d’epoca e tant’altro. Inoltre, attraverso la realizzazione dell’opera editoriale “Storia, Arte e Città – Le Collezioni della Fondazione Circolo Artistico Politecnico – Napoli” hanno voluto esaltare l’arte napoletana dell’800 e realizzare un collegamento concreto tra le diverse attività culturali. Ad Essi spetta dalla Città la dovuta riconoscenza morale. Mentre l’associazione, infatti, è più proiettata a soddisfare le esigenze del gruppo che la compone, la fondazione, invece, è più attenta alle esigenze della società esterna: “ La trasformazione in Fondazione,- conclude- dopo 129 anni d’ininterrotta e vitale presenza nella città, avvenuta il 16 maggio 2017, rappresenta quindi un passaggio importante per la storia della gloriosa istituzione ed è, a mio avviso, la concreta attuazione del testamento morale ereditato da quei grandi artisti che il 22 dicembre 1888 costituirono per Napoli l’associazione ‘Società Napoletana degli Artisti’, progenitrice dell’attuale ‘Fondazione Circolo Artistico Politecnico’”.

Il museo sarà aperto dal martedì al sabato dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 17. Il costo del biglietto sarà di €. 5 con particolari agevolazioni per i ragazzi. Inoltre, è inserito nel circuito ARTECARD, DATABENC e SBN (Sistema Bibliotecario Nazionale) e sono in programma accordi con le scuole per poter realizzare laboratori durante le visite degli alunni, che saranno completamente gratuiti. Tra le mura di Palazzo Zapata si svolgono anche molte attività sociali come la scuola di pianoforte gratuita per i giovani dotati della passione e predisposizione giusta, le cui famiglie non hanno la possibilità di sostenere i costi degli studi privati. La struttura ospita eventi, convegni, congressi e cerimonie private: tutti i contributi raccolti attraverso le attività infatti vengono puntualmente reinvestite nei lavori di manutenzione, ampliamento e gestione della stessa.

IL MUSEO
Il Museo è stato strutturato in sale a tema che occupano il secondo piano di Palazzo Zapata, al civico 48 di Piazza Trieste e Trento: Il Salotto dell’Ottocento, appena dopo l’ingresso, con vista sulla sala Sirignano (dedicata al primo presidente Giuseppe Caravita di Sirignano) con autoritratti di artisti e figure maschili e sulla Sala del Barone; la Sala Matilde Serao, dedicata ai ritratti femminili; il Salone Comencini, che affaccia su Piazza Trieste e Trento e Piazza del Plebiscito; la Sala Pranzo, antico luogo di ritrovo per banchetti festosi, Il Salone Sirignano, spesso utilizzato per mostre e convegni; la Sala Paesaggi (anche chiamata “Sala Riunioni”) che prende il nome dai soggetti raffigurati nei suoi quadri; la Sala Bar, la Fototeca, l’Archivio Documentale, e tante altre sale. Il museo contiene oltre 500 opere pittoriche catalogate in massima parte rappresentative de l’800 napoletano, con una piccola parte dedicata all’arte moderna e contemporanea. Ma al suo interno sono custodite anche oltre 80 opere scultoree; la Biblioteca Ferdinando Russo con circa 5000 volumi e una fototeca con più di 5000 foto che ritraggono i personaggi famosi che parteciparono alle attività del Circolo. E ancora, un ampio Archivio Storico che contiene un’importantissima documentazione, della quale fanno parte i Quaderni Poetici Manoscritti degli antichi soci, atti di conferenze, spartiti, la Raccolta del giornale L’Artistico, periodico di cultura ed arte edito dal Circolo, e tantissimi altri materiali documentali che trasudano anni di Storia raccontando di artisti, attori, giornalisti, critici d’arte e di tutti coloro che resero glorioso il nome di questo luogo. Per il proprio indiscutibile valore, nel 2011, il ricco patrimonio documentale della Associazione ha ricevuto dal Ministero dei Beni Culturali – Sovrintendenza Archivistica della Campania- la notifica di “Archivio di interesse storico particolarmente importante”. Anche la Raccolta museale, nel 2005, è stata riconosciuta come Museo di Interesse Regionale. Ma il patrimonio è costituito anche dagli arredi architettonici, dagli strumenti musicali e dalle attrezzature tecniche custodite nella sede, tutti beni donati dai Soci Fondatori del Circolo alla Fondazione per consentire la prosecuzione dell’attività storica e sociale. E la generosità dei donatori continua anche in epoca attuale accrescendo il patrimonio artistico, fotografico e letterario: solo nel 2017 sono pervenute in donazione 30 opere, numerose fotografie e oltre trecento volumi, tutti puntualmente catalogati, che sono andati ad arricchire il patrimonio posto a disposizione del pubblico.

TRADIZIONE E INNOVAZIONE: Il MUSEO SMART
Il museo è un museo smart, dotato delle più sofisticate tecnologie che uniscono la bellezza del classico all’innovazione. Grazie alla collaborazione con Databenc (Distretto ad Alta Tecnologia per i Beni Culturali della Federico II), tutte le opere sono dotate di un sistema tecnologico attraverso il quale le opere si raccontano al visitatore attraverso il telefono cellulare o un tablet. Anche la consultazione gratuita dei 4000 volumi della biblioteca e delle collezioni fotografiche è molto semplificata dall’essere totalmente catalogate nel SBN (sistema bibliotecario nazionale). Le opere pittoriche e scultoree, invece, sono catalogate nella piattaforma SIGEC WEB (Sistema Informativo Generale del Catalogo) del Ministero dei Beni Culturali.

