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Don Michele Barone, altre 4 minori vittime di abusi. Al gip la sorella di una 13enne racconta: «Le teneva con un collare e le picchiava»

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Una voce infantile, ma decisa. Che parla di «fatture», «maledizioni» e «diavoli». Di giovanissime indemoniate picchiate e trascinateper i capelli dal loro «salvatore»: don Michele Barone. Di quattro nuove vittime forse minorenni. Tenute «col collare» e malmenate. La voce che ripercorre mesi che ricordano un film dell’orrore è quella della sorella della ragazzina di 13 anni abusata e malmenata durante gli «esorcismi» di don Barone. Ieri quella voce, in procura a Santa Maria Capua Vetere, è stata veicolata per tutte e due le ore e mezza dell’incidente probatorio dal gip Ivana Salvatore che ha voluto condurre l’interrogatorio con le modalità protette. Filtrando, cioè, le domande rivolte alla giovane testimone dai pm Alessandro Di Vico e Daniela Pannone, e degli avvocati Carlo De Stavola, Rossella Calabritto e Giuseppe Stellato. La ragazza ha risposto da una stanza collegata in videoconferenza con quella in cui erano presenti i magistrati e i penalisti. E dove c’erano anche gli imputati. Don Barone, che è arrivato dal carcere di Vallo della Lucania dove si trova detenuto, è apparso sicuro di sé, a tratti anche spavaldo. Erano presenti, ieri, anche il commissario di polizia Luigi Schettino, ancora ai domiciliari, e il padre della vittima, che con la madre è sottoposto al divieto di avvicinamento alla minore. Il racconto della ragazza ha ripercorso i mesi in cui, insieme alla sorella che ha poi denunciato e fatto arrestare il prete di Casapesenna, hanno cercato di sottrarre la 13enne a quelle che il gip ha definito «torture medievali». «Abbiamo lottato, ma nessuno ci ha dato ascolto. I miei genitori oltre ad essere convinti da don Michele che quelle erano le cure giuste per mia sorella, sono stati persuasi dai seguaci del prete che don Michele faceva solo del bene. Ma noi sorelle abbiamo più volte detto che le sue modalità erano aggressive e violente, che non eravamo d’accordo: lei stessa ci chiese più volte di essere aiutata in altri modi». «D’altronde c’era una diagnosi dell’ospedale Bambin Gesù, mia sorella ha dei problemi psicologici, ma questo a un certo punto fu ignorato. Don Michele – ha spiegato la ragazza – convinse i miei genitori che mia sorella fosse indemoniata perché una zia di mio padre le aveva lanciato una fattura». E secondo la testimone erano anche altre le «indemoniate» maltrattate dal sacerdote: ha parlato di altre quattro ragazzine, riferendo anche i loro nomi, sottoposte alle stesse pratiche. Accertamenti sono in corso per identificare le altre vittime. Sulle violenze, la ragazza ha dunque confermato tutto quanto già verbalizzato nei mesi scorsi: «Don Michele sputava nell’acqua santa che mia sorella doveva bere, in un’occasione lei ebbe una forte crisi, Barone venne a casa e la trascinò per i capelli fino alla cameretta che, secondo lui, era una stanza infestata dai demoni»: fu qui che praticò l’esorcismo, «le mise un piede in testa, le tirava con forza l’orecchio e, come in altre occasioni, la costrinse a ingoiare l’ostia ferendole la bocca». I genitori della ragazzina erano «sempre presenti». Come i suoi adepti. «La madre di Barone e la sua segretaria, Antonella Della Corte, erano presenti ai rituali. Mia sorella urlava e si dimenava, diceva «mi fai male»: ma gli altri continuavano a pregare, don Michele rispondeva «ti fai male perché ti sto schiacciando», la sua era una«battaglia contro il demonio». La ragazza ha riferito di avere assistito anche all’esorcismo a Cracovia. Al ritorno da quel viaggio Barone è stato arrestato. È stato l’ultimo pellegrinaggio di una lunga serie. Tanto che in quattro anni, stando agli accertamenti patrimoniali tutt’ora in corso, ha maneggiato quasi 400.000 euro. Ma su questo scenario le indagini sono ancora in corso. (Mary Liguori – Il Mattino)

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