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Dagli scoiattoli all’ailanto, quegli “alieni” che sono tra noi

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Venerdì “Darwin Day” all’Università di Portici: si parla di animali e piante che colonizzano nuove aree, spesso con la complicità (anche involontaria) dell’uomo. E con danni alla biodiversità e agli ecosistemi
La Repubblica-PASQUALE RAICALDO
Foto di Beatrice Bigu
21 Febbraio 2018

Gli alieni sono tra noi. E non si tratta dei classici (e cinematografici) omini verdi provenienti da chissà quale lontana galassia. Il riferimento è a un problema ecologico che risulta, oggi, tra le principali minacce alla biodiversità. Per gli ecologi si chiamano infatti “alieni” gli organismi accidentalmente o deliberatamente introdotti in una regione diversa da quella in cui essi si sono evoluti. Liberi da parassiti, malattie, competitori e predatori, se gli organismi alieni riescono ad attecchire nella nuova regione, tipicamente proliferano dando vita a una vera e propria “invasione biologica”.

Microrganismi, piante, animali: l’uomo trasporta con sé specie di ogni tipo, a volte volontariamente (come per i pesci esotici introdotti per la pesca sportiva o alle piante utilizzate a scopo ornamentale provenienti dai quattro angoli della Terra), a volte inconsapevolmente, veri e propri “clandestini” nascosti per esemio in un carico di legna, presenti nelle acque di zavorra di una nave, o, sotto forma di semi, incastrati nel battistrada di un pneumatico, per fare qualche esempio.

L’Italia conosce bene questo problema: i nostri “alieni” sono tantissimi, dall’ailanto al mitilo-zebra, dal punteruolo rosso delle palme, passando per lo scoiattolo grigio. Con l’apertura del canale di Suez, poi, complice il riscaldamento delle acque marine causato dal cambiamento climatico, il Mediterraneo va popolandosi di forme di vita marine mai vite prima, originarie del Mar Rosso e dell’Oceano Indiano.

E di specie aliene si parlerà venerdì 23 febbraio alle 10.00 al “Darwin Day” organizzato al Dipartimento di Agraria dell’Università degli Studi di Napoli Federico II di Portici, come di consueto a cura di Danilo Russo, professore associato di Ecologia.

Il Darwin Day è un evento internazionale che ha lo scopo di celebrare l’anniversario della nascita del grande naturalista inglese, che con la teoria dell’evoluzione per selezione naturale ha gettato le fondamenta della biologia moderna. “Le specie aliene rappresentano la prova di cosa accada quando l’uomo forza la natura ignorando l’importanza della storia evolutiva” sostiene Russo. “Fuori dal contesto in cui si sono evoluti, gli organismi alieni sono destinati a portare ‘scompiglio’ nelle comunità biologiche, con le conseguenze che purtroppo oggi siamo vivendo.

Se ai tempi di Darwin il problema fosse stato rilevante come oggi, non sarebbe di certo passato inosservato al grande scienziato britannico, anche dal punto di vista evoluzionistico”. Con la guida di entomologi, botanici ed ecologi del Dipartimento, i partecipanti al Darwin Day di Portici avranno dunque modo di approfondire esempi reali di specie invasive presenti sul nostro territorio, anche con esperienze “dirette”. Comprendendo perché gli alieni fanno così paura, anche se non provengono da altri pianeti.

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Commenti

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  1. Scritto da Beta

    Anche gli umani-alieni sono tra noi e provocano parecchi casini…