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Salerno. Gang dei furti seriali ai parcometri. Tappano l’uscita delle monetine, poi passano a riscuotere

Salerno. Cartacce, scampoli di cartone, brandelli di plastica, oggetti metallici, ritagli di stoffa e addirittura spugne. La fantasia non manca. E il danno è fatto. È l’ultima trovata, l’ennesimo atto di microcriminalità che si sta diffondendo in città: bloccare i parcometri ostruendo il bocchettone da cui vengono erogate le monete di resto agli utenti che […]

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Salerno. Cartacce, scampoli di cartone, brandelli di plastica, oggetti metallici, ritagli di stoffa e addirittura spugne. La fantasia non manca. E il danno è fatto. È l’ultima trovata, l’ennesimo atto di microcriminalità che si sta diffondendo in città: bloccare i parcometri ostruendo il bocchettone da cui vengono erogate le monete di resto agli utenti che pagano il ticket per la sosta. E poi passare, dopo tre o quattro ore, a riscuotere il bottino. Lo ha scoperto Salerno Mobilità dopo decine di segnalazioni di automobilisti esasperati. Un vero e proprio sistema di furto che ha costretto la società in house del Comune di Salerno a sporgere denuncia alla Procura della Repubblica. Chi ci sia dietro a tale sistema resta, dunque, da scoprire. Così come è da capire se si tratti del gesto di singoli, quali potrebbero essere i parcheggiatori abusivi che provano ad arrotondare il guadagno della giornata, oppure se si sia al cospetto di una vera e propria organizzazione. Di certo non si tratta di episodi isolati che possano far pensare a una bravata. Del resto, con l’eliminazione del sistema dei gratta e sosta, in città si contano ormai circa cento parcometri. Manometterli significa incassare non poco denaro. Tanto più che le zone maggiormente prese di mira sono quelle centrali nonché quelle con maggiore ricambio: via Roma, corso Garibaldi e il Trincerone in primis. Ma anche via Vinciprova e via Carella. «In un primo momento – spiega l’amministratore unico di Salerno Mobilità, Massimiliano Giordano – abbiamo registrato singoli malfunzionamenti. Poi, però, le segnalazioni e le lamentele degli utenti sono aumentate in maniera esponenziale. Dal singolo episodio, insomma, sembra di essere passati a un vero e proprio sistema». Ma come agiscono i ladruncoli dei parcometri? Inseriscono oggetti di vario genere nel bocchettone da cui la macchina eroga il resto delle banconote o delle monete introdotte dall’utente per pagare il ticket da esporre sul cruscotto dell’automobile. L’oggetto ostruisce il passaggio del denaro, che rimane così bloccato nel parcometro stesso. Bastano tre o quattro ore perché nel dispositivo si accumulino un bel po’ di soldi. «Nelle zone centrali della città abbiamo ritrovato anche diciotto o venti euro», conferma Giordano. A quel punto chi ha manomesso il macchinario torna in azione. Basta rimuovere l’oggetto inserito, far defluire il denaro e il gioco è fatto. Con la buona pace degli utenti che, oltre al costo della sosta, in certi casi ci rimettono non pochi spiccioli. Ma ci sono pure automobilisti a cui va peggio. «In alcuni casi, l’utente che non si vede restituire il resto, nel tentativo di recuperarlo, inizia a pigiare i vari tasti del dispositivo finendo per impallarlo. Tanto che il parcometro poi non emette neppure il ticket». Esponendo il malcapitato anche a una multa. Il danno e la beffa, insomma. Che diventa un danno anche per Salerno Mobilità, perché in altri casi ancora, sebbene limitati, è stata portata via anche parte degli incassi. «Abbiamo sporto un’apposita denuncia già prima di Natale – dichiara il presidente di Salerno Mobilità – Abbiamo anche intensificato il controllo e deciso di esporre un avviso su ogni parcometro per mettere in guardia gli utenti, invitandoli a verificare che non vi siano ostruzioni nello sportellino». Il più delle volte, infatti, all’esterno non c’è traccia di manomissione, perché l’oggetto utilizzato per sbarrare il passaggio del denaro viene incastrato nel bocchettone in modo che non sia visibile. Il parcometro, dunque, appare intatto. «Rivolgo un appello agli automobilisti affinché ci segnalino non solo ogni malfunzionamento ma anche eventuali movimenti sospetti telefonando in sede oppure scrivendoci a info@salernomobilita.it», dice Giordano. Che invoca anche collaborazione da parte delle forze dell’ordine. «Noi, di certo, daremo battaglia con controlli quotidiani e appostamenti mirati», conclude. (Giovanna Di Giorgio – Il Mattino)

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