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GRAGNANO A FUOCO LE AUTO DELLA CONCESSIONARIA

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Paura a Gragnano nella notte, un rogo distrugge una concessionaria di auto. Fiamme e fumo hanno fatto scattare il panico nella scorsa notte tra i residenti di via dei Pastai, arteria stradale che collega il comune dei monti Lattari a Castellammare e Santa Maria La Carità. Poco dopo l’una e trenta una piccola concessionaria, Gea Cars, è stata completamente avvolta dalle fiamme che hanno distrutto un locale adibito ad ufficio e tutte le dodici auto in esposizione. I residenti hanno allertato i soccorsi telefonando ai vigili del fuoco che in poco tempo hanno raggiunto il posto ed hanno domato l’incendio. Le fiamme rischiavano di lambire alcune abitazioni confinanti con la concessionaria e dopo diversi minuti di lavoro con le autobotti, le fiamme sono state spente dai caschi rossi. Ma a quel punto tutto il parco auto era già stato devastato: una conta dei danni dolorosa per il proprietario che ha calcolato una stima di 250mila euro andati in fumo. Sul posto sono giunti anche i carabinieri della stazione di Gragnano, diretti dal maresciallo Giovanni Russo, e i colleghi della compagnia di Castellammare, guidati dal maggiore Donato Pontassuglia, che hanno avviato le indagini. Dai primi rilievi fatti insieme ai vigili del fuoco la matrice dell’incendio è di origine dolosa: diverse sono state le tracce di benzina rinvenute anche se non si esclude che siano residui dei serbatoi delle macchine andate a fuoco. I militari dell’Arma hanno ascoltato le testimonianze dei residenti della zona e del proprietario di Gea Cars, un 62enne di Gragnano conosciuto in città come o tedesco per via delle sue esperienze lavorative all’estero. Di fatti molte delle auto andate in fiamme, per la maggior parte di marca Mercedes, erano state importate dalla Germania e già vendute ad alcuni clienti che dovranno essere rimborsati dall’imprenditore. Un colpo non da poco. L’uomo ha fatto presente ai carabinieri di non aver ricevuto minacce né tanto meno richieste estorsive negli ultimi tempi senza darsi una motivazione del raid subito la scorsa notte. Per l’imprenditore oltre il danno anche la beffa visto che la sua concessionaria non era coperta da nessun tipo di assicurazione. Sul fronte delle indagini gli investigatori stanno passando al setaccio le telecamere di videosorveglianza delle attività commerciali e degli stabilimenti della zona per tracciare un identikit degli autori del raid incendiario. Bocche cucite da parte degli inquirenti che stanno lavorando senza escludere nessuna ipotesi anche se la pista più battuta è quella che porta al racket della camorra. A farlo pensare è il periodo in cui si è verificato il rogo, pochi giorni dopo le festività di Pasqua quando gli esattori dei clan locali bussano alle porte di imprenditori e commercianti per riscuotere la rata’. L’incendio potrebbe essere una vendetta per non aver pagato il pizzo opponendosi alle richieste degli esattori che, a loro volta, avrebbero deciso di dare una lezione all’imprenditore. Solo un’ipotesi al momento visto che le forze dell’ordine stanno scandagliando anche gli ultimi giorni del 62enne proprietario di Gea Cars che potrebbe avere avuto conflitti o liti nella sua sfera personale. L’uomo non è un volto nuovo alle forze dell’ordine, infatti nel 2016 carabinieri e polizia municipale lo hanno denunciato a piede libero dopo aver scoperto che aveva allestito una concessionaria d’auto in un terreno senza avere le necessarie autorizzazioni. In quella occasione sotto chiave finirono ben 14 vetture e scattò la denuncia per l’imprenditore.

Raffaele Cava GRAGNANO.

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