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Napoli. Maradona cittadino onorario. L’annuncio di de Magistris: «A maggio festa al San Paolo»

Per creare l’evento gli è bastato moltiplicare per tre, numero filosoficamente perfetto, il numero perfetto del pallone: quel «dieci» che nell’era d.D. (dopo Diego) il Calcio Napoli ha cancellato dall’aritmetica azzurra, ritirando la maglia che fu del più grande. Il risultato fa trenta, e giusto trent’anni dopo quel 1987 entrato nella storia Alessandro Siani riporta […]

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Per creare l’evento gli è bastato moltiplicare per tre, numero filosoficamente perfetto, il numero perfetto del pallone: quel «dieci» che nell’era d.D. (dopo Diego) il Calcio Napoli ha cancellato dall’aritmetica azzurra, ritirando la maglia che fu del più grande. Il risultato fa trenta, e giusto trent’anni dopo quel 1987 entrato nella storia Alessandro Siani riporta Diego Armando Maradona sotto i riflettori. Stavolta sono quelli di un teatro. Anzi, «il» Teatro. Perché oggi, a 56 anni, il patrono in terra partenopea non si chiama più San Paolo, ma San Carlo. Mentre la città freme per riabbracciare il suo santo assai terreno, portatore di un miracolo chiamato scudetto, arriva l’annuncio del sindaco: «A maggio organizzeremo una grande festa per l’anniversario dei trent’anni dal primo scudetto del Napoli e in quella occasione verrà conferita al pibe de oro la cittadinanza onoraria», ha annunciato al Luigi de Magistris. Mail tributo degrada ben presto in rissa politica. «Avanzai quella richiesta per primo, un anno fa – rivendica Angelo Pisani, che Maradona lo ha assistito nella battaglia con il fisco italiano – Sono contento che ora sia condivisa, ma non deve diventare strumento di lotta politica». Ben più duro Stanislao Lanzotti, che ha portato l’ordine del giorno in Consiglio comunale: «Il sindaco è un ladro di emozioni: da prepotente qual è, ha rubato la mia idea», protesta su Facebok il capogruppo di Forza Italia. Intanto, mentre declinano le polemiche su una contaminazione – la plebe pallonara nel tempio nobile della Cultura – che per alcuni confina pericolosamente col sacrilego, monta l’attesa per lo show che porterà il più grande calciatore di tutti i tempi al centro della scena. Criticato per eccesso di quota popolare, “Tre volte dieci”, in programma il 16 gennaio alle 21, rischia di diventare semmai il più esclusivo degli eventi che si siano mai visti tra gli stucchi del Lirico. Le 1.300 poltrone sono tutte vendute da giorni, eppure i telefoni del teatro continuano a squillare. «Molti vorrebbero anche ricomprare i biglietti a prezzo più alto», raccontano dagli uffici del Massimo. L’arrivo del campione in città, che da martedì alloggia all’Hilton Cavalieri di Roma e ripartirà alla volta di Dubai il 17 (ma il biglietto di ritorno non è stato ancora acquistato), è previsto per domani sera. Per lui è già pronta la suite del Vesuvio dove ha alloggiato nelle recenti sortite napoletane. Ad attenderlo troverà probabilmente Diego Armando Maradona jr, il figlio avuto con Cristiana Sinagra, ma potrebbe esserci anche Aurelio De Laurentiis, che nell’hotel del lungomare è di casa. Sul presidente del Napoli le ultime parole conosciute di Dieguito non erano propriamente distensive («È disposto anche a vendere la moglie», aveva sentenziato a fine dicembre). Tuttavia non sono esclusi colpi di scena: tra questi anche la proposta di una collaborazione (per ora a distanza) con il club. Ma il «pibe de oro», che nell’arte del dribbling resta insuperabile, potrebbe anche anticipare ad oggi il trasferimento a Napoli, dove ha tanti amici che lo aspettano. Tra questi lo storico massaggiatore degli anni d’oro Salvatore Carmando («ci siamo sentiti, sicuramente ci incontreremo», riferisce) e gli ex compagni di squadra e di gloria Beppe Bruscolotti e Bruno Giordano. La Best Live, che organizza l’evento, li inviterà alla serata-omaggio di lunedì, alla quale seguirà una cena preparata dallo chef stellato Gennaro Esposito. E al San Carlo, dopo una scomunica e una benedizione (il fuoriclasse, che a inizio campionato aveva criticato l’allenatore, si è poi ricreduto), si potrebbe consumare anche l’incontro tra Diego Maradona e Maurizio Sarri. Pare che, dopo Lorenzo Insigne, anche il tecnico del Napoli abbia espresso il desiderio di essere al San Carlo. Nessuno, insomma, vuole mancare a questa prima assoluta che sarà anche unica. Sul palco ad omaggiare Maradona (per il quale al centro del palco sarà sistemato un trono), saliranno alcuni interpreti dell’anima musicante della città. Tra questi Lina Sastri che canterà “Napul’è”, il rapper Clementino che a Diego dedicherà un freestyle, la cantante Valentina Stella che intonerà classici della canzone napoletana. In buca, invece, ci saranno i giovani musicisti del Sanità Ensemble. L’evento, che sarà ripreso dalle telecamere di Discovery, sarà mandato in onda da «Nove», nuovo canale in chiaro della piattaforma tv. Forse proprio il prossimo 10 maggio, a trent’anni esatti da quel Napoli-Fiorentina che consegnò agli azzurri uno scudetto mai vinto prima. Nello stesso giorno Maradona dovrebbe diventare cittadino onorario di una Napoli che già da tempo l’ha proclamato re. Questa volta il teatro potrebbe essere quello di un tempo: il San Paolo. (Davide Cerbone – Il Mattino)

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