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Salerno. I truffatori degli anziani davanti al gip. La promessa di false indennità contributive per spillare soldi

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Si terranno domani pomeriggio, nell’ufficio del gip Renata Sessa, gli interrogatori di garanzia per i quattro truffatori di anziani, tre dei quali destinatari di provvedimenti restrittivi ed una quarta indagata a piede libero. Si tratta di Clorinda Serra, agli arresti domiciliari (difesa dall’avvocato Oreste Tedesco), di Nicola Caponigro (difeso dall’avvocato Chiarito) e di Luca Pasquale Vuolo, avvocato civilista. Gli ultimi due hanno l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. I quattro sono stati smascherati dopo una denuncia presentata da una coppia di anziani coniugi ai finanzieri del Nucleo di polizia tributaria, agli ordini del tenente colonnello Gabriele Di Gugliemo. L’avvocato Vuolo, secondo la ricostruzione dei finanzieri, utilizzava l’associazione Confinprenditori Salerno Terziario, della quale era vicepresidente, per rilasciare alle vittime fatture fittizie per operazioni inesistenti. Mentre i suoi collaboratori, la Serra e Caponigro, erano il braccio operativo, coloro che contattavano le persone e proponevano loro procedimenti per risarcimento danni (anche a distanza di quindici anni), cause con Equitalia, sfratti o tutto ciò che poteva servire loro per racimolare soldi. In realtà, con la complicità della quarta indagata, una dipendente della Penta Finanziamenti, i due avviavano pratiche di finanziamento o cessione del quinto dello stipendio simulando accrediti su conti correnti delle vittime come presunti anticipi di rimborso che poi si facevano girare come saldo per le spese legali sostenute. Ai malcapitati toccava poi anche di pagare le rate del finanziamento stesso. Quando si verificavano dei ritardi, l’avvocato giustificava il tutto con i soliti rinvii della giustizia e i procedimenti lumaca. Il gruppo non aveva scrupoli a lucrare sulla disperazione delle persone malate. È il caso di una donna che, dopo un intervento chirurgico, aveva subito delle lesioni. La Serra e il Caponigro raggirarono il marito dicendo prima di consegnare loro 40.000 euro per affrontare le spese mediche e di cancelleria, poi lo rassicurarono sul buon esito della pratica, grazie all’interessamento di tale Michele di Locri appartenente alla massoneria. I due fecero compilare alla coppia di coniugi anche due domande di ammissione al gruppo massonico. Domande che, in realtà, non erano altro che una richiesta di finanziamento. (Petronilla Carillo – Il Mattino)

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