LA STORIA DELLA FONDAZIONE CIRCOLO ARTISTICO POLITECNICO
La Fondazione Circolo Politecnico è la versione moderna della Associazione nata il 22 dicembre 1888 dalla innovativa volontà di un gruppo di artisti napoletani guidati da Edoardo del Bono.. Allora si chiamava “Società Napoletana degli Artisti” e il suo obiettivo era dare sostegno all’arte napoletana superando la formula del mecenatismo. Si voleva sostenere l’insieme rispetto ai pochi singoli fortunati: La nuova iniziativa sociale voleva superare la tradizionale sudditanza dal mecenate e costituire un movimento collettivo, proteso a diffondere l’arte napoletana nella sua globalità: l’insieme rispetto al singolo. E’ un primo esempio di associazione di categoria.
Da fortunati, trovarono entusiastico e solido sostegno in Giuseppe Caravita Principe di Sirignano, che non solo ne assunse la presidenza, ma spinse l’iniziativa con vigoria, utilizzando la sua personalità e il suo potere sociale. Giuseppe Caravita offrì loro anche ospitalità nella sua casa al rione Sirignano. Con le fusioni con il Circolo Forense del 1902, presieduto da Enrico Pesina e con il Circolo Politecnico del 1907, presieduto da Udalrigo Masoni, la Società, trasferitasi nella sede di Palazzo Zapata (residenza del Viceré di Napoli) in piazza Trieste e Trento 48, si tramutò nello storico “Circolo Artistico Politecnico”, restato tale fino al 1988, anno della ricorrenza del centenario: In tale occasione il Circolo ha ripreso la tradizionale forma giuridica di Associazione.
Assidua la frequenza di artisti quali Morelli, Gemito, Palizzi, D’Orsi, Caprile, Migliaro, Irolli, Casciaro, Mossutti, Pratella, Siviero, Viti, Cifariello e tanti altri; musicisti quali Gigli, Toti dal Monte, Caniglia, Tosti, Costa, Di Leva, Puccini, Mascagni, Leoncavallo, Cilea, Giordano; signori del teatro quali Zacconi, Novelli, Falconi, di Lorenzo, Galli, Borrelli, Ruggeri, Govi, Raffaele e Luisella Viviani, Eduardo De Filippo, per ricordarne solo alcuni; oratori del calibro di Barzilai, Berenini, Marciano, De Nicola, Porzio, De Marsico, Limoncelli, Municchi, Siniscalchi, Fradaletto, Maiuri, Fiumi, Cozzano, Donadoni; poeti quali Di Giacomo, Russo, Galdieri, Murolo, Bovio, Nicolardi, Capurro, Califano, Postiglione, poeta e pittore, e tantissimi altri.
L’Istituzione si è comunque sempre allineata ai tempi, si è modernizzata nelle attività, negli obiettivi, nella gestione, negli ambienti. La sede, con la sala realizzata dall’architetto G. Battista Comencini, mantenuta nel suo caratteristico stile liberty, la sala Sirignano e decine di altre sale, sono un’autentica “Casa Museo” nella quale vi è l’esposizione permanente di oltre 600 reperti d’arte, tra le quali le collezioni pittoriche e scultoree eseguite da insigni artisti dell’ultimo periodo dell’800 napoletano, ma anche da valenti giovani artisti del 900 e del 2000. E’ museo vivo, non silenzioso o contemplativo, nel quale si respira l’atmosfera del secolo più significativo della creatività artistica napoletana e si dà sfogo anche ad altre esigenze artistiche. E’ luogo di aggregazione, incubatore creativo interdisciplinare, distretto culturale evoluto. Il Museo, la Fototeca, la Biblioteca, l’Archivio Storico, gli strumenti musicali e gli arredi d’epoca sono la cornice della vita quotidiana con le sue difficoltà e contraddizioni.
La visione smart delle opere consente al visitatore di apprezzare la storia della città di Napoli dal 1888 ad oggi, con un riuscito innesto tra gusto dell’800, del ‘900 e quello del 2000. “Si tratta di un caso unico d’iniziativa privata capace di divenire un centro sociale, un fomite di interessi artistici e culturali di grande rilievo (MIBAC – Sovrintendenza Artistica della Campania). “L’Artistico – Casa Museo”, quindi, non è un museo tradizionale. E’ un ambiente unico nel quale è possibile vivere momenti particolari, in una cornice ricca di reperti storici, monografie, opere rare, fotografie, autografi di artisti, poeti, scrittori, regnanti e presidenti della Repubblica, volumi, documenti inediti, arredi e strumenti d’epoca: parlare di Napoli nella sua molteplice attività a cavallo di tre secoli di storia, dal 1888 ai giorni nostri, significa anche raccontare dell’Artistico.
La presenza, poi, di giovani garantisce alla istituzione il motore indispensabile a mantenersi, in eterno, patrimonio dei napoletani. L’arte, nelle sue variegate espressioni, in un’epoca di carenza di valori, di debolezza comunicativa, di autoemarginazione, di ricerca della propria visibilità attraverso un ruolo subalterno al mercato, di rinuncia ad esprimere la propria autonomia e libertà, ha un’importanza insostituibile nell’universo giovanile. E’ un grande mezzo per canalizzare energie, far vibrare d’amore o di sdegno, suggerire progetti e intuizioni, provocare azioni belle e luminose, indurre a collaborare: il binomio arte/giovani è ineludibile.
All’arte va restituito il compito di educare e di emancipare i giovani che, nel loro DNA, hanno certamente i valori eterni del bene, del bello, della convivialità, della lealtà, della solidarietà, ma che hanno bisogno dell’educatore che ne faccia emergere forma e contenuti. E’ quindi primo impegno della Fondazione trasmettere il senso e il significato dell’esistenza umana educando i giovani alla ragione, alla libertà, alla memoria, e alla speranza attraverso l’arte: pittura, scultura, musica, letteratura, poesia, cinema, teatro, ecc. Napoli non offre oggi molte possibilità. Scarsa è la disponibilità a sostenere i giovani che si dedicano all’arte ed alimentare in essi la consapevolezza dell’importanza di produrre arte, troppo spesso considerata addirittura marginale al panorama culturale. Forse sarebbe necessario avviare una campagna di sensibilizzazione mirata e concreta nei confronti della società nella sua interezza perché tutti si convincano a sostenere adeguatamente e concretamente tali giacimenti di incredibile valore economico e sociale, utili alla crescita della nostra città.
In un tale panorama quest’opera editoriale, la realizzazione del progetto “L’Artistico Casa Museo” e la trasformazione dell’Associazione in Fondazione hanno ancora maggiore importanza e significato. La Fondazione infatti sarà sempre presente e disponibile come punto di riferimento per gli artisti, in particolare i giovani del territorio, ben consci che l’allontanarsi dai canoni classici e il vivere la “generazione digitale”, con tutto a portata di mano, rende difficile il distinguersi con una propria identità ma consente all’individuo di avere una maggiore attenzione alla propria dimensione creativa e artistica.

