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Supremazia tattica, tecnica e mentale: l’analisi del derby vinto meritatamente dalla Salernitana

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Doveva essere la partita del riscatto irpino ed invece il campo ha decretato la superiorità stagionale della Salernitana, che si aggiudica anche il derby di ritorno e si allontana sensibilmente dai bassifondi della classifica. Vittoria meritata, figlia di un’ottima pianificazione tattica di Colantuono e di un atteggiamento carismatico palesato dalla squadra per larghi tratti del match. Il risultato poteva assumere dimensioni ancora più vistose, ma la Salernitana ha preferito soprattutto gestire il doppio vantaggio concretizzatosi nel primo quarto di partita. L’Avellino, piegato dalle pressioni della sua tifoseria e da un’elaborazione incompleta della beffa subita nel girone d’andata, ha lasciato sul prato dell’Arechi un’immagine di sé decisamente sbiadita, a tratti addirittura preoccupante.

Avellino in campo con il 4-4-1-1, con Gavazzi alle spalle di Ardemagni, Laverone a destra e Ngawa a sinistra sulla linea difensiva. La Salernitana conferma il 4-3-3 vittorioso di Ascoli, con la presenza di Ricci ad alimentare la qualità del reparto mediano e le funzioni di Di Roberto a regalare equilibrio difensivo all’intero assetto tattico.
La partenza è di chiara marca granata, con Kiyine e Minala sugli scudi, abili a dettare il passaggio allargandosi sugli esterni e consentendo alla squadra di lavorare in ampiezza e sfaldare l’assetto difensivo irpino con un efficace giropalla, che a catena consente agli esterni bassi di sovrapporsi ed a quelli alti di tagliare tra le linee. L’Avellino va immediatamente in confusione, ma Lezzerini è pronto sul tiro di Bocalon dai diciotto metri. I granata attaccano bene gli spazi e creano le condizioni per avere saldamente il pallino del gioco tra le mani, con Tuia che non disdegna il suo contributo in fase d’impostazione. La Salernitana, sulla scorta di questo pieno possesso del campo, passa all’incasso, seppur in maniera leggermente fortunosa. L’ottimo Kiyine sublima il suo eccellente inizio di gara con l’ennesimo movimento a dettare il passaggio, capitalizzato con un tiro che trova l’arto inferiore di Laverone e beffa Lezzerini. L’Avellino prova a reagire ma è monotematico e prevedibile, con ripetute imbucate centrali per Ardemagni che tenta di attivare Molina a destra o Gavazzi tra le linee. La Salernitana non pressa, gioca di posizione e non si lascia mai sorprendere, aspettando il momento giusto per riproporsi di rimessa e colpire ancora. Anche se la rete del raddoppio arriva grazie ad una dormita di Morero che consente a Bocalon di rubare palla e servire Minala, il quale è bravo a pescare nel corridoio Sprocati, freddo e chirurgico nel piazzare il pallone alla sinistra dell’incolpevole portiere ospite. L’Avellino è stordito e non va oltre il suo calcio ruminato e privo di imprevedibilità e qualità, nonostante la Salernitana non è sempre attenta a chiudere le linee di passaggio ed a mantenere le giuste distanze tra difesa e centrocampo. I granata, inoltre, si accontentano troppo in fretta di gestire il doppio vantaggio, quando invece potrebbero addirittura ammazzare la gara se ci mettessero la stessa determinazione esibita nei primi venti minuti. Qualche passaggio sbagliato di troppo in mezzo al campo ed alcune lentezze intrise di leziosità impediscono ai calciatori locali di approfittare della confusione tattica di Di Tacchio e compagni. Novellino manda Bidoui a fare la doccia anzitempo, spedendo in campo il giovane Asencio. Gavazzi va ad occupare la corsia sinistra, mentre il neo entrato si posiziona alle spalle di Ardemagni. A preoccupare non è la qualità offensiva dell’Avellino, quanto qualche superficialità e sicurezza di troppo che continua a caratterizzare gli attacchi poco determinati portati dai calciatori di casa. Come in occasione di una palla banalmente regalata agli avversari che, approfittando della mancata copertura preventiva della difesa granata, arrivano a calciare in porta da buona posizione con Asencio, ma il tiro termina a lato della porta di Radunovic. L’Avellino prende un po’ di coraggio, supportato da una Salernitana che bada soprattutto a gestire il risultato, ma gli irpini non vanno oltre un colpo di testa di Ardemagni sul quale Radunovic è reattivo e non si lascia sorprendere.

