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Lettere da Piano di Sorrento – “Piazza Cota”

LETTERE DA PIANO DI SORRENTO
“PIAZZA COTA”

La carnevalata ormai è passata. Sul suolo di Piazza Cota a Piano di Sorrento residuano coriandoli (i meno inquinanti) e quegli orribili fili, colorati ed appiccicosi, che fuoriescono, come pasta dentifricia, da bombolette spray, vietate per altro dal commercio ma che continuano a stare in circolazione. Questi odiosi fili imbrattano pareti, suolo, auto, sono certamente dannosi per la salute e, soprattutto, sono altamente diseducativi perché invitano i giovanissimi a sporcare l’ambiente circostante.
La piazza, che porta il nome di un nostro storico antenato Domenico Cota, versa in stato di totale abbandono, per non dire altro. È diventata un ricettacolo di autovetture, vuoi parcheggiate negli stalli legali, vuoi in divieto; i pedoni l’attraversano tremanti, timorosi di essere investiti da un momento all’altro da veicoli in manovra o che transitano non prudenzialmente, ignorando di trovarsi in pieno centro abitato.
Una piazza rappresenta e simboleggia la città dove insiste, è il suo biglietto da visita, ma quella di Piano non può essere annoverata fra le piazze, perché non ne conserva assolutamente lo stile. La politica non ha mai avuto il tempo, o voluto, occuparsene. Gli Amministratori locali, presi dalle loro beghe politiche, non hanno fatto attenzione a questa “agorà”, costruendovi sopra quella specie di catafalco, sede della Casa Comunale, sorta là dove un tempo vi era un enorme capannone, localizzazione del mercato di una volta. I Sindaci, in gran parte costruttori edili od affini, l’hanno completamente dimenticata; tutt’intorno esplodevano i cantieri del boom edilizio e chi pensava alla piazza? Oggi è vergognoso vedere in che stato è ridotta.
E non è tutto. Nelle sere, specie d’estate, alle spalle e tutt’intorno al Bar Marianiello, si aggira la “meglio gioventù” di sfaccendati, consumatori di droghe leggere e/o bevande alcoliche, chiassosi, indisponenti, provocatori di disordine ed altro, tant’è che spesso vi è l’intervento della Forza Pubblica.
Ma che vogliamo dai giovani se non li abbiamo educati e continuiamo a non educarli, se non esiste più la famiglia e nelle scuole viene riservato poco spazio a materie quali l’educazione civica e l’ecologia e se offriamo loro, come esempio, il mancato rispetto delle norme, la legalizzazione dell’illegalità, il furbismo amministrativo?

(avv. Augusto Maresca)

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