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Roma una sconfitta Salah.. ta

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Roma una sconfitta Salah.. ta nella goleada con cui il Liverpool stende la Roma ( 5 – 2)  e prenota un’altra finale di Champions: due gol e due assist, fate voi. Ha iniziato la sua partita in maniera sornione, sembrava quasi che accusasse emotivamente il fatto di dover affrontare un passato per lui importante e al quale resta tuttora legato. All’improvviso si è liberato di queste catene, proprio nel momento in cui la Roma ha allentato la pressione che l’aveva portata a giocare trenta minuti del primo tempo ad altissimi livelli. Sono sprofondati i giallorossi, si sono gasati gli inglesi, soprattutto si è esaltato l’egiziano, capace di tirar fuori dal nulla due gol incredibili, uno più bello dell’altro.
Peccato per la Roma che con il piglio della saggezza tattica e anche un pizzico di spregiudicatezza aveva iniziato mettendo paura ai reds. Palleggio veloce a cercare la profondità con Dzeko, impeccabile possesso palla culminato con la traversa di Kolarov grazie a una mezza papera del portiere Karius. Troppo rinunciatario e timoroso il Liverpool per essere vero e infatti appena gli uomini di Klopp hanno alzato il ritmo, è iniziato un altro match. Per intenderci, in un quarto d’ora due clamorose palle gol sciupate da Manè, la traversa di Lovren e la doppietta di Salah. Prima uno dei suoi soliti tiri a giro con il sinistro esattamente all’incrocio con la sfera che pizzica la parte interna della traversa prima di finire in rete, poi un contropiede micidiale concluso con un delizioso scavetto sull’uscita di Alisson: un pezzo di bravura la prima rete ma sulla seconda c’è la complicità dei giallorossi, che si sono lasciati sorprendere su un prevedibile contropiede. In entrambi i casi niente esultanza da parte di Salah ma la conferma che oggi in Europa è tra i pochissimi a fare la differenza e a decidere le partite da solo, del resto i numeri non mentono: sono 43 le reti in questa stagione, 11 in Champions.
Coraggiosa la scelta di Di Francesco di affidarsi in attacco al giovane Under, fiducia mal ripagata perché il turco non è stato mai in grado di dare supporto a Dzeko, inevitabile il cambio con Schick dopo l’intervallo. Ma il quiz principale non è stato risolto, ovvero come fermare Salah: la Roma lunga, incapace di accorciare e recuperare palloni a centrocampo, è finita inevitabilmente nella rete dell’egiziano che in contropiede se n’è andato tutte le volte che voleva. Come in occasione del terzo e quarto gol inglese: galoppata in fotocopia sull’out destro, totale incapacità dei difensori romanisti nel contenerlo e pallone servito su piatti d’argento prima a Manè e poi a Firmino in pratica sulla linea di porta. Solo nel quinto gol non c’è il suo zampino, un perfetto colpo di testa di Firmino con retroguardia giallorossa stordita e ferma. La doppia zampata di Dzeko e Perotti nel finale dà un senso al match di ritorno: come contro il Barcellona servirà vincere 3-0.

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