Schegge di Storia
Da Giuseppe Caravita ad Adriano Gaito
22 dicembre 1888. E. Dalbono, F. Cortese, A. Mancini, F. Netti, V. Montefusco, T. Solari, V. Volpe, creano l’Associazione “Società Napoletana degli Artisti” per diffondere l’arte napoletana nella sua globalità: l’insieme rispetto al singolo. L’Associazione trova ospitalità nel palazzo Sirignano.
9 aprile 1890. Su proposta del maestro Domenico Morelli il nome dell’Istituzione cambia in “Società Artistica Napoletana”: l’Associazione si apre a tutti gli uomini e donne di cultura.
4 aprile 1891. Alto Patrocinio della Regina Margherita di Savoia e grande successo di pubblico e stampa alla “Prima Mostra Permanente”: Morelli, Dalbono, Migliaro, Pratella, Cercone, Miola, Brancaccio, De Sanctis, Cortese, Caprile, Mancini, Volpe, Casciaro, Montefusco, De Martino ed altri.
3 aprile 1892. Salvatore Di Giacomo diviene Socio.
14 maggio 1892. Matilde Serao, socia, cura insieme a S. Di Giacomo ed E. Dalbono la “Festa degli Artisti” al S. Carlo: le Marionette, Lanterna Magica, Quadri Viventi, Fotografia elettrica, Lotteria Artistica, Festa dei fiori, Gara di scherma, “Numero Unico” per i disegni inediti degli artisti.
4 maggio 1893. l’Associazione, trasferitasi prima nella Galleria Umberto I e poi in Piazza Municipio, cambia la denominazione in “Circolo Artistico” per avviare un nuovo percorso sociale, simile ai vicini Circoli Nazionale, Dell’Unione e Partenopeo.
27 dicembre 1902. Fusione con il Circolo Forense Partenopeo (prosecuzione del “Nomotecnico” e del “Partenopeo”), presieduto dal grande giurista Enrico Pessina, e nuovo nome: “Circolo Artistico Partenopeo”. Viene locato l’appartamento al secondo piano di Palazzo A. Zapata.
3 marzo 1907. Fusione con il Circolo Politecnico, presieduto dall’ on. prof. Udalrigo Masoni, e cambiamento in “Circolo Artistico Politecnico”.
23/24 ottobre 1910. La notte dell’incendio. Ingenti i danni: la terrazza di Burano d’Arezzo sprofonda nel Salone delle Feste; distrutte le sale lettura, biliardo, bridge, buvette, pranzo, ricordi; danneggiati tutti gli ambienti su via Nardones.
21 maggio 1911. Il socio arch. Giovanni Battista Comencini avvia il suo progetto di ristrutturazione e riqualificazione delle sale: si realizza la “Sala delle Feste” che oggi, riportata al suo antico splendore Liberty, porta il nome dell’architetto.
15 gennaio 1912. Nicola Biondi, Andrea Petroni, Stefano Farneti, Paolo Vetri, Vincenzo Migliaro, Mario Borgoni, Francesco Jerace realizzano le meravigliose “Sanguigne”, rappresentative della storia della danza. Vengono esposte sopra ciascuno varco di accesso.
5 febbraio 1921. I Soci con risorse finanziarie personali, per atto notaio Riccardo Catalano, costituiscono la società ARS – Società Anonima per Azioni e acquistano l’immobile in Palazzo Zapata (Piazza S. Ferdinando).
1 novembre 1921. All’interno del Circolo nasce “ARS et GASTER”, per favorire periodici incontri di arte culinaria tra soci ed ospiti. Viene realizzata il dipinto/parodia “Trionfo di Mario”. L’opera a quattro mani è firmata da Vincenzo Migliaro, Vincenzo De Santis, Vincenzo ???????? e Vincenzo “honoratus” Viti.
16 gennaio 1928. Retrospettiva in onore del socio M. Vincenzo Migliaro, curata da S. Di Giacomo, C. Siviero, N. De Corsi, V. Olivieri, L. Accardi, V. Irolli, V. Gemito e C. Chiarandà.
13 novembre 1929. Il Maestro Pietro Mascagni al Circolo in concerto.
2 marzo 1933. Il pittore Paolo Emilio Passero realizza “Convito di Cardinali”: soci, vestiti da cardinali, inneggiano al cuoco, cav. Gaudais, consigliere alla casa, per la bontà del banchetto tenuto per la conciliazione tra alcuni soci. Nella tela si nota il dipinto di Alfonso Simonetti e le sovrapporte di Postiglione e di Galante. (Il Mattino del 7/3/1933).
23 dicembre 1934. Realizzazione del Monumento marmoreo in ricordo del socio poeta Ferdinando Russo, (Recinto degli uomini illustri – Cimitero di Poggioreale).
1940. Respinto il tentativo di assorbimento da parte di organismo politico/sindacale.
1942/1943. Occupazione della sede e preventivo trasferimento delle opere artistiche nel caveau del Banco di Napoli per proteggerle da vandalismi delle truppe (tedesche e poi americane).
20 dicembre 1953. Incorporazione “Accademia Napoletana degli Scacchi”.
30 aprile 1958. Pubblicazione di “Il Circolo Artistico di Napoli 1888-1958”, volume di storia, arte e cultura.
