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Il buon senso foto

E’ cambiato molto il turismo in costiera amalfitana negli ultimi venti anni, oltre che aumentare le presenze turistiche, è cambiata soprattutto l’offerta turistica. Non solo mare, anche la montagna con escursionisti che amano percorrere i numerosi sentieri presenti in tutto il territorio. Passeggiate godibili per i suoi incredibili scorci panoramici che giustificano gli sforzi per […]

E’ cambiato molto il turismo in costiera amalfitana negli ultimi venti anni, oltre che aumentare le presenze turistiche, è cambiata soprattutto l’offerta turistica. Non solo mare, anche la montagna con escursionisti che amano percorrere i numerosi sentieri presenti in tutto il territorio. Passeggiate godibili per i suoi incredibili scorci panoramici che giustificano gli sforzi per raggiungerli. Negli ultimi anni nei monti (Lattari) che ci circondano si sono sviluppati attività sportive come l’arrampicata e il trail running (corridori di montagna), tutte iniziative che contribuiscono ad un allungamento dei mesi lavorativi per il settore turistico. Bene. Ottimo. Sembra che va tutto per il meglio. Purtroppo così non è, anzi, vi sono dei problemi che bisogna intervenire quanto prima.

Mi limito ad argomentare la situazione sentieristica montana sperando si trovi un rimedio:

Troppi escursionisti sul sentiero degli dei (indicazione C.A.I. n. 327). Vanno contingentati gli ingressi con un massimo di persone per ogni ora fino ad un numero chiuso (se troppi), quindi un sistema di prenotazione centralizzato. Mille persone che vogliono attraversarlo alla stessa ora diventa un problema, se suddivisi in due o tre tronconi, cioè partire ad orari diversi diventa meglio gestibile, considerando anche gli eventuali soccorsi che sono sempre più numerosi. Per gli altri sentieri ci sono altri tipi di insidie e ne farò un esempio anche fotografico allegato all’articolo:

Nel tratto dove si incontra il sentiero (indicazione C.A.I.) 331b (da Montepertuso – Acquolella – Tese) con il 333 (da Via Corvo a S.M. al Castello) vi sono delle scritte e segnali indicatori di colore rosa, fatti con pittura indelebile, bituminosa che disorienta chiunque passi da quelle parti, e che li obbliga a sbagliare percorso, c’è addirittura una scritta grande che indica un “NO” proprio nel punto descritto prima, cioè chi viene dal sentiero 331b per andare verso Corvo viene disorientato da questa scritta infame con le frecce indicatrici (stesso materiale bituminoso) verso la salita a S.M. al Castello oppure a prendere il 331a (Gradillo che va verso Monte Comune o Capo d’Acqua). Questa segnaletica fu segnata in qualche occasione di un trail running e mai più rimossa, fregandosene altamente delle danni arrecati a chi passa da quelle parti. In questi casi mi viene in mente una scena di un film, Totò a colori, dove il grande Totò volle ringraziare l’artista che compose l’imitazione del Picasso…

Mi appello agli organizzatori dei corridori di montagna che hanno marchiato il territorio con non so cosa di rimuoverlo quanto prima, visto che non i si tratta solo di quel punto descritto sopra, ma li ritroviamo anche in altre zone, evitando denunce alle istituzioni che non servono ( nè loro nè le denunce), l’unica cosa che veramente serve è il buon senso.

Giovanni Cervero

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