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Salvatore Langellotto è tornato libero. Finita di scontare la pena in carcere.

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Dopo tre anni e due mesi la notizia della libertà per Salvatore Langellotto. Per lui le porte del carcere si aprirono il 18 febbraio 2015 e l’ultima dichiarazione la fece proprio a Positanonews, al giornale online della Penisola Sorrentina e Costiera amalfitana affermò la sua estraneità alla criminalità organizzata , convinto che non venisse condannato. Fu lui stesso a costituirsi al carcere di Terni senza farsi portare dai carabinieri e senza arrivarci in manette.

I regolamenti penitenziari prevedono varie forme di riduzione di pena e di uscite anticipate, per esempio con l’affidamento in prova ai servizi socali. Tanto è vero che si pensava che uscisse già questa estate.

La Corte di Cassazione stabilì che Salvatore Langellotto entrò e si affermò nel mercato del calcestruzzo con l’appoggio del clan camorristico degli Esposito. L’imprenditore, allora 45 enne ,  era stato condannato in via definitiva a 4 anni e 6 mesi di reclusione per illecita concorrenza aggravata dal metodo mafioso e concorso esterno in associazione mafiosa.

Secondo i giudici Langellotto, originario di Castellammare di Stabia ma residente a Sant’Agnello e  titolare di un’impresa di costruzioni con sede a Piano di Sorrento, quando decide di ampliare il proprio giro di affari nel mercato del cemento si rivolge al clan Esposito di Santa Maria la Carità. I camorristi obbligano tre imprenditori dell’area stabiese, attivi nel settore dell’edilizia privata, ad acquistare cemento esclusivamente da Langellotto. In cambio, sempre secondo la ricostruzione ipotizzata dalla Procura generale e confermata dalla Cassazione, l’imprenditore versa al clan una cifra pari al 2-3 per cento del valore delle forniture.

Langellotto è sempre stato in contatto col mondo politico e commerciale della Penisola Sorrentina ed ha operato nel settore delle costruzioni e dei parcheggi .

C’è chi dice di averlo visto in libertà per aver finito la pena in carcere,  ma ci viene riferito anche che è stato qui in permesso. Lo stato di libero è coerente con le normative vigenti, che prevedono l’effettiva permanenza in carcere in genere di nove mesi ogni dodici e altre agevolazioni, a meno di comportamenti non regolamentari e altre pene.

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