La ripresa si apre con l’ingresso in campo del terzino sinistro Falasco, che prende il posto dell’incerto Moreno. L’assetto degli ospiti non muta, con Ngawa che si sposta al centro per affiancare Kresic ed il neo entrato collocato sulla corsia mancina. La Salernitana, pur controllando il match con discreta disinvoltura, non riesce ad eliminare alcune superficialità nella costruzione del gioco, come quella commessa da Ricci che per poco non innesca un’azione di rimessa degli ospiti. Colantuono capisce che l’ex perugino non è in una delle sue migliori giornate e lo sostituisce con Signorelli, che parte bene distribuendo rapidamente e senza fronzoli il gioco, prima di palesare anch’egli qualche incertezza che genera piccole apprensioni alla fase difensiva. Fortunatamente per i granata, l’Avellino non riesce mai ad approfittarne compiutamente. Intanto anche Sprocati si spegne gradualmente, facendo spesso fatica a superare in dribbling il diretto avversario. Colantuono è ancora una volta tempestivo e lo sostituisce con il motivatissimo Zito, grande ex del match. Una soluzione che garantisce maggiore copertura ma anche buone soluzioni in fase di rimessa. Novellino prova a regalare maggiore qualità e brillantezza al suo centrocampo affidandosi al giovane Wilmots, che subentra al mestierante De Risio. Colantuono si copre ulteriormente e passa al 5-3-1-1, con Casasola che affianca Tuia e Schiavi al centro della difesa, Pucino e Di Roberto esterni intermedi, Zito mezzala e Kiyine alle spalle di Bocalon. Zito conferisce immediatamente personalità e vivacità alla manovra granata, riuscendo addirittura a guadagnare un calcio di rigore, che lui stesso però fallisce calciando centralmente sulla coscia di Lazzerini. L’Avellino termina il match con il 4-2-4, con Molina e Gavazzi che si allineano ad Ardemagni ed Asencio. Gli irpini, però, non sono in grado di imbastire azioni degne di nota e devono affidarsi solo a qualche svarione dei calciatori granata, come quello del neo entrato Mantovani (al posto di Schiavi) che si lascia superare troppo facilmente da Asencio, ma è bravo Tuia ad effettuare un’ottima chiusura difensiva. L’impotente gara dell’Avellino termina qui, anche perché la doppia espulsione di Asencio e Molina, figlia della frustrazione e della tensione, rende accademici gli ultimi minuti di una gara senza più storia. Al triplice fischio di chiusura, la curva Siberiano libera tutta la sua gioia per un successo che porta i granata ad un parziale di tre a zero nel computo degli scontri diretti (oltre ai due successi di quest’anno, bisogna menzionare anche la vittoria nell’ultimo derby dello scorso anno) con i cugini rivali.  E’ tempo di festeggiare, con l’obiettivo salvezza sempre più a portata di mano. Se poi la squadra di Colantuono sarà così brava da mettere insieme altri due-tre colpi consecutivi, potrebbe addirittura riaprirsi una finestra su obiettivi ritenuti ormai smarriti appena due settimane fa. Vedremo.    Pagellone Salernitana-Avellino: Tuia-Schiavi super, Bocalon generoso. Kiyine giocoliereRADUNOVIC 6,5 attento nelle uscite, scaccia dalla porta il colpo di testa ravvicinato di Ardemagni. Nel secondo tempo non si sporca i guantoni perché l’Avellino non tira mai in porta.

 

CASASOLA 7 arrembante in avvio, arriva sul fondo ma sbaglia la misura del cross. Mette la museruola a Bidaoui, se la cava anche al cospetto di Gavazzi. Nel finale passa centrale e non soffre.

