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Napoli. Notti sballate, linea dura e sequestri. Blitz della polizia municipale, agenti infiltrati nelle chat: è una battaglia

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«Sai qual è il momento in cui ti arrabbi davvero? Quando trovi un ragazzino steso nel suo stesso vomito all’esterno di un locale e scopri che nessuno lo conosce, che nessuno l’aveva visto dentro. Ti guardano con aria di sfida e dicono: sarà arrivato da un’altra parte, mica è uscito di qui?». Il vigile non può parlare ufficialmente senza permesso, però questa cosa deve dirla a ogni costo perché non ne può più di trovare adolescenti, poco più che bambini, ubriachi o devastati dalle droghe. Le notti di chi sorveglia la movida sono un misto di tensione e frustrazione. I controlli in strada sono eseguiti da polizia, carabinieri e anche dalla polizia municipale che, però, si prende anche la briga di andare a verificare quel che accade dentro i locali. I rapporti ufficiali raccontano di sale troppo piene per la capienza massima consentita: l’ultimo provvedimento è scattato il mese scorso alla Mela dove i vigili trovarono 350 persone in pista rispetto alle duecento massime consentite. Interventi analoghi avvengono ciclicamente in ogni locale della città perché la procedura prevede che i controlli riguardino tutti: gli agenti entrano, controllano la documentazione, verificano che non ci sia un affollamento esagerato. Succede in ogni parte della città, da Chiaia a Bagnoli, dal centro storico al Vomero. Ma non sono questi gli interventi più difficili. La parte drammatica arriva quando la notte avanza ed entrano in azione gli agenti in borghese che effettuano verifiche sui minori. Dall’inizio dell’anno sono stati controllati 350 adolescenti che erano in giro di notte: 18 avevano consumato troppo alcol, 16 avevano assunto droghe, due ragazzine quindicenni erano riuscite a comprare bottiglie di alcolici e sono state bloccate prima di andare a ubriacarsi con gli amici. «Ma i numeri non raccontano le difficoltà di certi interventi – dice con enfasi il comandante della municipale di Napoli, Ciro Esposito – il nostro lavoro sul fronte delle notti sballate è fatto di attese, appostamenti, interventi “delicati” perché quando hai di fronte un minorenne non puoi fare diversamente». Dall’inizio del 2018 ci sono state 19 operazioni specifiche nei week end, mirate esclusivamente alle verifiche sui minori. Le ha condotte l’unità operativa Tutela Minori al comando del capitano Giuseppe Cortese. Sono uomini e donne che si muovono in borghese, su auto senza insegne, quando notano situazioni sospette si fermano, intervengono, chiamano i genitori dei ragazzini e glieli affidano. Proprio il personale della Tutela Minori ha scoperto al Vomero e a Chiaia due ragazzine appena uscite dai bar con bottiglie di vodka: erano entrambe quindicenni. Le hanno fermate e portate da mamma e papà, poi sono andati a denunciare i gestori dei locali: quando servi alcol a un minore di sedici anni i guai diventano ancora più grandi, si rischia un anno di carcere. I procedimenti stanno andando avanti. Ma non basta stare per strada. Lo sballo avviene soprattutto all’interno dei locali: solo che non è facile entrare in una discoteca affollatissima e stanare chi sta smerciando droga o si sta ubriacando al tavolino nascosto nell’ombra. Così, per capire cosa accade nel mondo della notte, quali sono i locali dove si trova «la roba», quante sono le serate che attireranno ragazzi da tutta la città, gli agenti della polizia municipale di tutte le unità operative, non solo di quella che tutela i ragazzini, si infiltrano nelle chat dei giovanissimi, si iscrivono alle pagine social dove vengono pubblicizzati gli eventi. Grazie a questi escamotage riescono a intervenire in tempo, senza troppo clamore. Qualche mese fa una pattuglia si presentò alle porte di un notissimo locale che aveva lanciato la prevendita per un sabato notte che si annunciava alcolico e pesante: quanti biglietti ha venduto? Il gestore con sicurezza mostrò il borderò: «520 biglietti, ma è tutto in regola, pago tasse e Siae». Qual è la capienza massima del suo locale? «380 persone». Aveva venduto 120 ingressi di troppo, scattò immediatamente il sequestro. Anche carabinieri e polizia contribuiscono al controllo della notte. Pattuglie in abbinamento con l’Esercito nelle zone più calde della movida, posti di controllo fissi e volanti con alcoltest e drogatest da somministrare a chi sembra fuori controllo. I numeri delle patenti ritirate sono clamorosi, più di duecento nei primi tre mesi dell’anno. Le modalità di intervento sono le più disparate: posti fissi di controlli, pattuglie mobili nei dintorni dei locali. Ma cosa succede dentro? «Il gestore di un locale si rivolse a noi della municipale: come faccio a tutelare i ragazzini? Sapeva che i maggiorenni compravano l’alcol al bar della sua discoteca e poi lo davano ai più piccoli. Abbiamo trovato assieme un escamotage: tavoli separati per i minorenni con zona ad alcol vietato. Se uno degli amici più grandi vuol sedersi lì può farlo, ma sa già che non ci saranno alcolici. Se un minorenne vuole oltrepassare la zona vietata viene invitato a uscire dal locale. Meglio perdere un cliente che far sballare un ragazzino». (Paolo Barbuto – Il Mattino)

 

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