Positano News - Notizie della Costiera Amalfitana Penisola Sorrentina Campania - Positano News

Il padre di Nico Marra: «Bene la mobilitazione, mai più morti per l’alcol». No comment sull’autopsia

Più informazioni su

«Tutte le iniziative volte a sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni sono senz’altro positive, ben vengano manifestazioni come quella di oggi per ricordare mio figlio, sperando che occasioni del genere possano realmente servire affinché ciò che è successo non accada mai più». Antonio Marre è un padre ferito, con il cuore gonfio di dolore. Nella tempesta di telefonate, sotto l’incessante pioggia di mail di solidarietà e cordoglio, nella fittissima cortina di messaggi di conforto e vicinanza ricevuti, il pensiero di Antonio Marra è fisso su Nico. Su ciò che era e che ora non potrà più essere, sulla sottile linea rossa che ha diviso la sua vita dalla sua fine. E su quei primi risultati inquietanti, difficili da accettare, dell’autopsia: nel sangue di Nico, oltre all’alcol, erano presenti anche sostanze chimiche. Proprio questa miscela killer potrebbe essere la causa della morte di Nico. Una rivelazione che rappresenta, inevitabilmente, uno schiaffo in pieno volto. Per questo il padre del ragazzo morto a Positano preferisce restare prudente, non commentare questa circostanza e aspettare l’ufficialità degli esami: «Siamo in attesa degli esiti degli accertamenti autoptici che, sentiti gli inquirenti, richiederanno tempi più lunghi per il deposito dei risultati delle indagini», dice Antonio Marra. «Il padre e la madre di Nico Marra sono ben lieti che ci siano manifestazioni per sensibilizzare l’opinione pubblica – aggiunge l’avvocato di famiglia Mario Carnielli – Nicola faceva una vita uguale a tutti gli altri ragazzi della sua età, con un’indipendenza e autonomia tali da spingerlo a studiare a Roma alla Luiss, dove intendeva ripercorrere le orme professionali della madre con cui aveva un rapporto strettissimo. Abbiamo in mente di costituire una Fondazione che porti il suo nome, Nico Marra Incisetto appunto (ossia con il doppio cognome, del padre e della madre) nell’idea che così ogni iniziativa possa ricucire idealmente tre generazioni: quella del nonno materno, di cui Nico era fiero di portare il cognome, con quella del nipote. Si attendono, intanto, i risultati definitivi dell’autopsia eseguita dal professore Pietro Tarsitano della Federico II e dalla tossicologa Pascale Basilicata. Perizia che sarà depositata nelle mani del procuratore aggiunto Luigi Alberto Cannavale della Procura di Salerno non prima di una settimana o dieci giorni. Un tempo necessario per approfondire il caso, per chiarire dubbi, per tipizzare meglio alcune sostanze individuate nei liquidi biologici e nei tessuti del corpo di Nico. Esami che dovranno tenere in debito conto il fatto che il metabolismo, all’atto della morte, viene interrotto e dunque richiede cautele e riscontri. Lo slittamento dei tempi nella consegna delle perizie è dovuto proprio a tale lavoro di approfondimento scientifico. Dalle prime analisi il livello di alcol non risulterebbe elevato come ci si sarebbe aspettato. Secondo quanto accertato finora ci sarebbero tracce di alcol nel suo corpo ma non in grandi quantità. Mentre l’orientamento clinico della perizia sarebbe rivolta a mettere sotto la lente qualcosa di chimico individuato nel sangue di Nico che potrebbe avere avuto un ruolo nel modificare i comportamenti del giovane in quella notte. Le risposte definitive si potranno avere con gli ulteriori approfondimenti in corso e con il deposito delle conclusioni medico-legali atteso nei prossimi giorni. Nico ha alzato il gomito quella notte e l’alcol ha moltiplicato gli effetti di altre sostanze di cui ora si cerca di capire la natura? Oppure viceversa sono questi elementi chimici da tipizzare, assunti in maniera consapevole o meno, ad aver reso imprevedibili gli effetti dell’alcol assunto come in tante serate in discoteca? Tutte domande a cui il collegio peritale è chiamato dagli inquirenti a dare risposta in una fase cruciale delle indagini volte a colmare alcune lacune della drammatica fine di Nicola. L’obiettivo è dare un senso al comportamento anomalo del ragazzo inerpicatosi prima su due ripidissime rampe di scale verso la zona del cimitero tra Amalfi e Positano e poi su una mulattiera poco battuta, che lo ha condotto all’abisso. (Ettore Mautone – Il Mattino)

Più informazioni su

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di Positano News, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.