Positano, morte Nicola Marra: interventi pro “Movida sicura”. Mentre si aspetta esito indagini, ci si interroga sul comportamento degli amici

Continua a provocare dolore e a sollevare interrogativi la morte di Nicola Marra, giovane trovato sul fondo di un vallone a Positano dopo una notte in discoteca. Una morte assurda, sulla quale noi di Positanonews stiamo provando a far chiarezza in tutti i modi, domandando e raccogliendo testimonianze circa la Movida positanese.

Subito, infatti, si è puntato il dito nei confronti dei locali notturni del comune della Costiera: Il Mattino, ad esempio, ha parlato di ben due risse che ci sarebbero state la notte della morte di Nico, proprio nel locale che lui aveva da poco lasciato. Le risse, come abbiamo già riportato, a noi non risultano: non si registrano, infatti, interventi da parte dei Carabinieri del Nucleo Operativo di Amalfi, i quali solitamente intervengono in modo celere ed efficace in questi casi.

In realtà, a prescindere da ricostruzioni veritiere oppure meno, è tutto il mondo della Movida positanese a sentirsi un po’ sotto accusa. I nostri articoli circa la notte maledetta che ha visto un ragazzo di 20 anni perdere la vita hanno spinto migliaia di persone a dire la loro. Rosario Sepe, che da tanti anni lavora nel settore ed è ormai una figura conosciuta del territorio, ha espresso la sua con chiarezza: “Non è cambiato il “divertimento” ma lo stato “sociale” tra cui educazione e senso di rispetto verso la vita. Detto questo, io sono sempre stato da addetto ai lavori pro “Movida Sicura” tanto che nel 2009 mi sono attivato attraverso “Cittadinanza Attiva” e Regione Campania, ma ripeto il problema è alla base…”.

“Nico è solo stato estratto a sorte quella maledetta domenica, come ce ne sono stati tanti altri e come purtroppo tanti, molti, ce ne saranno ancora”, ha dichiarato il padre di Nico. Queste parole possono essere interpretate in vari modi, ma non si può pensare di addossare tutte le colpe ad una discoteca: come dichiarato ancora da Sepe, forse è cambiato il senso di rispetto verso la vita.

Mentre, quindi, si attendono gli esiti delle indagini della Procura di Salerno, i cittadini si aspettano degli interventi pro Movida sicura, ma che dovrebbero essere incentrati su qualcosa di più educativo e non finalizzati a controlli sporadici fini a se stessi. Ad esempio, non è possibile non interrogarsi sul comportamento quantomeno singolare degli amici di Nico, i quali l’hanno difatti lasciato solo. C’è bisogno di far luce, fare chiarezza, su dettagli che ancora non sono stati sviscerati, senza puntare il dito in modo controproducente ai fini della ricerca della verità.

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