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Gabbiadini e Tonelli gli eroi del San Paolo – Ferrero furioso con l’arbitro vittoria al 95 del Napoli con la Sampdoria foto

Nel gelo del San Paolo, gli azzurri  alla mezz’ora del primo tempo vanno sotto di un gol con una sfortunata autorete di Hysaj, innescata da una giocata di Schick. Nel secondo tempo al 16′ i blucerchiati restano in dieci per l’espulsione di Silvestre e vengono rimontati nel finale dall’ex Gabbiadini (tap-in al 38′) e  da Tonelli […]

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Nel gelo del San Paolo, gli azzurri  alla mezz’ora del primo tempo vanno sotto di un gol con una sfortunata autorete di Hysaj, innescata da una giocata di Schick. Nel secondo tempo al 16′ i blucerchiati restano in dieci per l’espulsione di Silvestre e vengono rimontati nel finale dall’ex Gabbiadini (tap-in al 38′) e  da Tonelli al 95′ all’esordio con la maglia azzurra.
Sarri si ricordera’ per parecchio tempo la partita di ieri sera  contro la sampdoria al San Paolo dove nel primo tempo gli azzurri sembravano privi di motivazioni e scarsa qualita’ atletica. Sarri in difesa si affida a Tonelli (Grandioso debutto del giocatore fiorentino. Si fa valere nei contrasti ed è abile nella distribuzione della palla.Appena un errore in appoggio. Chiude ripetutamente su Muriel.Manca il gol su un corner di Strinic, ma sigla la vittoria nei minuti di recupero: botta violenta e centrale sul retropassaggio di Strinic. Grande personalità e sicurezza ).  mentre Maksimocvic resta in panchina.A centrocampo si affida a Jorginho(e non Diawara),Allan (e non Zielinski). Una volta in svantaggio,con la scugnizzeria degli attaccanti che non sfonda, fa le mosse giuste.Prima Zielinski per Allan migliorando la pressione offensiva,( Zielinski entra al posto di Allan perché c’è da recuperare il risultato e serve una maggiore spinta offensiva. Si batte su tutto il fronte dell’attacco partendo da destra, ma riesce raramente a infilarsi nella fitta difesa doriana. È impreciso sull’ultimo passaggio, ma sostiene con continuità l’attacco azzurro nel finale). poi (a sorpresa?)Gabbiadini per Jorginho e Manolo gli regala un altro gol importante Impegna  Puggioni di testa,batte fuori una seconda conclusione, afferra il pareggio e,infine, il portiere doriano gli nega la doppietta. Aveva siglato il pari a Firenze,ancora decisivo nella rimonta contro la Sampdoria.La maglia bianca con banda azzurra continua a portare fortuna.
  
Tonelli esulta: «Non posso crederci, il lavoro paga» Finalmente in campo: «Tutto in una volta, debutto e gol.La gioia sfrenata in tribuna di Claudia la compagna incinta di otto mesi
 Gabbiadini, un altro gol in valigia il San Paolo lo saluta applaudendo Bundesliga o Premier per l’attaccante, finita l’esperienza azzurra Ha segnato 23 reti in 78 gare ma molte sono state solo spezzoni di partita.
Sarri: inizio sofferto per il campo, vittoria ampiamente meritata
Reina decisivo, la parata su Muriel tiene a galla il Napoli
Rimontata la Samp con i gol di Tonelli e Gabbiadini Dopo la grande paura, premiato l’assalto nel finale
Il calcio, teneramente, perfidamente, malinconicamente il calcio: il calcio pazzesco, che a venticinque secondi dalla fine, concede al Napoli il brivido d’una vittoria inimmaginabile; il calcio che travolge l’allegria della Samp, capace di arrivare ad un soffio dal pari e che ora quasi incredula si chiede come sia potuto. Il calcio e le sue storie: quella di Lorenzo Tonelli, che al 49° e 35 secondi abbandona la propria area, va in quella altrui, e trova il gol del 2-1; quella di Manolo Gabbiadini, che dopo aver trovato la freddezza per segnare un rigore a Firenze, proprio allo scadere, rilancia con l’1-1 una serata perfida, quasi perduta.

