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27 gennaio:giorno della Memoria

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Il 27 gennaio del 1945 le truppe dell’Armata Sovietica arrivano nei pressi di Auschwitz in Polonia e scoprono il campo di concentramento dove c’erano ancora dei superstiti del genocidio nazista. Una scritta in ferro battuto campeggiava sul cancello d’ingresso del viale (si fa per dire) principale del luogo di orrore: Arbeit macht frei /il lavoro rende libero/. Quel giorno, in ricordo della Shoah, segna la data in cui il mondo intero conobbe l’immane tragedia ed i mezzi con cui venne realizzata. E fu scelto il 27 di gennaio, in Italia, anche se era stato proposto il 16 di ottobre, data del rastrellamento del ghetto di Roma avvenuto il 16 ottobre del 1943 oppure il 5 di maggio anniversario della liberazione di Mathausen. Il 20 luglio del 2000, con la legge 211 avvenne in Italia “l’istituzione del Giorno della Memoria in ricordo dello sterminio e della persecuzione nazista a dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti” pubblicata sulla G.U. 177 del 31 luglio 2000. Gli articoli 1 e 2 recitano”La repubblica italiana riconosce il 27 gennaio Giorno della Memoria al fine di ricordare la Shoah, le leggi razziali, la persecuzione, la deportazione, la prigionia, la morte e coloro che si sono opposti, anche in campi e schieramenti diversi, al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite. In occasione sono organizzati cerimonie, iniziative, incontri e momenti comuni di riflessione, anche nella scuola, su quanto accaddde in modo da conservare la memoria ed affinchè simili eventi non possano più accadere”. Il memoriale dello Yad Vashem d’Israele riconoceva fino al 2014 migliaia di persone come ” Giusti della Nazione”, cioè non ebrei che hanno soccorso ebrei perseguitati anche a rischio della propria vita (563 sono italiani). Anche l’Italia fascista fu coinvolta in questa tragedia: una legge antiebraica maturò a fine 1935 perchè, si dice, Mussolini non voleva essere da meno dell’alleato tedesco Hitler. L’Italia fu per sette anni (fino al luglio del 1943) un Paese antisemita ed una serie di norme si susseguirono. Espulsioni degli ebrei dal posto di lavoro; revoca del permesso di residenza per gli ebrei stranieri; licenziamenti entro il marzo del 1939 di tutti i dipendenti di razza ebraica ed altri divieti arrivarono; e cosi via. Gli ebrei vennero schedati ed il 1943 gli ebrei italiani, accorpati ad altri di altre nazioni europee, vennero deportati ed arrivarono ad Auschwitz e negli altri campi sui treni dell’orrore ammassati come bestie al macello. E anche l’omosessualità concorre ad accrescere il numero dei cittadini sterminati, perchè, in Germania per prima, l’omosessualità era accomunata a disabilità fisica e mentale. (Utente dal Web)

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