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CAVA DE TIRRENI NOGENDER SHOW DI POVIA

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Cava de’ Tirreni. «Invertiamo la rotta – Contro la dittatura del pensiero unico». Questo il titolo del concerto-convegno che ha visto protagonisti, domenica sera a Cava de’ Tirreni, il noto cantante Giuseppe Povia e l’avvocato Gianfranco Amato, cofondatore del Popolo della Famiglia e presidente nazionale dell’organizzazione Giuristi per la Vita. L’info-spettacolo, così come l’ha definita il duo PoviaAmato, è stato organizzato dalla parrocchia di Sant’Alfonso Maria de Liguori di Cava de’ Tirreni, per volere del parroco don Gioacchino Lanzillo, nel corso della quale, tra canzoni e monologhi del noto legale, si è parlato dei rischi del pensiero moderno caratterizzato da gender, nozze gay, utero in affitto e di tutte le pratiche che portano alla distruzione della famiglia tradizionale. Un evento che in altre zone d’Italia ha sollevato in un vespaio di polemiche in quanto viene interpretato come un coro all’omofobia e all’intolleranza. Nella città metelliana, invece, i numerosi presenti che hanno affollato l’auditorium della parrocchia di via Filangieri, tra cui l’arcivescovo della diocesi AmalfiCava, monsignor Orazio Soricelli, hanno apprezzato la serata. «L’ovvietà ormai è diventata controcorrente ha esordito l’avvocato Amato – Se diciamo che due più due fa quattro o che i bambini nascono da un uomo e da una donna, diciamo un’ovvietà ma, nel periodo in cui viviamo, l’ovvio è controcorrente». Buona parte dell’incontro è stata dedicata ai bambini e alla necessità di salvare la loro innocenza, poiché secondo Povia e Amato, sempre più spesso «sono privati del diritto di nascere o di avere una mamma e un papà, e alle future generazioni, il cui grado di libertà dipenderà dalle scelte che oggi – pur con i condizionamenti che esistono già – saremo in grado di fare, dai no che saremo in grado di dire per difendere la vera libertà, dalla capacità di informarci e di informare, resistendo all’imposizione di un’ideologia che colpisce la famiglia e la vita, creando individui sempre più isolati e perciò sempre più in balìa delle volontà di chi detiene il potere. Purtroppo sostengono il cantante e l’avvocato – viviamo in una specie di anestesia collettiva, dove la maggioranza sembra davvero non accorgersi di quello che sta succedendo».

Valentino Di Domenico

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