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se ne va Franco Fontanarosa, una persona onesta. La classe operaia che va in paradiso

Se ne va Franco Fontanarosa, una persona onesta. Ho avuto poco fa la triste notizia, certe persone si conoscono a pelle sopratutto quando si vede che dentro hanno una grande trasparenza e dignità. Quella che aveva Franco Fontanarosa. Nei suoi viaggi in Campania per far conoscere i suoi vini Anna Rita Fontanarosa ha portato suo padre anche a Sorrento ed immancabile è stata l’intesa immediata. Mi affascinavano le sue storie sindacali quando operaio, lui originario di Torre, si era attivato nei sindacati, purtroppo nono sono riuscito ad approfondire, ma ad apprezzare si. Era una persona che ci credeva e ci metteva l’anima nelle cose che faceva per le lotte nel mondo del lavro… La classe operaia che va in paradiso

Tanti i commenti

Ci ha lasciato un combattente sia sulle navi come sindacalista che a terra nei comitati di quartiere

Lo SPI-CGIL di Torre del Greco esprime il proprio cordoglio alla famiglia per la scomparsa del compagno FRANCO FONTANAROSA Un carissimo compagno che ha dedicato la sua intera vita al prossimo, spesso mettendo in secondo piano se stesso, la sua carriera e la sua famiglia. Migliaia di marittimi hanno beneficiato delle sue celebri lotte sindacali da esponente nazionale della FILT/CGIL. Dalla pensione in poi, per 25 anni ha dato tutto se stesso alla propria città, Torre del Greco, costruendo dal nulla uno spazio verde dove far giocare i bambini, un comitato di quartiere ( Torre Nord ), ed é stato animatore e promotore di decine di lotte politiche, sociali e sindacali. Ha combattuto per il mantenimento dell’ospedale Maresca.
Ciao Franco R.I.P.

Fra i tanti ricordi il figlio Leopoldo  ha messo in evidenza un commento di  Vito Nocera che lo descrive con efficacia:


“Carico di dignita’ e di orgoglio, così era Franco Fontanarosa, sia nei suoi anni migliori che dopo. Ha fatto parte di una generazione di persone che della propria esistenza pensarono di farne dono agli altri. Una generazione in fondo fortunata, pur nelle sue difficolta’ e sconfitte. La fortuna di poter credere in qualcosa di grande, di avere un orizzonte. Non mancava a gente come Franco la consapevolezza che realizzare quella coesione solidale per la quale si battevano restava un obiettivo complesso. Che le contraddizioni erano tante e che ci si doveva certo fare i conti con realismo. Eppure mai, Franco Fontanarosa, e tanti altri come lui, si sarebbe imbarcato in un pullman diretto a Roma per rivendicare che su navi italiane non venissero piu’ ingaggiati marittimi stranieri. Questa trama sociale spezzata, un mondo che ormai gli appariva rivoltato al contrario, era diventato negli ultimi anni il suo cruccio. Eppure non aveva perso la speranza. L’onda lunga di aver appartenuto ad una straordinaria stagione di solidarieta’ collettiva gli faceva da scudo, lo proteggeva – come a tanti tra noi – da un ripiegamento nichilista in se stesso. Vitale, entusiasta, solo a tratti malinconico, Franco sapeva di dover continuare fino alla fine. Come quei missionari che ci provano ancora anche dopo che la propria Chiesa e’ distrutta. A lui, preziosissimo compagno di tanto comune cammino, un pensiero affettuoso e commosso.”
 Vito Nocera che lo descrivono con efficacia:
“Carico di dignita’ e di orgoglio, così era Franco Fontanarosa, sia nei suoi anni migliori che dopo. Ha fatto parte di una generazione di persone che della propria esistenza pensarono di farne dono agli altri. Una generazione in fondo fortunata, pur nelle sue difficolta’ e sconfitte. La fortuna di poter credere in qualcosa di grande, di avere un orizzonte. Non mancava a gente come Franco la consapevolezza che realizzare quella coesione solidale per la quale si battevano restava un obiettivo complesso. Che le contraddizioni erano tante e che ci si doveva certo fare i conti con realismo. Eppure mai, Franco Fontanarosa, e tanti altri come lui, si sarebbe imbarcato in un pullman diretto a Roma per rivendicare che su navi italiane non venissero piu’ ingaggiati marittimi stranieri. Questa trama sociale spezzata, un mondo che ormai gli appariva rivoltato al contrario, era diventato negli ultimi anni il suo cruccio. Eppure non aveva perso la speranza. L’onda lunga di aver appartenuto ad una straordinaria stagione di solidarieta’ collettiva gli faceva da scudo, lo proteggeva – come a tanti tra noi – da un ripiegamento nichilista in se stesso. Vitale, entusiasta, solo a tratti malinconico, Franco sapeva di dover continuare fino alla fine. Come quei missionari che ci provano ancora anche dopo che la propria Chiesa e’ distrutta. A lui, preziosissimo compagno di tanto comune cammino, un pensiero affettuoso e commosso.”

Questo è uno scritto di Anna Rita Fontanarosa

E mettiamoci un po’ di impegno a non farle rimanere solo meravigliose parole !!!!! “Voglio ringraziarti, Signore per il dono della vita;
ho letto da qualche parte che gli uomini hanno un’ala soltanto:
possono volare solo rimanendo abbracciati.
A volte, nei momenti di confidenza, oso pensare,
Signore, che tu abbia un’ala soltanto, l’altra la tieni nascosta,
forse per farmi capire che tu non vuoi volare senza di me;
per questo mi hai dato la vita:
perché io fossi tuo compagno di volo.
Insegnami, allora, a librarmi con Te,
Perché vivere non è trascinare la vita,
non è strapparla, non è rosicchiarla,
vivere è abbandonarsi come un gabbiano all’ebbrezza del vento.
Vivere è assaporare l’avventura della libertà.
Vivere è stendere l’ala, l’unica ala, con la fiducia
Di chi sa di avere nel volo un partner grande come Te.
Ma non basta saper volare con Te, Signore.
Tu mi hai dato il compito
Di abbracciare anche il fratello e aiutarlo a volare.
Ti chiedo perdono, perciò, per tutte le ali che non ho aiutato a distendersi.
Non farmi più passare indifferente vicino al fratello che è rimasto con l’ala,
l’unica ala inesorabilmente impigliata
nella rete della miseria e della solitudine
e si è ormai persuaso di non essere più degno di volare con Te;
soprattutto per questo fratello sfortunato,
dammi, o Signore, un’ala di riserva.”
Don Tonino Bello (Alessano, 18 marzo 1935 – Molfetta, 20 aprile 1993)

Ti sia lieve la terra

Condoglianze da tutta la redazione di Positanonews

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