Positano News - Notizie della Costiera Amalfitana Penisola Sorrentina Campania - Positano News

Mark Zuckerberg  di fronte al Senato americano dopo lo scandalo Facebook “Ho sbagliato”, e il titolo risale in Borsa.

Più informazioni su

Mark Zuckerberg  di fronte al Senato americano dopo lo scandalo Facebook “Ho sbagliato”, e il titolo risale in Borsa. Capitol Hill, in giacca blu e cravatta azzurra, molto teso per suo il debutto davanti ai politici. Ma soprattutto per il compito enorme che ha avuto l’amministratore delegato: spiegare ai senatori americani in che modo il colosso cercherà di proteggere la privacy e quali sono stati gli errori che hanno portato allo scandalo Cambridge Analytica e alla diffusione di fake news da parte di troll russi nel corso delle elezioni presidenziali americane del 2016.
«Stiamo svolgendo una indagine interna e se scopriremo che ci sono applicazioni che non rispettano le nostre regole le sospenderemo dal servizio. E ora posso solo chiedere scusa per gli abusi che sono stati fatti sugli account dei nostri utenti e promettere che non saranno commessi gli stessi errori», ha detto Zuckerberg fermandosi per brevi pause, mostrando poca sicurezza in alcuni passaggi e dando risposte brevi e robotiche, almeno nei primi minuti della lunga testimonianza. «È stato un errore fidarsi della parola di Cambridge Analytica», ha detto il ceo, sostenendo che i dati che Facebook raccoglie sono un numero limitato e non vengono condivisi con società esterne.
Trovare un equilibrio con i senatori è stato molto difficile: Zuckerberg doveva dare l’impressione di essere in grado di migliorare la piattaforma senza il bisogno di un intervento diretto di Washington. Questo per un motivo molto importante: al colosso non è utile aprire un fronte in America, visto che già in Europa sta subendo le pressioni delle autorità. Ma sembra che le posizioni dei senatori vadano nella direzione opposta.
Sia il presidente della commissione Giudiziaria del Senato, Charles Grassley, che quello della commissione del Commercio, John Thune, hanno sostenuto che forse è giunto il momento per porre regole sulla privacy ai colossi tech. «Credevano che il settore potesse regolarsi da sé, ma adesso io e i miei colleghi abbiamo il dubbio che non sia così. Facebook è nato come un esempio del sogno americano adesso voi avete il compito di non trasformarlo in un incubo della privacy». Zuckerberg ha sostenuto che forse «alcune leggi possono essere positive» per regolare il settore, ma che non devono essere per forza simili a quelle europee, visto che ogni paese ha la propria sensibilità.
Oltre alla questione della privacy, Zuckerberg ha dovuto parlare dell’incitamento all’odio in rete e alla diffusione di fake news. «È molto difficile riuscire a controllare una piattaforma di miliardi di persone, che parlano centinaia di lingue diverse», ha detto l’ad, sostenendo che ci vorranno «5-10 anni per avere dei risultati». Anche sul tema delle elezioni Zuckerberg ha ammesso il suo fallimento, ricordando che il social network è stato lento nel riconoscere le interferenze russe nelle elezioni presidenziali del 2016. Tuttavia la priorità di Facebook è stata quella di «proteggere le elezioni» e che adesso, dopo gli errori commessi, Facebook ha aumentato gli sforzi per fare più controlli, assicurando che quest’anno i tentativi di interferenze saranno scoperti e fermati.
La presenza del fondatore di Facebook davanti al Congresso incoraggia comunque i mercati e il titolo chiude in forte rialzo a Wall Street mentre è ancora in corso l’audizione di Zuckerberg: le azioni arrivato al 4,50% in quello che è l’aumento maggiore dall’aprile 2016.

Più informazioni su

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di Positano News, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.