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Gli amici di Nico continuano a ricordarlo sui social: «Buono e puro di cuore»

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«Ciao Nico, ti volevo ricordare così, su quel campo dove ti ho conosciuto. Rompere questo silenzio perché non ce la facevo più a starlo a sentire. Ricordo, stavo in quinto ginnasio, ero poco più di uno scricciolo. La prima cosa che pensai quando ti vidi fu: “Madonna questo è enorme”, sì perché tu eri già una montagna, ma avevi una leggerezza inconfondibile. Quella pura, dei bambini». Inizia così la lunga lettera a Nico postata su Facebook da Alfredo Le Boffe, il capitano della squadra di calcio, l’amico di tante serate in discoteca, di tante serate passate a fare le domande più curiose al “dottor Nico” che già stava già pianificando una vacanza a Mykonos, come lui stesso racconta, per il prossimo luglio. Ieri sera, intanto, dopo una breve pausa in ricordo di Nico, tanti giovani hanno ripreso la loro routine del fine settimana a base di feste “all night long” tra musica e locali con un serata organizzata al teatro Sannazaro di via Chiaia, trasformato in una mega discoteca nel cuore di Napoli. Una vita serena, quella di Nico, che tutti ricordano per la sua voglia di vivere: «Solare, istintivo, altruista, sempre pronto a fare qualsiasi cosa, ad andare ovunque», lo descrive Andrea Conte ricordando un’uscita in barca verso Marina di Camerota. «Ricordo quella volta in cui dopo essere andati al McDonald’s a piazza Municipio tentarono di rapinarci – scrive il giovane – e noi scappammo più forte che potevamo. Del resto tu sei sempre stato veloce, troppo veloce, nessuno poteva fermarti mai nella vita, Nico, eri capace di stare la mattina all’università a Roma, il pomeriggio a Milano e la sera a Napoli. Solo la morte è riuscita a fermarti, ma la morte Nico non giocava con le tue stesse armi, altrimenti l’avresti sicuramente battuta!». Un misto di stima e affetto incondizionato, che trapela anche dalle parole del cugino Simone Varriale. «Nicola – commenta – era un puro di cuore, un buono, e una persona fantastica con un potenziale immenso». E anche alla Luiss, dove Nico studiava giurisprudenza, «tanti lo ricordano sorridente fra i corridoi» scrive Marco Meli. Che il giovane fosse anche uno studente modello lo si evince anche dal post di Roberto Pinto, che del suo amico scrive: «Ti ricorderò per le leggi e gli articoli che mi spiegavi e che io non capivo, per l’amico di banco che sei stato, per tutti i compiti in classe che mi hai passato». Sempre sorridente, scrive ancora Melania Carannante, mentre Giulia Polverino ai suoi amici dei social urla forte: «Non è possibile. Divertitevi ma siate prudenti con voi stessi e con gli altri. Me l’ha insegnato Nico». Un dolore forte, surreale e straziante come lo descrive sempre Giulia dando voce a tutti quelli che avevano imparato a volergli bene. Perché in fondo, a una persona così, non si poteva non affezionarsi: «Con il tempo sei diventato il ragazzo che malgrado tutto sapevo che non avrei mai dimenticato. Così dolce, buono, affettuoso, disponibile – scrive Giulia – ricordo i nostri “giochi” sui social, le canzoni dedicate, le telefonate notturne che arrivavano fino all’alba con il mio cuore invaso dalla felicità. Ricordo quando mi cercavi e mi davi della pesante mentre giustificavo la mia voglia di non volerti sentire né vedere, in realtà fingevo e lo sapevi anche tu». (Cristina Cennamo – Il Mattino)

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