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Il progetto di De Laurentiis: contratto a Sarri fino al 2022

«Io aspetto», rispondeva Viktor Navorski (Tom Hanks) nel film TheTerminal a chi gli chiedeva perché vivesse lì, all’interno dell’aeroporto di New York. «Io aspetto», fa intendere Maurizio Sarri che si prepara – dovrebbe succedere nelle prossime ore ma non è scontato – a incontrare Aurelio De Laurentiis e l’ad Andrea Chiavelli. Tutto è possibile, anche che ci sia solo una riunione al telefono. Vedremo. D’altronde non può far altro, in attesa che il presidente del Napoli gli allunghi un contratto e una penna e gli proponga di prolungare di almeno un altro paio di stagioni (fino al 2022) il suo matrimonio con il club azzurro. Ecco. Se il Napoli e Sarri decideranno di andare avanti assieme, l’accordo non sarà un compromesso ma una nuova luna di miele. Il club punta al rinnovo per continuare un ciclo con pochi paragoni in termini di entusiasmo e di risultati e non è preoccupato dalle tentazioni del tecnico di cambiar aria. Anche l’altra sera Sarri ha lasciato aperto uno spiraglio all’addio a fine stagione: «Dovrò fare un passo indietro se dovessi pensare di non poter più dare il 101 per cento». Parole sul cui effettivo peso ora si scateneranno le dispute. La verità è che è ancora troppo presto per dare risposte definitive: a se stesso, al Napoli e al pubblico. Non v’è certezza assoluta, dunque: vai a capire perché, visto che Sarri è legato al Napoli per altri due anni (ma nel contratto c’è una clausola rescissoria da 8 milioni da esercitare entro il 31maggio). Quell’inebriante dimostrazione d’amore da parte del pubblico lo ha riavvicinato ancor di più alla panchina azzurra. Nella storia del club forse era dai tempi di Pesaola e Vinicio che non c’era un allenatore così amato. E quest’affetto indiscutibilmente giocherà un ruolo non secondario nella partita a scacchi di questi giorni. Alla Filmauro è attesa una riunione a cui non è detto che prenda parte Sarri: magari ci sarà solo colui che lo assiste, l’agente Alessandro Pellegrini. Che ancora per tutta la serata della premiazione del tecnico a Montecatini Terme ripeteva che non aveva appuntamenti fissati con De Laurentiis. Il presidente, peraltro, a fine settimana partirà per gli Stati Uniti e tornerà in Italia intorno al 10 aprile. Quindi o adesso o l’appuntamento slitta a fine campionato. Stavolta, è chiaro, la trattativa sul rinnovo del contratto deve procedere a fari spenti. Nel contratto di Sarri non sono previsti adeguamenti, né prolungamenti. Ma è stato De Laurentiis ad affrontare la questione con Sarri il giorno del suo compleanno: vuole tenerlo con sé il più a lungo possibile. Ovvio, nelle prossime ore si dovrà anche cominciare a parlare di cifre, di aumenti e di progetti per la prossima stagione. Nessun club, fino ad adesso, ha dato la disponibilità a voler pagare la clausola da 8 milioni di euro. Si sa, sarà valida fino al 31 maggio: poi dal giorno dopo scatterà un biennale che legherà il tecnico di Figline fino al 2020. Alla cifra di 1,5 milioni di euro a stagione. Allegri, per intenderci, guadagna quasi 4,5 milioni. Negli ambienti vicini all’allenatore toscano giurano che Sarri non ne farà una questione di soldi. Ma dalla società è chiaro che si pensa a offrire una sostanziale modifica del suo ingaggio: probabilmente l’idea è quella di portare l’attuale stipendio almeno al doppio. Sarri però vuole capire il progetto tecnico. E non è la solita scusa per prendere tempo: restare senza sapere cosa ha in mente il club sarebbe stato un salto nel vuoto. Manda dei messaggi chiari: non vuole solo più giovani da svezzare, vuole anche giocatori già fatti. L’adeguamento, certo. Già l’anno scorso Sarri pensava di meritare un ritocco dello stipendio, ma la risposta del club fu negativa e il tecnico non ne fece un dramma. Si aggiorneranno nelle prossime ore, dunque. Pellegrini è con Sarri a Napoli almeno fino a domani. Pronti in caso di chiamata. Nelle ultime settimane molti intermediari di club inglesi (tra questi l’Arsenal) lo hanno contattato. Ma poca roba. De Laurentiis andrà via sabato, quindi o è entro domani sera oppure non se ne fa nulla. Dal punto di vista strettamente calcistico non c’è soluzione migliore, per De Laurentiis, di trattenere Sarri. Qualunque soluzione alternativa sembrerebbe un ripiego, dunque a rischio rigetto. Anche dal punto psicologico, conoscendo la tempra dei protagonisti in campo, si rischierebbero dei contraccolpi. D’altronde i rapporti tra i due non sono incrinati. L’impressione, dunque, è che sotto il profilo economico Sarri verrà «accontentato». Il discorso, allora, si sposterà inevitabilmente sul Napoli che verrà. E sugli obiettivi del mercato estivo. È qui che le distanze potrebbero allungarsi. Sarri ha sempre detto, senza giri di parole, che i mezzi per contrastare le big non ci sono. E chiederà anche di blindare il ds Giuntoli, che ha un contratto che scade nel giugno del 2019, con cui c’è un feeling totale. (Pino Taormina – Il Mattino)

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