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Sorrento, il Comune rifiuta il confronto con il Wwf e non sospende l’annunciata strage degli alberi cittadini. foto

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A circa un mese dall’invito dell’Associazione ambientalista per un incontro tecnico, onde evitare quella che a tutti gli effetti si rivela essere una inutile e dannosa operazione per il benessere e la vivibilità della nostra città, come in altre occasioni, nessun cenno di collaborazione si registra da parte dei vertici dell’Amministrazione comunale. Intanto prosegue al Tribunale di Torre Annunziata il processo relativo all’abbattimento dello storico ulivo all’interno del Museo Correale.

Nella città di Sorrento, ricorda il  Wwf Terre del Tirreno, l’Amministrazione  comunale a breve si appresta a far tagliare  ancora 13 alberi e successivamente altri 72. I quali aggiunti ai 6 massacrati sul Corso Italia innanzi all’Hotel Gardenia ed ai 2 lecci secolari eliminati  in via De Maio completeranno l’orgogliosa impresa, di sopprimere, non si sa ancora per quale concreta ragione, una buona parte del verde pubblico. Alla conclusione di tale ”opera” un totale di 93 alberi, che ornavano e tuttora ancora ornano le strade cittadine, saranno destinati a legname da ardere. Di recente il presidente dell’Associazione ambientalista, Claudio D’Esposito ha inviato una accorata lettera al Sindaco Cuomo ed ai responsabili comunali preposti, per chiedere un urgente incontro ove discutere di tale discussa situazioni che sta sollevando non pochi malumori nella cittadinanza intera. Nel frattempo sospendere ogni ulteriore prevista operazione di abbattimento di alberi, dando altresì la possibilità al WWf Terre del Tirreno di poter accedere a tutte le perizie prodotte ed, eventualmente, esprimersi in contraddittorio avvalendosi della consulenza dei propri esperti in materia. Al momento, a distanza di un mese, come volevasi dimostrare, nessuna risposta è pervenuta dal Palazzo di Piazza Sant’Antonino.

Intanto si è celebrato in questi giorni, presso il Tribunale di Torre Annunziata la V udienza del processo che vede imputato il sig,.Guarracino, difeso dall’Avv. Gaetano Milano, per la distruzione, avvenuta il 4 gennaio 2013, dello storico ulivo plurisecolare nel Parco del Settecentesco Museo di Sorrento. Durante la quale, evidenzia Claudio D’Esposito,diverse sono state le contraddizionied i vari tentativi di far passare lo scempio paesaggistico prima come un’eliminazione di un pericolo imminente (in una zona tra l’altro inaccessibile al pubblico), poi come un’operazione di “ordinaria pratica agronomica” definita di “stroncatura” (contemplata per “salvare” alberi deperiti a causa del gelo, di incendi o di forti attacchi parassitari). Il WWF ed i periti incaricati dall’ente museo hanno dimostrato come il plurisecolare ulivo, oggetto di un progetto di rilancio e di riqualificazione dell’intero parco che prevedeva la passeggiata tra i patriarchi arborei, fosse tutt’altro che malato e pronto a cadere. Intanto il valore calcolato in relazione al volume/peso della legna tagliata fu stimato per difetto in circa 6000Kg con una quotazione sul mercato come legna da ardere di circa 1200 euro, e come legna da falegnameria di circa 65/70.000 euro. Nel frattempo non ci resta che ricordare  il comunicato diramato all’epoca proprio da Claudio D’Esposito, in quella che senz’altro per molti sorrentini fu definita una triste circostanza. – “  abbiamo perso per sempre un altro pezzo della storia e del paesaggio della nostra terra. Stavolta a farne le spese è stato un Ulivo plurisecolare che vegetava nel vasto giardino del Museo Correale di Terranova a Sorrento!!! Sembra essere ormai un triste presagio di inizio anno: nel gennaio del 2011 fu abbattuto lo storico Pino della Villa Nardi che da 130 anni dominava il porto di Sorrento ed era immortalato in numerose immagini e cartoline; il 31 gennaio 2012 a pagare le conseguenze di una discutibile perizia di parte, che lo giudicava pronto a cadere, è stato invece il Pino di due secoli della seicentesca Villa Irbicella a Piano di Sorrento… ed ora con enorme amarezza siamo testimoni dell’ennesimo scempio ai danni del grosso Ulivo del fondo Correale!!!”

