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L’Abbac e la tassa di soggiorno in costa amalfitana

Agostino Ingenito, responsabile Abbac (associazione bed&breakfast ed affittacamere della Campania), rimette il dito nella piaga dell’imposta di soggiorno (da noi più volte messa in discussione non tanto per l’imposizione onerosa quanto per l’utilizzo dell’incassato). Forse nessuno intende dare credito a quanto noi, comuni mortali, andiamo dicendo da nni, ma almeno sarebbe il caso di dare […]

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Agostino Ingenito, responsabile Abbac (associazione bed&breakfast ed affittacamere della Campania), rimette il dito nella piaga dell’imposta di soggiorno (da noi più volte messa in discussione non tanto per l’imposizione onerosa quanto per l’utilizzo dell’incassato). Forse nessuno intende dare credito a quanto noi, comuni mortali, andiamo dicendo da nni, ma almeno sarebbe il caso di dare più importanza a quanto Ingenito asserisce e denuncia. Ingenito è un giornalista-editore, esperto del settore turistico.-ricettivo, autore di guide e manuali del turismo.
Cosa chiedono Ingenito ed altri come lui: abbassare i costi dell’imposta di soggiorno la cui attuazione grava sulla spesa dei turisti e rendere conto dei canali di passaggio dell’imposta dimostrando nei minimi termini a cosa serve.
Noi sappiamo a cosa dovrebbe servire e siamo stanchi di ripeterci: chi ci legge conosce le nostre argomentazioni.
Insomma, in parole povere, questi soldi che fine fanno?
In un opuscolo edito dal Comune di Minori si contano 69 nomi di aziende ricettive (altrettante sono nascoste perchè non in regola o abusive): se si volesse quantificare quanto dovrebbero versare perchè raccolto si arriverebbe a diverse migliaia di euro da utilizzare per servizi turistici (riassetto del territorio- programmazione del suo uso- animazioni turistiche non solo in alta stagione quando il loro costo è elevato e non raggiungono lo scopo dovuto)
Comunque, però, l’aliquota di applicazione dell’imposta di soggiorno in un borgo quale Minori è troppo elevata. E meno male che da gennaio a marzo non è applicata perchè sarebbe troppo dal momento che il borgo è semi chiuso (senza aziende della ristorazione aperte, tranno uno di limitate proporzioni; con solo tre strutrture alberghiere ooperative (a parte le decione casevacanza semiabusive) ed altre ataviche carenze
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