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Ospedali in Campania in affanno, da Boscotrecase, Castellammare a Sorrento è un bollettino di guerra

Ospedali in Campania in affanno, da Boscotrecase a Sorrento è un bollettino di guerra  se vogliamo parlare solo della provincia sud di Napoli , è cronaca del quotidiano, mancanza di posti, disagi, caos, dove i medici e gli operatori sanitari sono spesso vittime di una situazione ingestibile , ieri abbiamo parlato del problema a Sorrento […]

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Ospedali in Campania in affanno, da Boscotrecase a Sorrento è un bollettino di guerra  se vogliamo parlare solo della provincia sud di Napoli , è cronaca del quotidiano, mancanza di posti, disagi, caos, dove i medici e gli operatori sanitari sono spesso vittime di una situazione ingestibile , ieri abbiamo parlato del problema a Sorrento per mancanza di posti , da medicina a chirurgia e viceversa, persone in barella, persone messe in posti non consoni per vari motivi . Oggi fa un quadro ella situazione ett. mai. su Il Mattino ;

Prima l’ospedale di Boscotrecase, paralizzato dal gelo durante le vacanze di Natale per un’avaria alle caldaie, poi la bufera su Nola, col pronto soccorso messo letteralmente in ginocchio dall’afflusso record di pazienti alla Befana, ora i disagi e disservizi tecnici per la nuova Tac in dotazione al Maresca, che frenano il ritorno in pista di questo storico presidio nella rete dell’emergenza. Non c’è pace per la Asl Napoli 3 sud, una delle più disastrate di una sanità campana che continua a percorrere in salita la marcia che conduce al recupero di livelli di assistenza almeno sufficienti. Mali antichi, quelli della sanità della provincia a sud di Napoli, legati a carenze strutturali con una rete di piccoli ospedali (8 presidi da Sorrento a Vico Equense passando per Gragnano, Castellammare e Boscotrecase, fino a Torre del Greco, Pollena e Noia) e 12 distretti sottodimensionati rispetto al milione e oltre di abitanti e alle 331mila famiglie da servire. Sarà dura per il nuovo manager Antonietta Costantini, forte mente voluta dal presidente De Luca, venire a capo dei tanti buchi nell’assistenza di questo territorio. Con una dotazione di posti letto (1,2 per mille abitanti) la Asl Napoli3 sud é di gran lunga sotto la media regionale (3 per mille) e lontanissima da quella ideale di 3,6 per mille.

L’assenza di un pronto soccorso di II livello (completo per tutte le discipline), la mancanza di una neurochirurgia in tutta la Asl per un territorio vastissimo che si estende a cavallo di tre province e un indice di carico sociale, di disoccupazione e di dipendenza senile ad altissimo impegno sociosanitario, sono la realtà con cui fare i conti. Se per gli ospedali riuniti dell’area nolana, che comprendono Nola con Pollena (suo satellite), il nodo da sciogliere è stabilire la mission nell’ambito del potenziamento programmato (puntare sulla realizzazione ex novo di 100 posti letto al Santa Maria della Pietà ovvero ripiegare, come richiesto da più parti anche m Consiglio regionale, sulla riapertura del pronto soccorso a Pollena?) dall’altro versante, quello costiero, gli scogli da superare sono nel potenziamento e qualificazione dell’ospedale di Boscotrecase e appunto di Torte del Greco. A Boscotrecase bisognerà lavorare con intelligenza e lungimiranza per far dimenticare i numerosi (troppi) casi di malasanità del passato puntando su nuovo personale motivato e qualificato, sfruttando le buone performance del reparto di Ortopedia e cogliendo l’occasione delle ristrutturazioni programmate con i fondi dell’articolo 20 della finanziaria dell’88. In totale nel piatto ci sono circa 6 milioni di euro di cui circa 1 milione a carico della Asl. Lavori che interesseranno la Cardiologia (dove si dovranno realizzare 6 posti letto di terapia intensiva coronarica a corredo dell’emodinamica) e i nuovi reparti di Otorino, Oculistica, Pediatria, Ortopedia e Rianimazione. Ristrutturazioni programmate anche per il Maresca che a regime potrà contare su 44 posti di riabilitazione e 36 di degenza con 8,7 milioni di euro da spendere di cui 6 finanziati dallo Stato e 2,7 da recuperare su altre poste rinunciando alla degenza psichiatrica e attivando la radioterapia. Questa dovrebbe completare la vocazione del presidio a funzioni oncologiche e di screening attingendo anche alle risorse per Terra dei Fuochi. Tutte partite complesse che la direzione strategica dovrà giocare con attenzione per riqualificare da un lato i livelli di assistenza e dall’altro superare le tante ombre per cui questa Asl è finita sotto i riflettori della Corte dei conti in quanto campione dei doppi pagamenti ai centri di riabilitazione, dei servizi affidati senza gara e degli sprechi per incarichi provvisori a dirigenti medici senza avvisi pubblici. ett.mai.

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