Decennio 1950. Soci Onorari: Enrico De Nicola, Giovanni Leone, Giovanni Porzio, Umberto Pierantoni e Nicola Sansanelli.
21 luglio 1960. Viene costituita la società Poliars S.p.A. e viene acquistato il contiguo appartamento con ingresso da via Nardones n° 8.
30 ottobre 1961. vengono istituite la “Scuola d’Arte Drammatica” (la prima a Napoli), la “Compagnia Stabile di Prosa”, il “Teatro dei Giovani”, “L’Artistico” (periodico di arte e cultura).
20 dicembre 1961. Retrospettiva fotografica del maestro Giulio Parisio sui più significativi artisti scomparsi.
1963/64, operative le scuole di “Danza Classica e Ginnastica Ritmica”.
13 giugno 1965. A villa Casciaro, in onore del grande artista, viene deposta la targa: “Qui visse e morì il 25 ottobre 1941 Giuseppe Casciaro, maestro del colore che dall’incanto del paesaggio trasse motivi di georgica bellezza Il Circolo Artistico Politecnico pose”. La cerimonia coinvolge le più illustri personalità del panorama artistico, culturale e istituzionale, tra essi Bruno Molajoli, Galante, Ciardo, Verdecchia, Girosi, Tizzano, Striccoli, Chiancone e la Società Promotrice Salvator Rosa.
22 dicembre 1968. pubblicazione del volume “Ottant’anni di Napoli”. Ricorrenza degli ottanta anni della nascita dell’istituzione: saggi, documenti fotografici e illustrazioni di grande interesse retrospettivo.
Decennio 1980. Soci onorari: Prof. Aldo Antonelli, On. Amelia Ardias Cortese, Contessa Laura Caravita Leonetti di Santojanni, Dott. Carlo Franco, Prof. Giuseppe Galasso, Josè Luis Los Arcos Galbete Console di Spagna, Prof. Gerardo Marotta, Dott. Orazio Mazzoni, Prof. Pietro Perlingieri, Prof. Francesco Sisinni, Prof. Nicola Spinosa, Prof. Fulvio Tessitore, Prof. Antonio Villani.
Soci Benemeriti: arch. Mario Grassia, avv. Nicola Intonti, avv. Augusto La Torraca, prof.ssa Luisa Martorelli, ing. Giuseppe Pezzella, prof.ssa Bianca Pica Tamajo, avv. Pasquale Purificato, maestro Elio Simeoni, prof.ssa Maria Antonietta Stecchi De Bellis, dott. Luigi Turlà, avv. Paolo Vitiello, dott. Eraldo Rossomando.
12 gennaio 1981. Riprende la pubblicazione del giornale “L’Artistico”.
7 dicembre 1983. “Piano di Rinnovamento” degli obiettivi e procedure. Rivitalizzazione artistica/culturale (mostre, concerti, convegni, corsi di formazione, premi artistici, musicali, letterari, ecc.); Archivio Storico; Biblioteca Ferdinando Russo e catalogazione volumi; Restauro totale e Catalogazione di tutte le opere artistiche; Creazione percorso museale; istituzione “Sala Sirignano” (in onore del primo presidente); Riordino gestionale (meccanizzazione delle procedure); Ristrutturazione degli ambienti (a partire dai solai); Rifazione impianti elettrici; Istallazione impianti condizionamento.
16 febbraio 1987. Aurelio e Stefania Bertucci, in concerto, inaugurano “I lunedì musicali”, rassegna settimanale di musica.
1988/1992. Centenario della Fondazione: il Circolo ritorna alla originaria forma giuridica di associazione e cede il passo alla Associazione “Circolo Artistico Politecnico”, voluta dai Soci (atto notaio Antonino De Rosa – 4/12/1991). Le S.r.l. ARS e Poliars donano all’Associazione il patrimonio immobiliare. Pubblicazione dei volumi artistici e storici: “La Raccolta d’arte del Circolo Artistico Politecnico” a cura di Luisa Martorelli e “Napoli lungo un secolo” a cura del prof. Fulvio Tessitore.
Anni 1990. Soci onorari: Prof. Franca Nicolini, Prof. Gianni Pisani, Dott. Sergio Zavoli.
9 aprile 1991. Giovanni Allevi avvia all’Associazione “Circolo Artistico Politecnico” la sua luminosa carriera.
28 febbraio 1992. La Regione Campania (Decreto di Giunta n° 950/1992) riconosce alla Associazione la Personalità Giuridica (R.P.G. Persone Giuridiche Private presso il Tribunale di Napoli n° 1264 – poi trasferita al n°120 del RPG/Private della Regione Campania).
22 dicembre 1993. Riprende il Percorso di partecipazione delle opere della Collezione alle mostre nazionali: “Capolavori dell’Ottocento napoletano”. “Dal Romanticismo al Verismo”, “Dalla Reggia di Capodimonte alla Villa Reale di Monza”, etc.
Aprile 1996. Il momento dell’aggressione giudiziaria: i creditori avviano la procedura di espropriazione immobiliare n. 2125/96.
21 giugno 2002. Cessione dell’appartamento di Via Nardones per coprire la posizione debitoria e le spese correnti.