Il WWF, allertato del taglio, ha immediatamente effettuato un sopralluogo con i suoi volontari e denunciato l’accaduto al Presidente del Consiglio di Amministrazione e al Direttore della Fondazione Museo, al Sindaco di Sorrento, alla Polizia di Stato di Sorrento, alla Soprintendenza Paesistica di Napoli e Provincia, a quella per i Beni Archeologici di Napoli e Caserta e alla Procura di Torre Annunziata, per la deturpazione dell’esemplare arboreo plurisecolare nel fondo del Museo Correale in violazione dell’art.146 Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio – D.lgs. 22/01/04 n.42; inoltre ha chiesto all’ente museale di verificare se non sussistano gli estremi per la recessione del contratto di affidamento ai gestori del fondo agricolo, responsabili dell’accaduto, oltre a promuovere ogni azione di rivalsa in sede civile per l’enorme danneggiamento apportato alla proprietà museale.

L’olivo tagliato vegetava nell’area esterna del fondo del settecentesco Museo Correale e, con i suoi quasi 4 metri di circonferenza del tronco e un’età stimata di circa 300 anni, faceva parte integrante del paesaggio e della geografia dei luoghi. L’albero, visibile anche dall’esterno, si ergeva isolato all’interno di un agrumeto attualmente in gestione ad un affittuario (B&B Casa Correale – sorto nell’antica casa colonica di fine 800) e lo si poteva ammirare dopo aver percorso lo storico viale ombreggiato dai filari di Platani secolari. Esso era in ottimo stato e in piena vigoria e costituiva di fatto uno degli ultimi importanti elementi vegetali del paesaggio agricolo del tessuto storico di Sorrento.

La cosa più triste è che non sembra esistere alcuna valida giustificazione al taglio operato – aggiunge il WWF – né dal punto di vista agronomico né tantomeno fitosanitario, inoltre l’ulivo non è apparso danneggiato da eventi metereologici (assenti in questi giorni!!!) come invece dato ad intendere. Con molta probabilità l’inutile e devastante scempio era finalizzato al commercio del prezioso legname!!!” –  11 aprile 2018 – salvatorecaccaviello

Fonte: Wwf Terre del Tirreno

Meta, 12/03/2018
Prot. n°33F/18
Alla cortese attenzione di
Sindaco del Comune di Sorrento
sindaco@pec.comune.sorrento.na.it
Assessore al Verde Pubblico
del Comune di Sorrento
protocollo@pec.comune.sorrento.na.it
Responsabile Ufficio Verde Pubblico
del Comune di Sorrento
dirigente3dip@pec.comune.sorrento.na.it
e.p.c. Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio
per il Comune e la Provincia di Napoli
mbac-sabap-na-met@mailcert.beniculturali.it

