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Capri Ospedale Capilupi ai capresi, basta con i politici che si fanno vedere solo in campagna elettorale

Capri Ospedale Capilupi ai capresi, basta con i politici che si fanno vedere solo in campagna elettorale . Giungono segnalazioni a Positanonews sull’abbandono dell’Ospedale della perla della Campania. Accuse anche a politici che si fanno vedere all’ultimo momento solo in campagna elettorale. Accuse a tutti, con striscioni anonimi sull’ospedale, ma anche sull’ambulanza definita “scassone”

Riportiamo le battaglie del Comitato caprese 

Siamo un popolo di gente strana, diciamocelo tra di noi. Fanno piu’ scalpore due lenzuola stracciate che decine e decine di pazienti trasferiti in elicottero, ambulatori chiusi e qualsiasi altra deficienza del nostro Presidio.
A me non importa, e forse non importa a nessuno, chi abbia appeso quegli striscioni. Ma penso, anzi, che ognuno di noi dovrebbe sentire quelle manifestazioni di disagio come proprie.
Per questo motivo io pubblico la foto, la imposto come profilo del gruppo e invito chiunque si senta toccato a metterla per qualche giorno come immagine profilo.
Io sono con coloro che hanno gridato: RIDATE IL CAPILUPI AI CAPRESI!
Se non lo fara’ nessuno, non parliamo piu’ di blocco porto o manifestazioni varie. Se non si fa questo figuriamoci se si scende in piazza a scioperare.

Il Sole 24 Ore Radiocor Plus ha fatto un quadro pesante sull’ospedale . “Allarme nell’isola di Capri – è l’incipit dell’articolo – per la carenza di medici. Il buco riguarda i medici di famiglia innanzitutto. Ce n’erano due a pieno servizio, ora pensionati, e le rigide regole dello scorrimento delle liste rallentano le procedure per i sostituti. Che sono nominati mese per mese e comunque faticano ad arrivare. Lo stipendio non basta infatti a coprire le spese vive e il disagio dell’insularita’. Ma l’allarme riguarda anche gli specialisti ambulatoriali: oculisti e ortopedici. Sull’isola manca del tutto l’assistenza domiciliare, con le figure sanitarie connesse. Fa come puo’ l’unico geriatra di zona. La politica chiede regole ad hoc per le zone disagiate. Perche’, pare un paradosso, ma Capri e’ disagiata ai sensi di legge. E un ictus o un infarto possono ancora significare morte certa perche’ i trasbordi sono complicati, laddove le lancette dell’orologio imporrebbero tempestivita’ ed efficienza”.

“Capri, i suoi faraglioni, la mitologica Piazzetta amata dal jet set internazionale. L’isola amata dagli imperatori romani – continua la notizia del Sole 24 Ore – ha bisogno che siano applicate le norme su insularita’ e zone disagiate previste dal Dm 70 che ha riorganizzato le reti ospedaliere ma che fa fatica a trovare applicazione concreta. E c’e’ la delibera regionale campana n.427 del luglio 2017, con cui si prevedono misure ad hoc per le tre isole del golfo partenopeo: Capri, Ischia e Procida”.

“Abbiamo fatto un grande lavoro con la Regione – spiega Paolo Falco, consigliere comunale di Capri con delega alla sanità – ora bisogna passare ai fatti. I medici devono poter scegliere l’isola senza temere lungaggini burocratiche per la stabilizzazione, ma soprattutto va garantito il diritto alla salute ad abitanti e visitatori. Oggi ancora facciamo fatica”. La Dgr 427 prevede l’istituzione di un Osservatorio insulare per monitorare le esigenze sanitarie delle tre perle tirreniche. “Da noi e negli altri territori disagiati il problema del ricambio generazionale dei medici e’ ancora più grave che nel resto d’Italia. I medici vanno in pensione e i giovani hanno stipendi poco attraenti: un sostituto guadagna 2.500 euro lordi, come puo’ pagare un alloggio, le spese di ambulatorio e vivere?” si chiede il consigliere caprese.

“Le nostre isole hanno un bacino stabile di 80mila abitanti, una piccola citta’ a cui vanno garantite le urgenze e la normale amministrazione, al pari del resto del Paese”, chiarisce.
“Abbiamo installato defibrillatori semiautomatici in tutta l’isola e formato i cittadini a usarli. Abbiamo una onlus che assicura il trasporto ai pazienti oncologici. Ma c’e’ molto da fare. Capri e’ patrimonio dell’umanità, merita attenzioni speciali perche’ possa essere all’altezza della sua storia”.

“Il modello a cui guardano le isole italiane – prosegue l’agenzia del Sole 24 Ore – e’ quello spagnolo. Le Baleari sono avamposti sanitari d’eccellenza, cosi’ come le Canarie, perche’ godono di ampia autonomia decisionale e organizzativa. In un Paese che invecchia inesorabilmente, Ischia, Capri, ma anche le isole siciliane, toscane e pugliesi, potrebbero diventare ‘buen retiro’ d’eccellenza e attrarre turisti (con i capelli bianchi e non) da tutto il mondo. Ma oggi c’e’ un divario assistenziale oggettivo rispetto al resto del Paese che penalizza lo sviluppo e in parte il turismo. La sanita’ a Capri, che dipende a livello sanitario dalla Asl Napoli 1, con l’ospedale Capilupi che fa fatica a garantire anche il minimo dei servizi, rischia di collassare. Con i residenti costretti a fare avanti e indietro con il continente anche per operazioni e diagnosi di routine. Nella gia’ critica sanita’ campana, l’assistenza sulle isole rischia di continuare a essere un disastro nel disastro”.

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