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Torre , nasce lista truffati Deiulemar

TORRE DEL GRECO. Dal crac della Deiulemar a quello della democrazia. La sfiducia nelle istituzioni e nei partiti politici, nella città all’ombra del Vesuvio si esprime, in vista delle elezioni amministrative del prossimo maggio, con il pullulare delle liste civiche del «dissenso». A partire da quella, annunciata in queste ore e in via di formazione, […]

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TORRE DEL GRECO. Dal crac della Deiulemar a quello della democrazia. La sfiducia nelle istituzioni e nei partiti politici, nella città all’ombra del Vesuvio si esprime, in vista delle elezioni amministrative del prossimo maggio, con il pullulare delle liste civiche del «dissenso». A partire da quella, annunciata in queste ore e in via di formazione, degli obbligazionisti Deiulemar: i rappresentanti delle 13mila famiglie torresi che dagli inizi del 2012 sono sul lastrico a causa del crac finanziario della compagnia di navigazione, con un buco di oltre un miliardo di euro, sono pronti a conquistare il Palazzo. Un fallimento che ha messo in ginocchio la città, di cui i truffati coloro che avanzano dal colosso armatoriale circa 800 milioni per obbligazioni non regolamentate – non smettono di esprimere malcontento e sfiducia verso chi avrebbe dovuto tutelarli. Così, mentre il centrodestra, che ha già presentato una coalizione di 7 liste, rischia di fratturarsi per il disaccordo sulla scelta del sindaco (tra chi vuole candidare l’ex vicesindaco Romina Stilo e chi propone il nome dell’ex vice sindaco Antonio Spierto, vicino ai marittimi), e il centrosinistra tentenna senza ancora una coalizione ufficiale, i «delusi» del dissesto corrono da soli. Hanno affrontato numerose battaglie in questi anni, hanno fondato un movimento spontaneo denominato «Legalità e trasparenza» e forse con lo stesso nome affronteranno da soli la competizione elettorale, con un proprio candidato sindaco. Secondo indiscrezioni, i candidati potrebbero essere Giovanni Pagano, ex direttore di macchina, Giovanni Aurilia, imprenditore nella ristorazione e Giovanni Esposito, pensionato.
«Siamo stati abbandonati da tutti dice Giovanni Pagano e non ci sentiamo rappresentati da nessuno. Vogliamo andare in Consiglio comunale liberi da ogni influenza politica o partitica, per portare avanti la nostra causa. Gli irriducibili siamo circa una trentina, ma abbiamo un seguito di oltre 3mila persone. Altri hanno mollato, si sono rassegnati». Condizione necessaria per la costituzione della lista è l’indipendenza da tutte le correnti politiche. «Nei giorni scorsi abbiamo incontrato il deputato grillino Luigi Gallo ha proseguito Pagano per valutare un’alleanza, ma lui ci ha spiegato che il loro statuto non ne prevede e ci ha chiesto di entrare nel Movimento. Abbiamo rifiutato, vogliamo correre da soli». Stessa intenzione anche del neonato movimento spontaneo «Marittimi per il futuro», che in poco più di un anno ha raccolto quasi 4mila iscritti perché si batte per i diritti dei marittimi contro «gli interessi armatoriali». Probabile candidatura a sindaco per il vicepresidente del movimento, il capitano Ciro Esposito, mentre il presidente Ciro Raiola e il segretario Vincenzo Accardo correranno per il ruolo di consiglieri. «Abbiamo la piazza con noi dice Esposito e pure se prenderemo 100 voti, saranno voti puliti».
Un’altra lista civica di dissenso è la nascente «Aucelluzzo», formata da giovani professionisti e intellettuali che, già con la nascita di una piattaforma online e di una radio web che fa il verso a «Twitter», da anni denunciano la malapolitica con satira e ironia. Di dissenso, nella forma, è la già costituita lista civica «Ci vuole coraggio», che ha scelto lo slogan «A che serve essere vivi se non hai coraggio contro il malgoverno della città». Dietro c’è un volto non proprio nuovo: l’ex vicesindaco Rosario Rivieccio, candidatosi nel 2014 con il Nuovo centrodestra. Francesca Mari, IL Mattino

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