GELO AL SAN PAOLO. Eppure è stata una sfida dannatamente bella, palpitante, non esaltante dal punto di vista tecnico, ma vibrante: l’ha vinta un Napoli che ci ha creduto, l’ha persa una Samp che si è ritrovata in dieci e che ad un certo punto non ha saputo contenere le folate d’una squadra che avanzava in blocchi, tentando di sfondare ovunque. E fa niente se gli zero gradi in quel freezer avevano lasciato meno traccia dello scatto di Schick (sul quale Chiriches sbaglia tempi e modi nell’opposizione) e della deviazione di Hysaj, che valeva lo 0-1 per la Sampdoria ed una nottata di sofferenza, da vivere all’addiaccio, con le idee confuse, il ritmo blando ed un’emergenza (fuori Albiol, Koulibaly, Ghoulam, oltre a Milik) che alimentava un gap tra il Napoli attuale e la versione precedente.
Le cause devono essere varie e la Sampdoria ci ha messo del suo, riuscendo a soffocare l’interpretazione altrui: al Napoli non ne è venuta giusta una.
E’ uomo contro uomo, nelle varie zone, però con Alvarez che a Jorginho va togliere umilmente l’aria; la Sampdoria è lucida, esce dai suoi stessi sbandamenti iniziali, controlla e riparte, allargando Schick, curando le marcature preventive, raddoppiando e, soprattutto, leggendo i (rari) cambi di gioco del Napoli: sul più illuminante (ed è soltanto il 21′), Regini mostra di conoscere la lezione, rasentando la perfezione con una diagonale che sopprime l’urlo di Callejon, a tre metri dall’esultanza.

INCREDIBILE. L’«altro» Napoli, quello che Sarri restituisce alla propria allegria ed ai movimenti soliti, è un igloo con la testa, perché sul più docile dei palloni (1′ st) che Regini sistema sul destro di Mertens, nessuno può mai sospettare che il belga – porta davanti, spalancata – sistemi quella palla di neve in curva. La Samp gioca con i cambi, infila Muriel per il pallido Quagliarella, beneficia della propria freschezza che costringe – attraverso la pressione – il Napoli a giocate assai forzate, dunque innaturali. E la Samp, da fallo laterale, va vicinissimo al match point per due volte – tra il 15′ e il 16′ – con Schick, una volta in ritardo e poi murato da Hysaj. Silvestre ha un vuoto di memoria, dimentica d’essere ammonito, si prende un altro giallo (ma non c’è contatto con Reina) e va fuori. E’ chiaro che a questo punto la partita diventi corrida ma è la notte in bianco di Mertens, otto reti nelle ultime tre di campionato, ed una ciabattata (23′) all’appoggio di Callejon, sul quale servirebbe un tap in neanche memorabile; né gli dei sono con lui e con il Napoli, perché (24′), la girata di testa finisce fuori d’un palmo ed un istante prima che arrivi Tonelli.


