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Sant’Elmo e i fuochi.Restauro della statua.

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Presentazione alla stampa e al pubblico del restauro della statua di Sant’Erasmo.Con un impegno per la cura, il restauro  e la valorizzazione del patrimonio artistico, il Lions Club Castel Sant’Elmo celebra i trenta anni di attività. L’opera in gesso, di uno scultore napoletano del XIX secolo, è conservata nella chiesa del Castello; il restauro, eseguito da Centannni Restauri con il contributo del Lions Club Castel Sant’Elmo ha permesso il consolidamento della statua e ne ha restituito  l’originale cromia.La scultura raffigura il santo protettore dei marinai del Mediterraneo, Sant’Erasmo denominato anche Sant’Elmo, vescovo di Formia e secondo la tradizione martire sotto Diocleziano. Il santo ha dato il nome ai cosiddetti ‘fuochi di sant’elmo’, quei bagliori che compaiono sugli alberi delle navi per un fenomeno fisico, una sorta di scarica elettrica che si produce durante i temporali, considerata beneaugurante e segno della sua presenza accanto ai marinai in navigazione.La chiesa di Sant’Erasmo – sulla piazza d’armi di Castel Sant’Elmo- deriva il nome dal santo a cui era stata dedicata fin dal X secolo una cappella posizionata nei pressi della collina su cui sorge il Castello che domina il golfo e la città.
Saranno presenti  Mariella Utili, Direttore del Polo museale della Campania,Angela Tecce, Direttore di Castel Sant’Elmo Alessandro Sigona, Presidente Lions Club Napoli Castel Sant'Elmo Gianfranco Sava, Past Governatore Distretto Lions 108 YA
 
Il restauro della statua di Sant’Erasmo
 
da wikipedia:

« 'Guardate lassù!' strillò Starbuck. 'I Corpi santi! I Corpi santi!' Tutti gli alberi maestri avevano alle loro estremità un fuoco pallido; e sfiorati a ogni triplice estremità delparafulmine da tre pallide fiammelle affusolate, tutti e tre gli alti alberi stavano bruciando silenziosi nell'aria sulfurea, come tre giganteschi ceri davanti a un altare. »

(Herman MelvilleMoby Dick)

 

Fuoco di Sant'Elmo su una nave in mare

Il fuoco di Sant'Elmo è una scarica elettro-luminescente provocata dalla ionizzazione dell'aria durante un temporale, all'interno di un forte campo elettrico[1]Benjamin Franklin nel 1749 osservò che si trattava di un fenomeno di natura elettrica[1]. Fisicamente, si manifesta come un bagliore brillante, bianco-bluastro, che in alcune circostanze appare come un fuoco, spesso in getti doppi o tripli, che scaturisce da strutture alte e appuntite[1], come alberi maestriguglie e ciminiere.

Anche se viene chiamato "fuoco", il Fuoco di Sant'Elmo è in effetti una specie di plasma[1], causato dalla massiccia differenza di potenziale atmosferico, combinata al potere disperdente delle punte. Può anche apparire tra le punte delle corna del bestiame durante un temporale, o tra oggetti appuntiti nel mezzo di un tornado[1], ma non si tratta dello stesso fenomeno del fulmine globulare, anche se i due sono correlati.

Il fenomeno prende il nome da Sant'Erasmo di Formia (detto anche sant'Elmo), vescovo e martire, santo patrono dei naviganti, che consideravano la sua comparsa di buon auspicio. Il nome è dovuto al fatto che il fenomeno spesso appare sulla testa dell'albero maestro delle navi durante i temporali in mare. Una leggenda narra, inoltre, che quando il Santo venne arso vivo, forse sotto Diocleziano, sulla cima della pira del rogo si vide comparire una fiamma bluastra, ritenuta dai presenti l'anima del Santo che si innalzava al cielo.

 

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