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La denuncia: “Via Campanella ridotta a pista da motocross” NOTA

MASSA LUBRENSE. Di sicuro è uno dei maggiori conoscitori delle stradine e dei viottoli che attraversano la penisola sorrentina avendo dedicato alla rete sentieristica una infinità di cartografie. Giovanni Visetti questa volta, però, scende sul sentiero di guerra per denunciare lo stato di degrado ed abbandono in cui versa via Campanella, percorso panoramico che raggiunge l’estremità della penisola sorrentina in direzione Capri. Solo pochi mesi fa si sono concluse le opere di restyling e la zona è già terra di nessuno come si evidenzia anche dalla foto che pubblichiamo che sono dello stesso Visetti.

Di seguito il testo della denuncia:

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Perché i tanti che a suo tempo criticarono, denunziarono e si opposero in ogni modo al progetto di “Restauro manufatti ed abbattimento barriere architettoniche di via Campanella” – non certo del tutto inopportuno – ora tacciono davanti allo scempio che si sta perpetrando lungo la discesa finale di via Campanella? Per chi non conoscesse questo panoramico percorso fra Termini e l’estremità della penisola sorrentina (ad appena 5 km dalla vicinissima Capri), con splendide ed ampie viste non solo su detta isola ma anche su tutto il Golfo di Napoli nonché sulla Baia di Ieranto, preciso che mi riferisco a buona parte del tratto di 700 metri che, dopo un lungo tratto quasi in piano, scende verso la punta con pendenze del 20% circa.

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Dopo le varie diffide, interventi della Soprintendenza, ricorsi e denunce, alla consegna dei lavori questo segmento si presentava come un’alternanza di tratti cementati e tratti lastricati che includevano grossi conci originali della via Minerva messi in opera circa 2.000 anni fa, affiancati da pietre più moderne. Il risultato fu accolto da opinioni e commenti molto diversi e la maggior parte delle critiche erano rivolte ai vari tratti in cemento che apparivano particolarmente fuori posto, una vera stonatura, dopo tutta la prima parte comunque in pietra e con il muretto di protezione a valle, egualmente in pietra.

Comunque sia, la maggior parte degli utenti fu abbastanza soddisfatta della sistemazione del percorso che (a causa dei ripetuti passaggi di mezzi a motore e dello scorrere dell’acqua piovana) era ridotto in pessime condizioni. Purtroppo già dopo poche settimane, durante le quali nonostante il divieto centinaia di motocicli giunsero fin nei pressi della Torre Minerva, si notarono i primi danni, ma nessuno se ne curò.

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Infatti, la sbarra che doveva evitare il ripetersi del primo di detti problemi tardò un anno ad apparire (pare che inopinatamente nel progetto non fosse previsto alcun sistema di controllo) e, una volta messa in opera, si attesero vari mesi prima che fosse chiusa con un catenaccio (subito rotto, così come un altro paio successivi). Al momento la si vede perennemente alzata, quasi mimetizzata nella vegetazione. Il problema del mancato rispetto dell’ordinanza di divieto di accesso e transito a partire dalla località Cancello era ben prevedibile, praticamente una certezza, e fu già evidenziato più volte sapendo che fra i gitanti motorizzati ci sono numerosi incivili.

La sbarra sta sempre nell’inutile posizione verticale, nessuno controlla (per quanto ne sappia neanche saltuariamente) e, quel che è peggio, nei weekend le centinaia di escursionisti devono evitare di essere investiti da centauri che, cavalcando motorini, scooter e moto di grossa cilindrata, impunemente se ne infischiano dei divieti e, caratteristiche tecniche dei mezzi permettendo, giungono fino al termine della stradina, nei presi della Torre Minerva.
Così, dopo neanche due anni dalla sistemazione, la situazione è più o meno identica a come era nel 2015 come potete vedere da queste foto che ho scattato sabato 7 aprile 2018, dopo aver evitato di essere investito da varie moto di grossa cilindrata (e domenica era “triste e peggio”).

Questo è lo stato attuale dell’ultima parte del percorso interessato dal progetto “Restauro manufatti ed abbattimento barriere architettoniche di via Campanella”, alla faccia dei disabili e della promozione del turismo naturalistico e dell’escursionismo.

NOTA

Il  post del bellissimo  Blog  di Giovanni Visetti (http://discettazionierranti.blogspot.it/) lo ha fatto  passare  per “denuncia” con connotazione giornalistica il collaboratore ma non l’autore del post  dove trovate la galleria di foto della strada appena restaurata, cosa fondamentale per il confronto fra maggio 2016 e aprile 2018 Segnaliamo il  libro “Le coste di Sorrento e di Amalfi” del 1991e 2009 è ora un eBook gratuito (2018, III edizione), scaricabile in formato .mobi o ePub

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