18 luglio 2002. “Vincolo Storico Artistico e di destinazione”. Il “MIBAC – Soprintendenza Regionale della Campania” con decreto n. 53 del 18/07/2002 dispone: “il complesso degli immobili, delle opere d’arte, pittoriche, scultoree e del patrimonio librario e documentario, allocate nella sede dell’Associazione, rappresenta un UNICUM in quanto raccolta di beni inscindibilmente legati per valori storici, artistici e culturali a quei locali ed è dichiarato d’interesse particolarmente importante ai sensi del D.Lgs 490/99 ed è sottoposto alle disposizioni di tutela ed, in particolare, è fatto divieto di smembrare e/o alienare le collezioni ivi costituite separatamente dall’immobile, effettuare frazioni al cespite o porre in essere interventi che comportino un cambio di destinazione d’uso”.
7/8 maggio 2004. La notte del furto. Rubate 22 dipinti della Collezione: Lionello Balestrieri, Mario Borgoni, Antonio Bresciani, Edgardo Curcio, Francesco Galante, Edoardo Gallì, Vincenzo Irolli, Vincenzo Loria, Eduardo Monteforte, Salvatore Petruolo, Attilio Pratella, Raffaele Ragione, Rubens Santoro, Roberto Scognamiglio, Edoardo Tofano, Gennaro Villani, Eugenio Viti, Vincenzo Volpe.
4 aprile 2008. La Giunta Regionale della Campania con Decreto n° 593/2008 attribuisce al Museo dell’Associazione lo status di “Museo di particolare interesse Regionale”.
10 giugno 2011. Collaborazione Operativa con l’Università: attivati i primi tirocini, le ricerche storiche e le tesi di laurea.
18 novembre 2011. L’Archivio dell’Associazione è dichiarato d’interesse storico particolarmente importante ai sensi degli art. 10, comma 3, lettera b), 13 e 14 del D. Lgs. 42/2004 ed è sottoposto alle disposizioni di tutela contenute nel decreto stesso (MIBACT – Soprintendenza Archivistica per la Campania – Decreto n°1145).
19 novembre 2011. “Borse di studio” per gli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Napoli in collaborazione con il Pio Monte della Misericordia: Concorso “Sette opere per la Misericordia”. La collaborazione è proseguita anche negli anni successivi.
16 /21 aprile 2012 “Arte in Circolo”. Concorso Pittorico estemporaneo, patrocinato dal Ministero BB.CC e aperto a tutti gli artisti del territorio.
13 ottobre 2014. “Napoli contrasti urbani”, concorso fotografico/letterario, aperto a tutti. Obiettivo: evidenziare il degrado del patrimonio artistico-monumentale, causato dall’incuria dei cittadini e dalla “distrazione” degli Enti preposti (Area: quadrilatero tra Piazza Dante, Largo Sermoneta, Corso Vittorio Emanuele, la linea di costa con centro Piazza Trieste e Trento, sede della Associazione).
1 novembre 2014. La Biblioteca dell’Associazione nel Polo SBN NAP: i 4000 volumi vengono catalogati nel Sistema Nazionale.
1 Febbraio 2013. Corsi annuali gratuiti di pianoforte e solfeggio per i ragazzi incapienti del quartiere Chiaia-S.Ferdinando impediti nel realizzare un proprio sogno.
22 dicembre 2015. Progetto “L’Artistico – Casa Museo”. In armonia con la tradizione artistica, culturale e sociale, il progetto vuole consentire alla Comunità Territoriale la completa fruibilità dell’intero patrimonio raccolto nei 130 anni (3 secoli ‘800, ‘900 e 2000) attraverso acquisti, mostre, donazioni, ecc. Previsti il restauro delle opere, l’applicazione e l’utilizzo metodologie informatiche, la catalogazione e schedatura, la pubblicazione dell’opera editoriale “Storia – Arte – Città – Le Collezioni della Fondazione Circolo Artistico Politecnico” Napoli.
1 aprile 2016. Inizio lavori per lo Smart Museum: le guide vengono sostituite da Smartphone e/o Tablet con l’uso di una applicazione realizzata da DATABENC Dipartimento di Alta Tecnologia per i Beni Culturali della Federico II.
16 maggio 2017. L’Assemblea dei Soci dell’Associazione (atto notaio Sergio Millilotti) delibera all’unanimità la trasformazione dell’Associazione nella “Fondazione Circolo Artistico Politecnco”. Ad essa viene donato dai Soci l’intero patrimonio: artistico, culturale, strumentale, mobiliare e finanziario. Nasce nel cuore di Napoli, tra Piazza del Plebiscito, Palazzo Reale, Basilica di San Francesco di Paola, Teatro S. Carlo, via Toledo, via Chiaia e, poco distante Castelnuovo, un nuovo luogo pubblico di arte e cultura, testimonianza storica perseguita perennemente e senza sosta dai soci.
20 ottobre 2017. La Regione Campania (Decreto n°13/2017) Riconosce e Iscrive la Fondazione nell’ R.P.G.- Private della Regione Campania al n. 364.
Sintesi Percorso Storico istituzionale

