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Procida e Ischia contro Capri: «Ci ha scippato le navi per i disabili»

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«Capri è un’isola vip anche per i disabili. Per procidani e ischitani i disabili hanno gravi difficoltà a spostarsi via mare. Non ci sono traghetti attrezzati all’imbarco. A Capri invece sì». È guerra tra le isole sulla mobilità via mare delle persone diversamente abili. Da un lato Procida, Ischia e Capri sono insieme mobilitate alla raccolta delle firme per una proposta di legge, promossa dall’Ancim, che vada a modificare l’articolo 119 della Costituzione allo scopo di far riconoscere allo Stato la situazione di diversità e svantaggio in cui vivono le popolazioni delle piccole isole; dall’altro c’è aperto conflitto sull’attuale organizzazione dei collegamenti marittimi che vede l’isola azzurra favorita rispetto alle isole consorelle del golfo. Giuseppe Giaquinto, responsabile del comitato utenti pendolari interisolano, rilancia la mobilitazione. «Un mese fa – dice – i sette sindaci dei comuni delle isole di Ischia e Procida annunciavano soddisfatti l’immissione in servizio sulla rotta Ischia-Procida del traghetto “Naiade” della Caremar, dotato di ascensore per il trasporto delle persone con difficoltà motorie. Il “Naiade” è tornato invece a solcare la rotta Napoli-Capri garantendo, insieme all’altra unità della stessa Caremar (“Isola di Capri”) e ai mezzi veloci delle altre compagnie, la copertura di quasi l’80% delle corse che consentono la mobilità ai disabili che si recano o tornano da Capri. Il Comune ci assicura che il “Naiade” tornerà sulla nostra linea. Ma ormai non ci fidiamo più». Le proteste arrivano anche da Ischia. Spiega Nicola Lamonica, presidente dell’associazione “Autmare”: «Ci sono carenze strutturali nel naviglio in esercizio e nelle infrastrutture portuali che negano il diritto a disabili ed anziani. Regione e autorità marittima devono intervenire subito». Del problema si è fatta carico la consigliera regionale ischitana Maria Grazia Di Scala che ha chiesto al consigliere Luca Cascone, delegato ai trasporti della Regione, un’audizione congiunta tra armatori, Comuni e associazioni per affrontare il problema. «Sto aspettando la data di convocazione – dice Di Scala – Il problema è grave e va risolto. La Regione deve farsene carico». Milena Aurelio, procidana che per motivi di salute deve spostarsi frequentemente in continente, racconta la sua odissea: «Siamo costretti a viaggiare nei garage dei traghetti, stipati tra camion, auto e gas di scarico. Quelli che non sono in auto vengono fatti sedere sulla guardiola in garage, senza poter usufruire dei servizi igienici di cui si può aver bisogno durante la traversata. Qualcuno, portato a braccio nel salone dai marinai, deve soffrire la mortificazione di curiosità morbose che calpestano la nostra dignità». A difesa degli isolani e dei turisti con difficoltà motorie è scesa in campo la Federconsumatori Campania che ha avviato un’azione giudiziaria avverso la compagnia Caremar. «Gli armatori – dice il presidente campano della Federconsumatori Rosario Stornaiuolo – devono provvedere a che su ogni traghetto, aliscafo, nave veloce, sia dotato almeno di un ascensore ed un accesso agevole riservato ai passeggeri disabili». (Domenico Ambrosino – Il Mattino)

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