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SUOR RITA GIARETTA NELLA PARROCCHIA DI NOSTRA SIGNORA DI LOURDES

L’invito del Parroco Antonino Minieri della Parrocchia Nostra Signora di Lourdes Vi aspetto STASERA, alle 20 e 30 nel nostro teatro parrocchiale, per l’incontro con suor Rita Giaretta … qualche notizia su di lei … Terminati gli studi inizia a lavorare come infermiera e intraprende l’attività sindacale nella Cisl. In questo periodo il suo impegno […]

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L’invito del Parroco Antonino Minieri della Parrocchia Nostra Signora di Lourdes

Vi aspetto STASERA, alle 20 e 30 nel nostro teatro parrocchiale, per l’incontro con suor Rita Giaretta … qualche notizia su di lei …
Terminati gli studi inizia a lavorare come infermiera e intraprende l’attività sindacale nella Cisl. In questo periodo il suo impegno è rivolto principalmente alla tutela del lavoro femminile.
A 29 anni entra a far parte della congregazione delle suore orsoline.
Nel 1995, assieme alle sue consorelle, fonda a Caserta la Comunità Casa Rut, con l’obiettivo di soccorrere le donne vittime dello sfruttamento della prostituzione.
La comunità prende il nome dalla figura biblica di Rut – da cui l’omonimo libro – che nonostante le sue origini moabite, rimasta vedova segue la suocera in Giudea, nella terra d’Israele, scegliendo di vivere da straniera. Il personaggio è quindi associato al temi della solidarietà e dell’accoglienza, specie se rivolti a coloro che emigrano dalla propria patria. Infatti le ospiti di Casa Rut sono perlopiù straniere, provenienti dai paesi dell’Africa e dell’Europa dell’est.
Nei primi venti anni di attività, circa 370 donne hanno trovato rifugio a Casa Rut, intraprendendo un percorso di liberazione dallo sfruttamento. Molto spesso le donne ospitate sono in stato di gravidanza o portano con sé neonati, a volte frutto di violenza, i quali sono accolti assieme alle loro madri.
Suor Rita e le sue consorelle operano in sinergia con le istituzioni territoriali.
Nell’agosto del 2004 viene costituita la cooperativa sociale newHope con l’intenzione di fornire una formazione professionale e un’occupazione legale, con una giusta retribuzione, alle donne sottratte alla prostituzione e accolte a Casa Rut.
All’interno di alcuni locali messi a disposizione dalla diocesi, la cooperativa ha allestito un laboratorio di sartoria, accanto al quale sorge la Bottega Fantasia: uno spazio destinato all’incontro e alla vendita dei prodotti, confezionati con l’esclusivo utilizzo di stoffe provenienti dall’Africa.
Nelle intenzioni delle sue promotrici, il progetto vuole rendersi testimone di una forma di economia solidale, abbinata all’educazione alla responsabilità e all’etica del lavoro, permettendo alle lavoratrici di riconquistare il loro diritto alla partecipazione alla vita sociale del territorio.
La cooperativa è attualmente presieduta da una delle prime donne che hanno trovato rifugio a Casa Rut.

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