22 dicembre 1888 – Associazione “Società Napoletana degli Artisti”
Diffondere l’arte nella sua globalità: l’insieme rispetto al singolo.

9 aprile 1890 – Associazione “Società Artistica Napoletana”
Aperta a tutti gli uomini di cultura.

4 maggio 1893 – “Circolo Artistico”
Attività sociale simile ai Circoli Nazionale, Unione, Partenopeo.

27 dicembre 1902 – “Circolo Artistico Partenopeo”
Fusione con il Circolo Forense Partenopeo.

3 marzo 1907 – “Circolo Artistico Politecnico”
Fusione con il Circolo Politecnico.

28 febbraio 1992 – “Associazione Circolo Artistico Politecnico”
Personalità Giuridica (Reg. Campania Decr. 3447 – 03/04/1992)
Custodia, Protezione, Valorizzazione Patrimonio Storico
Diffusione Arte e Cultura

16 maggio 2017 – “Fondazione Circolo Artistico Politecnico”
Personalità Giuridica (Reg. Campania Decr. 13 – 20/10/2017)
Dono generoso e tangibile offerto con soddisfazione e orgoglio dai Soci a Napoli e alla Campania affinché trasmetta i suo storici impulsi e permanga immutato nel tempo.

IL COFANETTO
L’opera editoriale “Storia, Arte e Città – Le Collezioni della Fondazione Circolo Artistico Politecnico” Napoli, realizzata in un elegante cofanetto contente i due volumi Storia, saggi, documenti e apparati e Catalogo generale delle opere. E’ una panoramica artistica, storica, fotografica e letteraria particolareggiata dell’intera Casa Museo. Ottocento pagine, mille immagini fotografiche, scritti istituzionali, l’introduzione del Presidente della Fondazione, nove saggi storico/critici (Prof. Francesco Barbagallo, Prof. Angelo Chianese, Prof.ssa Paola D’Alconzo, Prof. Fabio Mangone, Prof. Giulio Pane, Prof.ssa Maria Antonietta Picone Petrusa, Prof. Fulvio Tessitore e la curatrice Prof.ssa Isabella Valente), duecentosessanta schede sugli artisti, raccolta di fotografie originarie, reperti dell’Archivio Storico, selezione di volumi della biblioteca, immagini dell’arredo architettonico, e tanto altro per raccontare l’intreccio della storia della Fondazione con quella della città di Napoli e del suo momento artistico maggiormente significativo: l’800 Napoletano.

Le Opere Museali: 130 anni di storia, arte e cultura racchiuse in 260 schede degli artisti, pittori e scultori rappresentativi non solo dell’‘800 napoletano. Le ultime sale del percorso museale sono adibite alle esposizioni di opere contemporanee di artisti dagli anni Ottanta del Novecento ad oggi. Le schede illustrano, nei particolari, ciascuna delle 550 opere tutte esposte nella originaria cornice d’epoca delle sale della Fondazione. L’excursus viene completato dagli inventari dal 1936 ad oggi, tutti trascritti.
Poco note al grande pubblico, le opere sono frutto di una stratificazione di anni, accumulate attraverso acquisizioni, donazioni e lasciti degli artisti stessi. Tra esse alcune opere sono state realizzate dagli artisti direttamente nella sede della Fondazione e sono esposte nelle sale originarie. Ai nomi già noti, come quelli di Domenico Morelli, Edoardo Dalbono, Vincenzo Migliaro, Francesco Saverio Altamura, Giuseppe de Sanctis, Vincenzo Irolli, Stefano Farneti e Alfonso Simonetti, solo per citarne alcuni , si affiancano artisti finora sconosciuti, obliati dalla critica novecentesca, come Arturo Bacio Terracina, Mario Buonsollazzi, Carlo Baccari, fino a giungere in ordine di tempo ad artisti recenti quali Fara di Cagno, Franco Verio, Paolo La Motta, i fratelli Mazzella e Giuseppe Pirozzi che hanno deciso di donare le proprie opere per arricchire la collezione della Fondazione. La collezione inoltre permette la fruizione di un corpus di caricature tutte esposte nella sala detta «Farmacia» con dei veri e propri unicum, come la Parodia del Trionfo di Mario di Giuseppe de Sanctis o le grafiche di Solatium ed Enrico Sacchetti. Attraverso la riproduzione delle 550 opere esposte, il catalogo passa in rassegna i principali generi pittorici che rappresentano il gusto variegato del collezionismo del tempo: i ritratti, gli autoritratti, gli ambienti familiari, i paesaggi, le scene di moda e quelle storiche, le arti e i mestieri di un periodo storico caratterizzato da grandi fermenti culturali nel teatro, nella musica, nella letteratura e nel giornalismo. Soffermarsi sulle immagini delle opere è anche l’occasione per rivivere i luoghi della città in un tempo non troppo lontano, ma oggi appena riconoscibili.