OGGETTO: Abbattimenti esemplari arborei e gestione del verde pubblico nel Comune di Sorrento – richiesta incontro urgente
La sottoscritta associazione WWF Terre del Tirreno espone quanto segue:
Premesso che:
– il Patrimonio Arboreo Comunale costituisce un irrinunciabile e irripetibile polmone vitale per le popolazioni locali;
– gli esemplari arborei, ancor di più se alti, grossi, storici e/o secolari, costituiscono un elemento indiscutibile del paesaggio e della geografia dei luoghi;
– il WWF si batte da sempre per far conoscere e salvaguardare la grande ricchezza ambientale, paesaggistica e culturale rappresentata dagli alberi e diffondere la cultura del verde, contribuendo a conservare la biodiversità e spingere cittadini, imprenditori ed amministratori ad aumentare il numero degli alberi in città;
– gli alberi in ambito urbano è risaputo che, aldilà dell’indubbio valore estetico e paesaggistico, offrono molteplici benefici di valenza ambientale, economica, sociale e salutistica, rivestendo un ruolo fondamentale nella purificazione dell’aria dall’inquinamento atmosferico da gas di scarico e particelle dannose alla salute e proteggendo il territorio dal dissesto;
– con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del 1° febbraio della Legge 10 del 2013 è divenuta obbligatoria la tutela ed il censimento degli alberi monumentali;
– l’art. 2 della legge prevede che entro un anno dalla data di entrata in vigore, ciascun comune dovrà provvedere a censire e classificare gli alberi piantati, nell’ambito del rispettivo territorio, in aree urbane di proprietà pubblica;
– due mesi prima della scadenza naturale del mandato, il sindaco dovrà rendere noto il bilancio arboreo del comune, indicando il rapporto fra il numero degli alberi piantati in aree urbane di proprietà pubblica rispettivamente al principio e al termine del mandato stesso, dando conto dello stato di consistenza e manutenzione delle aree verdi urbane di propria competenza;
Considerato che:
Mentre si diffonde sempre più la cultura degli alberi, e in tantissime città italiane si è compresa la necessità di salvaguardarne e piantarne sempre di più per i loro molteplici effetti benefici, nel Comune di Sorrento, in controtendenza con la nuova sensibilità diffusa, abbiamo tuttavia documentato un allarmante aumento delle operazioni di abbattimento di alberi, il più delle volte “giustificate” da timori di pericolo per la pubblica e privata incolumità ed avvallate da perizie di parte, altre volte giustificate dal fatto che gli alberi avevano “alzato i marciapiedi”.
A fomentare la dendrofobia amministrativa hanno contribuito di certo i molteplici crolli arborei avvenuti in passato che collocano la città del Tasso ai primi posti nel guinness dei primati delle “città dove cadono gli alberi”. Altro record resta l’enorme investimento economico in agronomi e tecnici del ramo che, nonostante le numerose perizie e relazioni prodotte, non hanno saputo ad oggi prevenire i crolli arborei.
E’ per tali motivi che, con determinazione n.1109 del 04.08.17, si è dato l’ennesimo incarico con un affidamento diretto di 25.000 euro (non avendo trovato il funzionario comunale sulla piattaforma del MePA il servizio cercato) allo Studio Agronomico Associato Urban Green Project di De Marco/Coppeta, per accertare, tra l’altro, lo stato di stabilità e sicurezza di ben 93 alberi classificati come pericolosi e/o a rischio. Stiamo parlando di una cifra enorme: quasi un quarto di tutti gli alberi che ancora sopravvivono nelle strade e nelle piazze di Sorrento!
Resta da chiedersi chi è per quali motivi ha classificato quei 93 alberi come degni di attenzione?
E’ bene chiarire che ogni qualvolta il vento abbatte un albero, per almeno il 90% dei casi si tratta di alberi già sofferenti per cause fitosanitarie (cioè piante già ammalate) o antropologiche (danni causati dall’uomo). Sono sempre le piante con problemi di salute a crollare, indipendentemente da altezza, inclinazione e forma, mentre per quelle sane le probabilità sono sempre bassissime. Per la sicurezza dei cittadini quindi occorre mantenere le piante sempre nelle condizioni migliori, per esempio potandole il meno possibile o mai, e tenerle sotto un controllo periodico. Purtroppo non sempre c’è tale cura e attenzione e, spesso, assistiamo a potature ed interventi errati e/o dannosi per la salute stessa delle piante. Viene da pensare che, forse, ci sarebbe più bisogno di un bravo giardiniere piuttosto che dell’ennesima ditta venuta da lontano e/o agronomo di turno pronto a decretare il pericolo di questo o di quell’albero … quasi come in un gioco del lotto?
