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Ischia. È nata Dalila Grazia, la sorellina dei bimbi salvati dalle macerie. La madre salvata mentre era al quarto mese

Ischia. «Un giorno, chissà, le racconteremo tutto. Le diremo di quella notte in cui il terremoto ha rischiato di spazzarci via, con mamma incinta di quattro mesi e mezzo. E le parleremo dei fratelli, Ciro e Mattias, piccoli eroi sotto le macerie». Brillano gli occhi ad Alessandro Toscano, mentre prende in braccio la neonata Dalila […]

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Ischia. «Un giorno, chissà, le racconteremo tutto. Le diremo di quella notte in cui il terremoto ha rischiato di spazzarci via, con mamma incinta di quattro mesi e mezzo. E le parleremo dei fratelli, Ciro e Mattias, piccoli eroi sotto le macerie». Brillano gli occhi ad Alessandro Toscano, mentre prende in braccio la neonata Dalila Grazia davanti agli occhi orgogliosi di mamma Alessia, stanca ma felice. Ospedale Internazionale di Napoli, questa non è una nascita come tutte le altre: ha il dolce sapore della rinascita. La bimba pesa tre chili e seicento grammi ed ha un doppio nome perché «Dalila lo hanno scelto i fratelli e Grazia, vabbè, è scontato perché è stata davvero una grazia». La piccola incarna l’orgoglio di un paese terremotato che ha saputo ripartire. E il 21 agosto sono rinati tutti, uno alla volta, estratti miracolosamente vivi da una palazzina accartocciata su se stessa dopo il sisma che, alle 20.47, ha fatto tremare Casamicciola. Paura e speranza, una notte infinita. Mamma Alessia è la prima a essere tratta in salvo: va dritta all’ospedale “Rizzoli” di Lacco Ameno, ha il pancione. Illesa, incredibilmente: si teme per la gravidanza. Poi tocca a papà Alessandro, salvato dalle lamiere della sua Toyota: era uscito a recuperare un giocattolo, tornerà claudicante tra le macerie per «pregare e assistere». Perché restano sotto Pasqualino, appena 7 mesi, Ciro e Mattias, 11 e 8 anni. Il primo sarà estratto nel cuore della notte, mentre i due fratellini si faranno coraggio a lungo, tenendo l’Italia col fiato sospeso per 16 ore. Ora sono tutti insieme, attorno a Dalila Grazia, nata venerdì mattina dopo un viaggio notturno in traghetto da Ischia a Napoli. «Siamo felicissimi», confessa Alessandro, mentre Ciro e Mattias giocano con la neonata. «Quello che è successo non si dimentica – spiega Alessandro – Ogni giorno, alle 21, iniziamo a pensare. A ricordare. E mica pensiamo solo a noi e a quell’incubo: pensiamo a tutti i terremotati, da Amatrice a L’Aquila. Angoscia, paura. Ecco, la nascita di Dalila Grazia può aiutarci a voltare pagina». Martedì la famiglia più famosa dell’isola terremotata tornerà a casa. Da qualche mese i Toscano vivono in una casa della Diocesi, nella frazione di Fontana, lontano dalla zona rossa: «Dobbiamo ringraziare il vescovo, Pietro Lagnese, e il parroco don Pasquale Mattera: l’intera comunità ci ha adottato. La ricostruzione? Sono scettico, tutto è immobile. Tante famiglie, anche con bambini, vivono ancora negli alberghi, a quasi cinque mesi dal terremoto». In via Serrato, nella palazzina dove ha trovato la morte una delle due vittime del terremoto, Marilena Romanini (l’altra, Lina Balestrieri, è morta a pochi metri di distanza), il tempo sembra essersi fermato al 21 agosto. Silenzio , macerie, non s’è mosso nulla. «Ci siamo tornati, anche con i bambini – confessa Alessandro – e abbiamo trascorso il Capodanno in piazza Majo, nella zona rossa. Dobbiamo affrontare le paure del passato, scappare non serve. Guardare avanti sì. Anche grazie a Dalila Grazia». La vita è tornata alla normalità per Mattias, che va in seconda elementare, e per Ciro, che frequenta la prima media. Certo, continuano a spuntare premi in giro per l’Italia, cerimonie e nuove amicizie («Ha legato con Edoardo, uno dei bimbi orfani scampati alla tragedia dell’hotel Rigopiano: si sono conosciuti a Firenze»). Lo smartphone vibra sempre. «Ecco – fa segno Alessandro – lui è uno dei pompieri del nucleo speciale Usar, quelli che hanno salvato Mattias e Ciro. È nata un’amicizia: un patto mentre loro, i veri eroi, promettevano ai bimbi che li avrebbero tratti in salvo». «Auguri, super papà», legge Alessandro, prima di girare via WhatsApp le foto della famiglia, tutti insieme con l’ultima arrivata. Che un giorno saprà e potrà esserne orgogliosa. (Pasquale Raicaldo – la Repubblica)

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