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Alilauro, scontro in famiglia a Ischia. Salvatore Lauro si dimette

Scontro in famiglia all’Alilauro, l’importante società che in Campania ha innovato nel trasporto marittimo. Nel parla il Mattino di Napoli facendo un quadro su quello che sta succedendo a Ischia con un servizio a firma di Massimo Zivelli . Sorella contro fratello, nipote contro zia, cugini esclusi che insorgono per far valere i propri diritti. Non solo i buoni rapporti parentali, ma anche i patti societari sembrano essere naufragati all’interno della dynasty Lauro, noti armatori e personaggi pubblici da oltre cinquant’anni presenti sulla scena non solo regionale. I dissapori personali, tutti interni alla grande famiglia, sono noti da tempo. Ma a fare notizia in questi ultimi giorni – a conferma di come nella holding armatoriale le acque siano agitate – sono i toni sopra le righe. Ai primi di gennaio, dopo decenni di impegno nella massima carica aziendale, Salvatore Lauro, erede del pioniere don Agostino, un’esperienza come senatore della Repunnlica, si è dimesso dalla carica di presidente dell’Alilauro; al suo posto è stata nominata la sorella, Annamaria. La notizia era rimasta relegata in poche righe d’agenzia, confinata in una dinamica di avvicendamento tipica delle società imprenditoriali. A far accendere i riflettori sulla vicenda ci ha pensato l’altra sorella di Salvatore Lauro, Rosaria, a sua volta detentrice di un pacchetto azionario della holding dei trasporti via mare. Attraverso i social, ma anche con interventi pubblici e di stampa, Rosaria Lauro ha iniziato a diffondere più di un dubbio circa la manovra messa in atto dal fratello con le sue dimissioni, facendo intravvedere piuttosto l’ombra di scenari giudiziari.
Che i rapporti fra i due si fossero deteriorati da tempo, era cosa abbastanza nota. Soprattutto da quando secondo Rosaria Lauro il fratello non aveva ritenuto di intervenire con un supporto finanziario nella vicenda dell’albergo di famiglia, La Bagattella di Forio. L’albergo a quattro stelle da una sessantina di camere che si affaccia sulla baia di San Francesco, e del quale prima proprietaria fu la napoletana principessa Caracciolo, appartiene a tutti e tre i fratelli Lauro, con una suddivisione di quote paritaria. La gestione della struttura venne affidata a Rosaria Lauro, perché quella dell’Alilauro era stata messa nelle mani del fratello Salvatore. L’albergo però da un paio di anni è all’asta: «Mio fratello, nonostante sia comproprietario, ha fatto di tutto per non intervenire», lamenta Rosaria, che a furia di chiedersi il perché di questo atteggiamento sembra abbia iniziato a sospettare una scalata societaria che avrebbe l’obiettivo di sottrarle la quota di pacchetto azionario attualmente detenuta in Alilauro. Si racconta infatti di una Rosaria Lauro particolarmente polemica e battagliera all’assemblea dei soci, quella in cui Salvatore si è dimesso lasciando il campo ad Annamaria. Quel che è certo è che Rosaria Lauro ha affidato la difesa degli interessi suoi e dei suoi due figli agli avvocati; e dopo aver presentato esposti ai carabinieri, non nasconde la sua volontà di andare fino in fondo. «Mi dispiace fare la guerra all’interno di una società per la quale i nostri genitori hanno fatto immensi sacrifici. Ma mi sono resa conto che la gestione di mio fratello è stata assai scorretta. Vedremo a breve se queste irregolarità che io ho avuto modo di ravvisare hanno oppure no un fondamento».
Il destinatario degli strali non risponde direttamente. A parlare è invece sua figlia Maria Celeste, giovane mamma assai dinamica ed esperta sotto il profilo manageriale. Maria Celeste a sua volta ha scelto di non replicare alla zia Rosaria, se non indirettamente, parlando con entusiasmo del suo nuovo incarico di amministratore delegato dell’Alilauro, che «rappresenta un importante avvicendamento generazionale». Incarico che gestirà assieme a Giampiero Romiti, ex dirigente Caremar da anni vicino a Salvatore Lauro, sotto la supervisione della nuova presidente. Ed è proprio Annamaria Lauro che nelle ultime ore con il chiaro intento di gettare acqua sul fuoco di veleni che potrebbero danneggiare il gruppo è uscita allo scoperto con un comunicato. «Quale Presidente del Cda di Alilauro S.p.A. si legge ritengo di dover intervenire relativamente a quanto si scrive e si afferma al riguardo della società da me presieduta. Appare evidente che gli avvicendamenti nelle cariche amministrative della società sono stati operati nel segno della continuità avendo il Consiglio scelto la sottoscritta, che ha dedicato tutta la vita a quest’azienda, quale rappresentante dell’attività familiare. Il mio impegno sarà pertanto quello di proseguire la strategia aziendale che ha generato ampi margini operativi, come si può leggere dai bilanci che sono pubblici e consultabili. Riguardo a presunte incomprensioni tra i soci non credo che una società con una storia come quella di Alilauro possa essere oggetto di basse querelle».
Parole rassicuranti, quelle della neo presidente. La guerra non conviene a nessuno, e questo Annamaria Lauro lo sa bene: nelle sue mani resta il groviglio di interessi contrastanti che potrebbe risolversi con una separazione consensuale fra i familiari e soci azionisti

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