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Cava de Tirreni libero l’uomo accusato del tragico incidente a Nocera

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Cava de Tirreni libero l’uomo accusato del tragico incidente a Nocera Inferiore. «Non ho mai provato alcun sorpasso, né ho avuto il tempo di frenare o di evitare l’impatto. Ricordo solo che guidavo sulla mia corsia di marcia, ad una velocità regolare, poi all’improvviso ho visto i fari di un’altra auto».
Questo ha riferito al gip ieri mattina, durante l’udienza di convalida, Marco Avagliano. Il 47enne di Cava de’ Tirreni è stato scarcerato dal regime degli arresti domiciliari e rimesso in libertà dal gip Alfonso Scermino.
È indagato, ora, solo a piede libero per la morte di Raffaele Rossi, 17enne originario di Sant’Egidio del Monte Albino, morto domenica notte a seguito di un incidente stradale sulla ex statale 18. L’indagato, difeso dagli avvocati Giovanna Coppola ed Ernesto Donatello, è accusato di omicidio stradale dal sostituto procuratore Gaetana Amoruso. La decisione del gip è strettamente connessa alla dinamica dell’incidente, «tutta da chiarire», sulla quale serviranno indagini approfondite. Il giudice non ha avuto, al momento, elementi per comprendere come le due auto si siano scontrate frontalmente, quella notte.
Ad oggi non si configurano infatti i gravi indizi di colpevolezza per mantenere in stato d’arresto Marco Avagliano, che si è detto profondamente dispiaciuto e addolorato per il ragazzo deceduto. L’attività investigativa dei carabinieri della stazione di Nocera Superiore, agli ordini del comandante Angelo Arienzo, comprende un paio di testimonianze e le immagini di videosorveglianza di una sola ditta, ubicata lungo la strada a Nocera Superiore, dove è avvenuto l’incidente. Le telecamere di proprietà delle altre due erano fuori uso e non funzionanti.
C’è poi un’altra circostanza che potrebbe essere oggetto di approfondimento da parte della Procura. E cioè, quella di registrare le testimonianze di due ragazzi, che facevano parte della stessa comitiva di Raffaele, presenti su un’altra auto. Forse una Smart. E che probabilmente seguiva la Fiat Punto, dove c’era Raffaele insieme ad altri cinque amici. Per ricostruire i movimenti dell’auto guidata dall’unico 18enne della comitiva, da quella notte in rianimazione all’Umberto I di Nocera Inferiore, e dell’Opel Astra sulla quale viaggiavano tre persone, tra le quali l’indagato Marco Avagliano, la Procura potrebbe servirsi del supporto di un ingegnere stradale. Un perito che, nell’analizzare i danni delle due auto, ricostruisca la dinamica dello scontro e i loro movimenti.
I ragazzi di Sant’Egidio procedevano in direzione Nocera, da Cava. Quelli della Opel invece, tornavano da Gragnano, diretti nella città metelliana. Nicola Sorrentino Il Mattino

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