E’ (forse) anche la disperazione che spinge Sarri ad andare oltre se stesso: 4-2-3-1 (che diventa 4-2-4), togliendo Jorginho, aggiungendo Gabbiadini (centravanti). Però dall’angolino del mercato, dove pare conficcato, emerge Gabbiadini e Tonelli, che le ha guardate tutte, si prende la copertina: minuto 32′, azione avvolgente, da sinistra a destra, con Callejon che chiede al socio centravanti di accomodarla in porta. Puggioni è un diavolo, va su Gabbiadini, su Hamsik, ma su Tonelli ci vorrebbe Batman. Però sarebbero cartoni animati, ma questo è il calcio.
Ci sono il campo, il freddo ed il pressing alto della Sampdoria da fronteggiare: cercando il palleggio su un terreno ostile. Difficoltà oggettive, che s’aggiungono alle assenze – troppe – e a apparenti difficoltà atletiche. Poi lo strappo allo schema: 4-2-3-1 che premia.
Giampaolo viene un po’ tradito dai suoi che cominciano bene e poi si abbassano. Il Napoli non riesce a giocare come vorrebbe, ma il rischio di essere schiacciati è palpabile. Poi le linee si stringono, Alvares s’incolla a Jorginho, il centrocampo si alza… Fino al 4-3-1-1.
Alla sua età… Matias Silvestre, 32 anni, è stato ammonito da una decina di minuti, anche meno, quando va inutilmente a pressare su Reina, che sta rilanciando. E’ il secondo giallo, ma l’errore è di Di Bello e Silvestre ha la colpa di averci provato. Dunque il rosso, che costringe la Samp all’inferiorità.
L’espulsione di Silvestre è troppo condizionante: come un effetto domino, la Samp vede travolte le proprie certezze. Ma poi quello che vale è l’irruzione del finale, i cambi di Sarri, la genersità d’una squadra che viene premiata anche da se stessa (oltre che dall’argentino).
Ferrero è una furia: «Partita falsata dall’arbitro»
Il presidente della Samp: «Espulsione ingiusta e troppi 5’ di recupero». Ma Sarri: «Su Callejon c’era rigore per noi»

L’episodio che ha fatto infuriare la Samp: l’espulsione di Silvestre per doppia ammonizione ansa

Napoli – Amici contro: poi succede sempre così, visto che si conoscono bene, che l’uno ha per sé i segreti dell’altro. Hai voglia a dire che Napoli-Sampdoria sia una partita tra due squadre: questa è Sarri che sfida Giampaolo, e viceversa, strategie che si confrontano, come le culture calcistiche (assai simili). Però quando finisce, è Ferrero contro tutti, perché il veleno è nella coda d’una notte difficile da dominare, avendo dinnanzi agli occhi una serie di errori da ricordare all’universo intero, sottolineando «che l’arbitro ha falsato la partita». E’ uno show denso d’ira e Ferrero, una vipera altro che er viperetta, lo sussurra, si fa per dire, nell dirette tv, con le urla arrivano in sala stampa: «Mai che sbaglino contro le piccole: cinque fuorigioco sbagliati, l’espulsione ingiusta. Venga qui Di Bello, dinnanzi alle telecamere, e spieghi ciò che è successo. L’ha vinta lui, stavolta; e, ce l’avessero detto, magari al Napoli davamo il successo a tavolino».

UNA FURIA. Napoli-Sampdoria è una partita che non finisce mai, perché quando sotto la doccia i blucerchiati cercano di ripulire le scorie che avvertono dentro, e Giampaolo sceglie di non parlare, Massimo Ferrero diventa inarrestabile, brandisce i microfoni per sfogare la sua rabbia, che certo non vuol reprimere. «E’ una partita falsata, perché Silvestre non tocca Reina. C’è una clamorosa svista arbitrale ed io mi chiedo anche a cosa serva il quarto uomo. Ringrazio Di Bello, che ha anche dato cinque minuti di recupero e noi proprio nel quinto minuto abbiamo subito il gol della sconfitta. Perdere così è vergognoso. Basta, mettiamo le moviole in campo, mandiamo a casa questi direttori di gara».