 

TUIA 7,5 pulisce l’area di rigore, va in anticipo con tempismo e cattiveria. Mette una pezza su Asencio nella ripresa neutralizzando uno svarione di Mantovani. Prestazione super, non lascia passare mezzo pallone.

 

SCHIAVI 7,5 in trance agonistica, morde e ringhia lasciando in ginocchio Ardemagni a piagnucolare invocando l’intervento di Aureliano. Provvidenziale una chiusura su Gavazzi nel primo tempo. Insuperabile sulle palle alte, esce stremato. Dal 33’ st MANTOVANI s.v. arrugginito, si fa beffare dal rimpallo e superare da Asencio.

 

PUCINO 6,5 si tiene più basso del solito per coprire le spalle a Sprocati. Attento con una diagonale risolutiva su Ardemagni, non soffre le sortite di Molina. Rigorista designato, troppo buono nel lasciare la battuta del penalty all’egoista Zito.

 

MINALA 7 restituisce a Sprocati il favore dell’andata. In una sorta di replay al contrario, stavolta è lui a vedere il compagno con la coda dell’occhio confezionandogli un assist al bacio. Per il resto gara di ordinaria amministrazione.

 

RICCI 6 qualche sbavatura in fase di palleggio, ma anche grosso sacrificio in fase di copertura. Sparecchia l’area di rigore risolvendo una situazione scabrosa con Schiavi a terra per infortunio. Dal 5’ st SIGNORELLI 6 si fa superare da Asencio con eccessiva facilità nel contatto fisico, per il resto gioca semplice provando a fraseggiare per far respirare la squadra e scorrere il cronometro.

 

KIYINE 8 un segno nel destino. Nel giorno del commosso ricordo di Astori, è il numero tredici granata a sbloccare il derby approfittando della deviazione di Laverone. Un paio di break interessanti, ma anche una sanguinosa palla persa al limite dell’area di rigore biancoverde che innesca la ripartenza biancoverde. Nella ripresa tutta l’incoscienza e la strafottenza del ventenne. Numeri da fromboliere che irretiscono l’Avellino che finisce addirittura in nove.

 

DI ROBERTO 6 non ha lo spunto di Sprocati, ma maggiore attitudine al sacrificio. E’ l’equilibratore scelto da Colantuono per tenere in piedi un 4-3-3 comunque molto propositivo. Inizia a destra, finisce quinto a sinistra.

 

BOCALON 7,5 impegna subito Lezzerini con un velenoso tiro a giro. Caparbio, mette lo zampino nel raddoppio sradicando palla dai piedi dell’ingenuo Morero. Lotta su ogni pallone, spesso solo contro l’intera difesa biancoverde. Non si contano le punizioni guadagnate. Generoso è dir poco.

 

SPROCATI 7,5 il suo destro chirurgico sigilla il derby e mette il punto esclamativo sulla supremazia stagionale della Salernitana. Ripiega ripetutamente in fase difensiva, esce nel momento in cui le sue doti di velocista potevano risultare molto utili. DAL 16’ st ZITO 6,5 conferisce alla squadra l’ardore agonistico del primo tempo che sembrava smarrito nella ripresa. Guadagna dal nulla un calcio di rigore, spreca tutto facendoselo intercettare da Lezzerini. Manda in porta Kiyine nel finale con un bel filtrante.

 

ALL. COLANTUONO 6,5 dà continuità alla vittoria di Ascoli ed il campo lo premia. Due vittorie consecutive mancavano da tempo immemore. Nella ripresa alza il muro chiudendosi a protezione del doppio vantaggio. Avrebbe dovuto far rispettare le gerarchie nella battuta del calcio di rigore.

 

ARBITRO sig. AURELIANO 6,5 si cala anche lui nel clima derby. Fischia il giusto ad inizio gara, poi iniziano a fioccare i cartellini quando il gioco s’inasprisce. Sacrosanto il penalty, così come i due cartellini rossi sventolati in faccia a Molina ed Asencio.

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