La Biblioteca: dedicata a Ferdinando Russo, poeta, giornalista, autore di molte canzoni del patrimonio classico napoletano e soprattutto socio del sodalizio. A partire dal 2015 sono stati catalogati nel Sistema Bibliotecario Nazionale circa 4000 volumi per premettere a giovani studiosi, ricercatori e semplici amatori di scoprire i testi in possesso della Fondazione e la loro collocazione. Volumi che trattano tematiche disparate dal diritto alla scienza, dall’economia alla psicologia fino a giungere a testi d’arte in edizioni pregiate, a volte dono dei grandi artisti dell’Ottocento. Vi sono volumi contenenti anche disegni, litografie, caricature, fotografie etc. Gli acquisti, le donazioni, i lasciti dei soci e degli artisti, non si sono mai fermati, e dal 1888 ad oggi la collezione si è arricchita. Tra i testi più antichi ricordiamo quello del 1678: “Felsina pittrice vite de pittori bolognesi alla maesta christianissima di Luigi XIV re di Francia” in due tomi.

L’Archivio Storico: nel 2011 ha ottenuto, con Decreto del Mibac- Soprintendenza Archivistica, lo status di “Archivio privato della Fondazione Circolo Artistico Politecnico di interesse particolarmente importante ai sensi degli artt. 10, comma 3, lettera b), 13 e 14, del D. Lgs. 42/2004, ed è sottoposto alle disposizioni di tutela contenute nel Decreto legislativo 22/01/2004 n. 42 e s.m. e i.” La relazione storica e l’elenco dei documenti costituiscono parte integrante del decreto stesso.
Tra i documenti di maggior rilievo spicca la donazione dello spartito autografo della Traviata di Giuseppe Verdi, del 1856 “Amami, Alfredo, Quant’io t’amo Addio!”, dodici quaderni manoscritti dell’Ars et Gaster, il complesso atto del 1921 del notaio Riccardo Catalano per l’acquisto della sede (si era in un epoca in cui alle Associazioni era vietato avere proprietà immobiliare), i verbali della vita sociale e gli intrecci con la città di Napoli, i lavori della scuola d’arte drammatica (la prima nel Mezzogiorno), corrispondenza del Circolo con le personalità non solo napoletane, documenti su iniziative culturali (arte, musica, teatro), la raccolta del periodico l’Artistico, i fascicoli di oltre 3000 soci, dai grandi artisti del passato fino a nomi noti della Napoli contemporanea (Gaspare Bisceglia, Giovanni Brancaccio, Rubens Capaldo, Francesco Galante, Annamaria Ackermann, On. Amelia Ardias Cortese, Contessa Laura Caravita Leonetti di Santojanni, Prof. Giuseppe Galasso, Console di Spagna Josè Luis Los Arcos Galbete, Prof. Gerardo Marotta, Prof. Francesco Sisinni, Prof. Nicola Spinosa, Prof. Fulvio Tessitore) e tanto altro.
La Fototeca, in una sala della Fondazione, dalla bellezza storica intatta è esposta una selezione delle circa 5000 foto raccolte nei 130 anni di vita della Istituzione. Sono esposte 216 foto originarie, tutte autografate, di personaggi illustri, da sempre legati all’Istituzione Circolo Artistico Politecnico, che hanno fatto la storia d’Italia e non solo: i reali (Regina Margherita, Re Umberto I, Vittorio Emanuele III di Savoia e la consorte Elena di Montenegro, Faruk d’Egitto), i compositori (Giacomo Puccini, Enrico Ferri, Francesco Paolo Tosti, Ruggero Leoncavallo, Pietro Mascagni, E. A. Mario ed altri), i lirici (Enrico Caruso, Toti dal Monte, solo per citarne alcuni), gli artisti teatrali (quali Nino Taranto, Luisella Viviani e tanti altri), i politici di grande spessore (quali Enrico De Nicola, Primo Presidente della Repubblica, Giovanni Leone, VI Presidente della Repubblica e due volte Presidente del Consiglio, Giorgio Napolitano, XI Presidente della Repubblica) e tanti altri.

