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Sarri apre al rinnovo del contratto ma chiede garanzie sul prossimo mercato

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«Resto con voi». I tifosi azzurri pagherebbero per ascoltare quella parola che non viene pronunciata, nonostante De Laurentiis di rinnovo, di futuro, di progetto, gli abbia già parlato. Al momento Sarri preferisce prendere tempo, anche se dopo Milan-Napoli ha detto apertamente di avere tutte le intenzioni di restare. Vuole capirlo, però, questo progetto. Nonostante siano tre anni che è qui, fa intendere di non aver ben compreso quello che ha in mente il presidente per il Napoli del futuro. Maurizio Sarri, con piglio determinato, dice che non è una questione economica perché l’aumento proposto dal club gli basta. «I soldi? Contano zero». Lo dice lui, bisogna credergli. E allora? Sarri la getta un po’ sul melodramma, sulla falsariga di quello che già diceva Rafa Benitez. Insomma, per «ripagare l’amore dei tifosi e rimanere convinto e felice al Napoli con cui sono legato da un contratto fino al 2020» lui ha una serie di idee da mettere in pratica. E di cui ha già parlato con De Laurentiis. Attenzione a una premessa non di poco conto: De Laurentiis dice di aspettare lui una risposta da Sarri mentre Sarri prova a ribaltare il tavolo, facendo intuire che è lui ad attendere una risposta da De Laurentiis. E la prima delle domande è questa: se dovesse partire qualcuno dei big (per esempio i vari Koulibaly, Mertens, Callejon o Albiol) il patron pensa di fronteggiare con innesti giovani, di prospettiva oppure con altri big, già pronti per il suo gioco? «Chiedimi se sono felice», dicevano Aldo, Giovanni e Giacomo in un bel film di qualche tempo fa. Ecco, Sarri sarebbe felice se qui arrivassero top player la prossima estate: non c’è bisogno di soffermarsi troppo su quello che pensa dei vari Rog, Ounas, Pavoletti, Giaccherini, Machach e così via perché basta vedere la fine che hanno fatto. Sarri sa che i tifosi vogliono un Napoli competitivo per lo scudetto anche il prossimo anno. Evidentemente a Sarri, per dire quelle cose, qualcosa non torna, visto che ha ancora qualche riserva sul punto. Evidentemente i nomi sul tavolo del prossimo Napoli non devono piacergli molto. Per esempio Sarri non farebbe follie per Chiesa. Al contrario di De Laurentiis. Certo, ha sgranato gli occhi all’idea di liberarsi pagando la clausola: «Non lo farò». E da come ha parlato, non pare che al momento ci sia qualcuno disposto a farlo. Peraltro, 8 milioni non sono spiccioli. Neppure per Abramovich che più di tutti corteggia Sarri. Chiaro, non ha senso approfondire l’argomento nel bel mezzo di un finale di stagione che ancora qualche sorpresa potrebbe riservare. Sarri davvero è convinto che il club debba fare una serie di passi in avanti: non gli piace, dunque, l’idea di un mercato di basso profilo e non lo convince l’asticella degli ingaggi che ritiene troppo bassa per il salto di qualità e per recuperare il gap con la Juventus e per essere competitivi anche in Champions come De Laurentiis si augura. D’altronde, il numero uno azzurro ha una spina nel cuore: l’uscita di scena anticipata in Europa, oltre ai mancati introiti milionari, rischia di far scivolare il Napoli fuori dalla top 20 del ranking Uefa. Facendo parte del boarding dell’Eca, De Laurentiis sa che un eventuale nuovo campionato europeo di calcio per club terrà conto del ranking. E quindi è rischioso scivolare troppo giù. A Sarri non convince neppure il piano di crescita della società, che non prevede eccessivi investimenti sul centro tecnico di Castel Volturno e sul settore giovanile. Al prossimo summit tra De Laurentiis e Sarri che difficilmente si terrà subito dopo il big match con i bianconeri, ci dovrà per forza essere una fumata: bianca o nera. E De Laurentiis avrà due assi nella manica per dimostrare che il futuro del Napoli è roseo: ieri era a Castel Volturno, con l’head of operation Alessandro Formisano, per un sopralluogo ai terreni di gioco del centro sportivo. A maggio inizieranno i lavori di ampliamento della struttura: nuovi campi e tutti rifatti. E lavori anche negli uffici e nella palestre al coperto. Sarri era già andato via da un po’. Ecco, sul mercato difficile che il patron azzurro rivoluzioni la sua politica: vuole giocatori giovani e di prospettiva, come Milik, Zielinski, Hysaj. E il tetto agli ingaggi è un dogma inviolabile. Ora tra le due posizioni occorre trovare una convergenza: perché Sarri a Napoli resterebbe ancora. E volentieri. Ma pone, e si pone, degli interrogativi, legati alla crescita. A Sarri le offerte non mancano: e non sono poche. Il Chelsea è quello che più di tutti ha sondato la sua disponibilità. Più di una volta. Ma il tecnico sa già che un conto è corteggiare, un altro è fare sul serio. Con il Milan, nel maggio del 2015, arrivò a una intesa totale, prima del dietrofront di Berlusconi dopo meno di 48 ore. Insomma, Sarri considera il Napoli la sua prima scelta. Ma non a queste condizioni: vuole, dice, un progetto e vuole che De Laurentiis glielo esponga. Quello attuale, quello che gli è andato bene fino ad adesso, rischia di stargli stretto. In realtà vorrebbe anche che il suo stipendio arrivasse oltre i 3 milioni prospettati dal patron nel corso dei colloqui di questi ultimi mesi. Sarri sogna un ingaggio superiore ai 4 milioni di euro, bonus a parte. E in Premier potrebbe guadagnare persino di più. L’allenatore, stranamente placido, ha assicurato: «Non è in discussione la mia permanenza, ma la mia permanenza contento». Una furbata. Alternative al toscano ce ne sono ma non sembra che De Laurentiis finora le abbia vagliate con entusiasmo: aspetta anche lui. Giampaolo e Inzaghi junior tra i nomi più caldi, anche se ci sarebbero da discutere molte cose. Tutto è ancora prematuro. Senza dimenticare la disdetta della casa: una decisione che comunque dà il senso del momento di incertezza che vive il tecnico napoletano. Al di là delle apparenti convinzioni. (Pino Taormina – Il Mattino)

 

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