CIN CIN. Il resto è calcio, tattico ed anche tecnico, che il Napoli deve interpretare diversamente, uscendo dal tridente, giocando in maniera insolita, dopo che Giampaolo gli ha sottratto il campo: perché c’è un vissuto, ed anche affinità, che svelano l’uno all’altro. «Ma noi siamo stati bravi a non andare in confusione». Eppure era accaduto, e sarebbe rimasta quella sensazione, se non ci fossero state l’irruzione (scontata) di Gabbiadini e la percussione (inaspettata) di Tonelli: tutto al termine di una notte «strana», con il Napoli sotto ritmo, persasi in Mertens e nella sua luna storta. «Nel primo tempo non bene, per la qualità del gioco; poi, vista la superiorità numerica, abbiamo provato qualcosa di diverso e direi che nella ripresa il Napoli mi è piaciuto per la mentalità».
Laddove non arrivano gli schemi, c’è però una squadra che esibisce il coraggio (anche quello di osare): e la vittoria sulla Samp, infilandoci pure gli errori arbitrali, è l’espressione d’una «cattiveria» che a Sarri ha lasciato una piacevolissima sensazione: «Il finale rappresenta un salto di qualità notevole dei ragazzi. Mi metto nei panni di Giampaolo e lo capisco, perché perdere al 50° fa male, ma penso che considerando tutto lo sviluppo della gara, sia un successo meritato».

CONTROPOLEMICA. «Volendo scegliere nel dettaglio neanche noi siamo contenti dell’arbitraggio: il recupero è stato deciso dall’atteggiamento dei doriani e prima c’era un episodio su Callejon in area di rigore ed un rosso per fallo su Mertens. Quanto al mercato: Tonelli non andrà via. E Gabbiadini è qua, con noi, non ho notizie diverse. Gli dò fiducia, lo butto dentro in situazioni difficili perché penso le possa risolvere. E ci è riuscito pure stavolta, come a Firenze».

Gabbiadini e Tonelli eroi di una notte
Reina incolpevole sul vantaggio Callejon fatica, Strinic attento