IL PENSIERO DEL PRESIDENTE GAITO SUL COFANETTO:
Sento di affermare che questa importante opera editoriale è in realtà una significativa raccolta di testimonianze:
testimonianza di un percorso artistico-culturale attivo da circa 130 anni, iniziato con la costituzione della ”Società Napoletana Artisti”, ideata per sostenere l’arte e gli artisti napoletani nel mondo;
testimonianza dell’amore, della passione, della costanza e della socialità profusi dai Soci Fondatori, anno dopo anno, attraverso la consegna simbolica del “testimone presidenziale” da Giuseppe Caravita di Sirignano, principe e senatore; Luigi Maria Foschini, avvocato e senatore, Paolo Caracciolo di Torchiarolo, avvocato; Nicola Sansanelli, avvocato e sindaco di Napoli; Mattia Limongelli, avvocato e letterato; Armando Caruso, avvocato, legale del Banco di Napoli; Nicola Cariota Ferrara, avvocato e deputato; Alfredo De Marsico, professore avvocato e ministro; Luigi Cariota Ferrara, avvocato e preside della Facoltà di Giurisprudenza; Antonio Landolfi, avvocato; Adriano Gaito, geologo e manager di Banca; Mario Del Vecchio, avvocato e Presidente Consiglio della Regione Campania; Comitato di Gestione Straordinaria; e nuovamente Adriano Gaito, Consigliere e fondatore Banca del Sud SpA.
testimonianza dell’impegno profuso dai soci tutti per tenere in vita e mantenere costante la proiezione sociale dell’Istituzione: da Armando Ciappa, Presidente dell’Assemblea e Mario Del Vecchio, Presidente Benemerito, il Comitato Scientifico (Fulvio Tessitore, Sergio Sciarelli, Ermanno Corsi, Adriano Giannola, Daniele Marrama, Giulio Pane Mario Rusciano, Adriano Gaito), il Consiglio Direttivo (Dario Cecaro, Silvia Ferrajoli, Antonio Gaito), i Revisori dei Conti (Antonio Caserta e Gianluca Dorotea), il Personale (Antonio Fenderico, Giuliana Santoro e Lisa Saut),;
testimonianza della creazione e nascita di un nuovo luogo pubblico di arte e cultura, situato nel cuore del centro della città di Napoli, punto centrale tra piazza del Plebiscito, palazzo Reale, Basilica di San Francesco di Paola, Teatro S. Carlo, via Toledo, via Chiaia e, poco distante, Castelnuovo, espressione concreta ed esaltante della napoletanità nei suoi più qualificati aspetti interni ed internazionali;
testimonianza della storica utilità sociale perseguita da sempre, con grandi sensibilità e affetto, verso la Comunità Territoriale: l’attribuzione alla Fondazione dell’intero patrimonio (beni e risorse finanziarie), infatti, è il “Dono” dei fondatori al Territorio: oltre 500 dipinti, 80 sculture, 4500 volumi, 5000 fotografie, centinaia di reperti, decretati dalla Soprintendenza Archivistica di alto valore storico, strumenti musicali originali, attrezzature tecnologiche, arredi d’epoca e tant’altro;
testimonianza della sensibilità e dell’amore per l’arte e la storia da parte dei cattedratici, personalità amministrative e politichde, esperti del restauro e ricercatori che, spontaneamente, con dedizione e entusiasmo, hanno donato la propria opera professionale alla realizzazione del progetto e del catalogo/storia: Fulvio Tessitore, Sergio Sciarelli, Francesco Barbagallo, Maria Antonietta Picone, Giulio Pane, Fabio Mangoni, Paola D’Alconzo, Maria Rosaria Di Leo (solo per nominarne alcuni);
testimonianza della passione, dedizione e volontarietà dell’impegno impareggiabili profusi da Isabella Valente nella curatela scientifica totale e da Angelo Chianese, presidente Databenc, nella curatela tecnologico/scientifica;
testimonianza della sensibilità imprenditoriale di Diego Guida: ha accolto con grande entusiasmo la proposta di affrontare una complessa pubblicazione storica/scientifica, ben conscio del notevole impegno richiesto: non è infatti un’iniziativa commerciale, Il prezzo di copertina non coprirà il costo di una realizzazione, in edizione limitata e numerata (650 copie), proiettata a tracciare una visione della evoluzione storica di Napoli attraverso le opere dei suoi massimi artisti ed essere un catalogo completo e dettagliato;
testimonianza dell’affetto e della cordialità e sensibilità mostrata dagli amici attraverso le donazioni in denaro o in opere, partite il 27 ottobre 2015, indispensabili all’avvio del progetto, e del sostegno della piattaforma Meridonare della Fondazione Banco di Napoli per il prosieguo della raccolta fondi;
testimonianza di una visione storica della città attraverso le opere dei sui artisti, rimasti nel cuore dei napoletani, del come e perché tantissimi soci, senza proclami, hanno mantenuto incontaminati gli obiettivi tracciati da coloro che hanno costituito la Società Napoletana Artisti per consolidare i rapporti storici ed umani tra l’arte e l’ambiente.
Grande, infine, è l’orgoglio di tutti noi di potersi vantare di avere costruito e donato alla città di Napoli un nuovo luogo magico, in cui cittadini, studiosi, ricercatori e turisti possono ammirare la grandezza artistica, culturale, sociale e storica di un popolo mai domo e un eccezionale strumento per far emergere e consolidare la convinzione che i giovani della nostra Città hanno le giuste capacità creative e sanno come mantenersi al passo con un mondo in continuo e rapido movimento.

Ovviamente, centrale struttura espositiva da visitare.

Maurizio Vitiello

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