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Maxi truffa tra Castellammare e Torre del Greco: danni allo Stato per 25 milioni di euro

Indagate ventotto persone: organizzavano rimborsi di tasse con spese inesistenti

Un enorme impianto criminale, che incassava dallo Stato più di 25 milioni di euro senza averne diritto, di cui hanno beneficiato cittadini stabiesi, torresi e addirittura dei paesi limitrofi. Questo è quanto avevano organizzato un banda che incassava il 50 per cento truccando alcuni documenti: 28 persone sono indagate per la maxi truffa. I militari della Guardia di Finanza di Castellamare hanno ricevuto il decreto quest’oggi dal GIP di Torre Annunziata di porre preventivamente sotto sequestro e confiscare quanto sottratto dalla banda, che agiva tra Castellammare di Stabia, Boscotrecase, Pompei, Torre del Greco, Santa Maria la Carità, Volla e Giugliano. Le ventotto persone nei guai sono ritenute responsabili di associazione a delinquere finalizzata alla truffa aggravata e continuata ai danni dello Stato, al falso e alla sostituzione di persona.

Questa attività di indagine era stata iniziata nel settembre 2015, smascherando un sistema criminale in cui promotori e intermediari abilitati, erano complici di procacciatori di persone disponibili alla truffa. Insieme hanno messo in piedi l’inoltro di 4459 modelli 730 all’Agenzia delle Entrate, a nome di contribuenti all’interno dei quali venivano inserite somme riguardanti spese mediche o crediti maturati del tutto inesistenti: il tutto quantificato sulla cifra di circa 52 milioni di euro senza la necessaria documentazione, ma con il solo intento di far percepire ai contribuenti titolari un profitto di 25.113.098 €.

Una volta ricevuti i rimborsi dalle false dichiarazioni IRPEF, i contribuenti dovevano restituire al sodalizio criminale un compenso del 50% della cifra accreditata. La stessa orgazzazione criminali, stando alle indagini, aveva impostato un ulteriore tentativo di truffa all’INPS, inoltrando 512 moduli 7304 integrativi 2015 per un totale di 3.697.418 €: tale tentativo è stato vanificato dall’attività d’indagine in corso. Il GIP, su richiesta della Procura, ha emesso un decreto di sequestro per un equivalente in denaro e beni pari a più di 25 milioni di euro. L’Agenzia delle Entrate sta già recuperando le somme erogate ai contribuenti, che saranno sanzionati amministrativamente.

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