Il brasiliano Allan, 25 anni, da due stagioni al Napoli, anticipa l’uruguaiano Lucas Torreira (20)
TONELLI 7
Un sogno: esordio assoluto dopo tanta sofferenza e via con il gol vittoria al 95′. E mica soltanto questo: non giocava dal 7 maggio 2016, esattamente 8 mesi ieri, ma di ruggine non v’è traccia. Anzi. Concentrato, disinvolto nel palleggio e mai domo su Schick. Che infatti per colpire approfitta di una dormita di Chiriches.
GABBIADINI (26′ ST) 7
Il destino deve divertirsi da matti, con lui: ogni volta che la porta è aperta e sta per andare via, arrivano i gol e le giocate decisive. Due di fila, tra il rigore del pareggio di Firenze e il gol con la Samp: tutto sommato, è lui che il Napoli deve ringraziare per aver dato il “la” alla riscossa.
STRINIC 6,5
Sarri gli aveva chiesto una risposta importante, e lui non ha fatto altro che giocare bene. Con tanto di assist per il gol di Tonelli dopo una gran bella discesa.
REINA 6,5
Incolpevole sul vantaggio della Samp, irretito dal triangolo Schick-jella-Hysaj, ma bravissimo a evitare il raddoppio di Muriel.
SARRI (ALL.) 6,5
L’uomo dalle mille risorse: se Mertens non segna, ci pensa Tonelli. Un vecchio allievo che preferisce a Maksimovic per comporre una difesa inedita. Scelta decisamente indovinata.
CALLEJON 6
Incredibile ma vero: anche l’orologio svizzero, ogni tanto, s’inceppa. Alla lunga, però, riesce a risultare ancora decisivo: cuce l’assist per il pari di Gabbiadini.
ALLAN 6
Fino al vantaggio della Samp era decisamente il migliore in campo: vincitore di ogni contrasto, recuperi in quantità e un paio di discese. Cala alla distanza.
HYSAJ 6
Molto sfortunato sull’autogol, perché il pallone gli finisce addosso e addio. Però non soffre mai e soprattutto salva su Schick a botta sicura con un recupero prodigioso a due passi da Reina.
ZIELINSKI (14′ ST) 6
Il centrocampista polacco per aumentare il tasso di pericolosità della squadra. Grinta e pressing, aiuta il Napoli a conquistare la vittoria in rimonta.
HAMSIK 5,5
Avverte la difficoltà della squadra e ci prova: svaria e s’inserisce, senza però ricevere palloni giocabili, e alla fine decide di provarci da solo. Ricavando ben poco. Non è certo stata la sua migliore partita stagionale.
CHIRICHES 5,5
Reduce dall’infortunio di Firenze, comincia di gran carriera: esplosivo e preciso. Fino all’evitabile disattenzione che permette a Schick di involarsi verso il vantaggio. Una macchia. Una, però indelebile.
JORGINHO 5
Luce spenta. E dunque difficoltà: in palleggio, disturbato già da Alvarez, nella distribuzione del gioco e sul piano atletico. Poi, comincia anche a sbagliare appoggi piuttosto semplici e la parola fine è scritta.
MERTENS 5
Si divora il pareggio a inizio ripresa, regalando alle stelle un pallone d’oro da 5 metri, e poi chiude male un altro destro da posizione agevole. La sua corda al record di Nordahl del 1955, 9 gol in 4 partire, si arresta all’ultimo metro.
INSIGNE 5
Ispirazione: zero. E quando manca, quando non riesce a saltare l’uomo e a dare profondità, le sue partite diventano grigie. Prova un paio di conclusioni senza alcuna velleità.
SAMPDORIA
PUGGIONI 7
Decisivo come e più di Schick: salva alla grande su Gabbiadini e alla grandissima su Hamsik.
SCHICK 6,5
Si conferma la gioia di casa, l’uomo decisivo del momento: 4 gol e l’autorete indotta di Hysaj nelle ultime 8 partite disputate. Allo stato è impossibile tenerlo fuori.
PEREIRA 6,5
Il neo acquisto Bereszynski è in panchina e lui sfodera una prestazione super. Per altro su Insigne, limitato alle briciole. Gamba e qualità.
BARRETO 6,5
Letteralmente inesauribile. E’ il francobollo di Hamsik, l’anima del centrocampo della Samp. Molto positivo per grinta e personalità.
REGINI 6
Il San Paolo, avendolo visto in azzurro per un quarto d’ora appena, ne scopre le attitudini. Poco può, però, su Callejon nell’azione del pareggio.
MURIEL (5′ ST) 6
Entra e semina subito scompiglio: assist a Schick e tentativo personale.
ALVAREZ 6
Si sacrifica su Jorginho, anzi si sacrifica in generale. Per la squadra: meno fumo, più sostanza.
GIAMPAOLO (ALL.) 6
Spezza le ali del Napoli, e questo basta a ridurre i pericoli. Però con gli azzurri è vietato abbassare la guardia, cosa che alla sua Samp non riesce soprattutto per l’espulsione di Silvestre.
TORREIRA 5,5
Ha l’etichetta dell’uomo mercato, e in effetti anche in questo caso dimostra di avere personalità e numeri.
PRAET 5,5
Vale il discorso di Ricky Alvarez: è la partita della quantità, che lui non fa mancare. Perde di poco il duello con Allan.
SKRINIAR 5,5
Gli attaccanti del Napoli gli creano pochi disturbi fino a che si gioca in parità. Fa quel che può.
DODO’ (20′ st) 5,5
Entra nel momento peggiore della Samp.
QUAGLIARELLA 5
Serata storta. Molto storta: impalpabile.
SILVESTRE 5
Rimedia un secondo giallo ingenuo, disturbando il rinvio di Reina. Era già il meno brillante dei suoi, ma il harakiri innesca il disastro.
L’ARBITRO
DI BELLO 5
Direzione condizionata da alcuni errori. Il secondo giallo, e quindi il rosso, a Silvestre è uno di questi.
fonte:corrieredellospoet  e mattino

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