A seguito delle accorate segnalazioni dei cittadini, che non ne possono più di vedere il patrimonio a verde della propria città abbandonato, violentato e depauperato, siamo intervenuti di recente, come pure in passato, per tentare di evitare l’ennesimo ingiustificato abbattimento di numerosi e grossi esemplari arborei che apparivano robusti ed in buono stato vegetazionale.
Molti, troppi alberi sono stati eliminati a Sorrento. Laddove invece il WWF ha avuto la possibilità di effettuare un contraddittorio e produrre “controperizie”, si è riusciti a tenere in piedi diversi alberi, belli e maestosi, erroneamente giudicati malati e pronti a cadere. Tali alberi, a distanza di diversi anni, sono a tutt’oggi ammirati e fotografati da cittadini e turisti che godono dei loro preziosi benefici.
Ma la cosa che più rattrista è documentare come le piante abbattute non sempre vengono sostituite, e laddove si provvede a farlo vengono acquistate piante “gnome”, con circonferenza del tronco e altezza molto contenute, del valore di poche decine di euro, che impiegheranno decenni per raggiungere dimensioni accettabili.
Constatare che una storica palma di 10 metri di altezza in Piazza Lauro viene sostituita da una banale cicas di circa 1 metro al costo di 2.000 euro (!!!), che al posto di lecci secolari a Marina Piccola appaiono alberelli più sottili del paletto (che non c’è) che li dovrebbe reggere … o che la sostituzione delle storiche tamerici di via Rota (eliminate perché ritenute senza alcun valore estetico) è costata 50.000 euro, beh, non può che suscitare rabbia e indignazione!!!
In quanto alla abusata “moda” di scegliere l’arancio amaro come specie in sostituzione delle alberature esistenti sulle strade essa, al di là del suo aspetto “pittoresco”, ci appare discutibile per una serie di motivi.
Il genere “citrus” non è da considerare “autoctono” in quanto proveniente dalla Cina, anche se coltivato da oltre due secoli in Penisola Sorrentina ed inserito ormai a pieno titolo nel paesaggio e nella geografia dei luoghi al punto tale da essere tutelato nei famosi agrumeti che esso forma. Proprio per questa ragione il genere “citrus” (aranci, limoni, ecc.) andrebbe valorizzato e protetto nel suo contesto agricolo-produttivo e non usato come pianta da cartolina in sterili alberature stradali!!! Il paradosso è che proprio mentre stiamo assistendo alla pianificata distruzione di interi agrumeti tipici sorrentini, e alla loro successiva trasformazione in baratri di cemento armato da vendere ai privati per parcheggiarvi le auto, si tenta di spacciare l’utilizzo di tali piante sui marciapiedi come “valorizzazione” degli elementi “più consoni alla vocazione turistica-culturale e botanica della nostra terra”.
Sappiamo che uno dei compiti principali delle alberature stradali, oltre ad abbellire il paesaggio e creare preziosa ombra, è quello di filtrare e depurare l’aria dai pericolosi gas tossici prodotti dagli autoveicoli. In quest’ottica il genere “citrus”, proprio per le sue ridotte dimensioni (determinate nel caso di impianti sui marciapiedi stradali anche da condizioni vegetazionali difficili: scarsa fertilità del terreno, siccità estiva, ecc.), non svolge appieno il ruolo richiesto. Inoltre c’è da aggiungere che le particelle inquinanti e lo smog che si depositano sulla pianta persistono a lungo sulle sue foglie creando un danno fisiologico oltre che estetico.
Non da ultimo, è da considerare la scarsa resistenza di tale specie al vento ed al gelo invernale che, seppur limitato nel tempo vista la latitudine della nostra Penisola Sorrentina, riesce tuttavia a causare danni visibili, con vistosi defogliamenti, alle piante alle quali non si è provveduto a costruire un qualche riparo (pagliarelle, cannucciati, ecc.). A testimonianza di ciò sono le numerose e continue fallanze verificatesi alle alberature di arancio amaro nelle strade di Sorrento: diverse piante sono morte rendendo necessaria la loro sostituzione e delle rimanenti alcune versano in precarie condizioni di salute.
E’ chiaro che si dimentica l’enorme valore degli alberi in città, ignorando che essi sono patrimonio della collettività (anche da morti come prezioso legname!) e non si possono gestire sull’onda emotiva, dell’urgenza o, peggio, seguendo gli umori di “clienti e dirimpettai” più o meno amici del politico o dell’agronomo di turno. Ed è così che abbiamo perso il grosso carrubo di via Capodimonte, l’ulivo plurisecolare del museo Correale, i lecci storici del costone delle Antiche Mura, le jacarande, il tiglio e il ficus di fronte all’Hotel Gardenia, l’eucalipto secolare della Terrazza, i lecci del Porto, la canfora di via degli Aranci, i pini di via del Mare, le querce dell’Atigliana, le robinie di via N. Verde, i tigli di via Caruso, i pini di S. Lucia, le tamerici di piazza della Vittoria e di via Rota … e tanti altri!!!
L’impressione che si ha è che non si voglia gestire al meglio la materia, ma solo scaricarsi da ogni responsabilità e trovare il modo per abbattere gli alberi magari facendo un “piacere” al condominio, all’albergatore o al privato? Si sono spese decine di migliaia di euro in perizie utili solo a dimostrare la paventata pericolosità di taluni alberi, forse più “fastidiosi” che realmente pericolosi?
Che ci sia qualcosa che non quadra lo si è potuto intuire assistendo impotenti all’ultimo recente crollo di una palma, nonostante la supervisione di ben due agronomi assoldati dal comune! Questo può significare solo due cose: o il crollo di un albero non è prevedibile (e allora a cosa serve la perizia?) oppure l’agronomo non è in grado di prevederlo (e allora a cosa serve l’agronomo?) Delle due l’una. O forse entrambe?
Quello che stiamo cercando di fare da anni con il WWF è di condurre la problematica ad un approccio che sia realmente scientifico. Di perizie fatte con superficialità e di condanne a morte “spicciole” ne abbiamo viste fin troppe. Se tanti alberi giudicati pericolosi sono ancora in piedi (non solo a Sorrento!) è solo perché, sollecitati dai cittadini, ci siamo intromessi nella vicende pubbliche o private, dimostrando le lacune, la superficialità e la scarsa attendibilità di talune perizie prodotte.
Invece di preoccuparsi di abbattere gli alberi sarebbe auspicabile che una città come Sorrento, meta di migliaia di turisti da tutto il mondo, cominciasse ad applicarsi per restituire decoro al suo verde urbano implementando il patrimonio arboreo e progettando nuove aiuole e parchi naturali.
E’ di questi giorni la notizia che a Milano si costruirà un vero e proprio parco naturale pensile a 18 metri di altezza, con cespugli, boschi, spazi per bambini e piante officinali, a servizio di un nuovo Policlinico. Il progetto di Stefano Boeri prenderà avvio nel 2018 e dovrebbe concludersi nel 2022: sarà il primo giardino pensile terapeutico al mondo!
A Sorrento, invece, l’unica area a verde dell’unico ospedale qualche anno fa è stata completamente disboscata e desertificata, utilizzando 28.000 euro dei contribuenti, perché i suoi 12 alberi di varie specie (tra cui una fitolacca di quasi 5 m di circonferenza!) erano stati giudicati all’improvviso TUTTI pericolosi e pronti a cadere!!!
Non ci si dovrebbe mai fermare dal piantare nuovi alberi … e non dall’abbatterli!!!
Nelle strade cittadine, e sui marciapiedi, andrebbero piantati alberi idonei a svolgere le funzioni a cui sono preposti, alberi che abbiano all’impianto già discrete dimensioni, che facciano preziosa ombra e filtrino i gas di scarico degli autoveicoli, due aspetti fondamentali in un paese dal clima assolutamente caldo e dal traffico assolutamente caotico come Sorrento.
Per dare un senso della poca sensibilità che c’è verso il verde nel Comune di Sorrento basti pensare che delle centinaia di palme morte, a causa del famigerato punteruolo rosso, nessuna è stata ancora sostituita. Nella migliore delle ipotesi la base delle palme tagliate è stata utilizzata come squallido porta vaso.
Visto che:
– l’intero territorio del Comune di Sorrento è stato dichiarato di notevole interesse paesaggistico con D.M. ai sensi della legge 1497/39 e ricade nell’ambito di efficacia del Piano Urbanistico Territoriale per l’Area Sorrentino-Amalfitana statuito con la L.R. n. 35/87;
– ai sensi dell’art.146 del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio – D.lgs. 22/01/04 n.42 – ogni intervento che modifichi il paesaggio necessita del parere preventivo della Soprintendenza;
– il Comune di Sorrento si è dotato di un Regolamento per la Tutela del Patrimonio Arboreo che disciplina la materia;
nell’ottica di poter dare un fattivo e scientifico contributo alla gestione del Verde Pubblico della città ed evitare ulteriori ingiustificati attentati al precario patrimonio arboreo ed al paesaggio della città di Sorrento, la scrivente associazione
CHIEDE
alle SS.VV. di promuovere un urgente incontro tra le parti e, nelle more, di sospendere ogni ulteriore prevista operazione di abbattimento di alberi, dando altresì la possibilità a codesta associazione di poter accedere a tutte le perizie prodotte ed, eventualmente, esprimersi in contraddittorio avvalendosi della consulenza dei propri esperti in materia.
In attesa di un cortese cenno di riscontro, porgiamo cordiali saluti.
WWF Terre del Tirreno
Il Presidente
Claudio d’Esposito

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