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Vico Equense Alimuri la Regione ha lasciato solo il Comune, intanto si chiede il conto alla Sica

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Vico Equense / Meta Sorrento Alimuri, scontro Comune-proprietari Il governatore: "Non faccio passerelle". Il primo cittadino: "Che amarezza, la Regione ci ha lasciati soli in questa battaglia" Oggi sulla vicenda ritorna Antonio Ferrara da La Repubblica Napoli  Mentre si profila un nuovo, lungo duello giudiziario tra il Comune di Vico Equense e la Sica srl, il sindaco Cinque va di nuovo all'attacco del presidente della Regione Stefano Caldoro che domenica non era presente alla demolizione. «A Vico Equense solo cittadini e volontari — ha scritto il governatore su Facebook — è stata la scelta giusta. Lo scandalo è averci messo mezzo secolo per demolire quel tipo di speculazione immobiliare». E ancora: «Lo Stato che si deve scusare e non certo fare la passerella dopo 50 anni. Giusto così. Anche se chi lo rappresenta oggi non ha le colpe di quelli di prima». Una spiegazione che non convince Gennaro Cinque. «Ma di quale passerella parliamo. C'è grande amarezza — confida il sindaco — io sono un esponente di Forza Italia della prima ora. Ho costruito un assist per Caldoro, poteva venire qui e rubare la scena, mettersi la medaglia di un centrodestra che lotta per la tutela dell'ambiente e non lascia ad altri questa battaglia». Al sindaco non va giù quel «solo cittadini». «Certo, io sono un cittadino, anzi un cittadino di monte Faito, che Caldoro con le sue delibere di giunta non riesce a rilanciare. Deve cambiare tutto. Dalla Regione non è venuto nulla, nessun supporto. Caldoro dice di non avere colpe, ma il mio Comune in 10 mesi è riuscito a demolire l'ecomostro e a dimostrare che il male si può scalfire, e il bene vince sempre». Cinque, che secondo molti punterebbe alla candidatura al consiglio regionale nelle liste di Forza Italia, assicura: «Tutto sarà terminato in due mesi e i materiali ferrosi verranno estratti e riciclati come rifiuti speciali». Nel frattempo tra le macerie è spuntata anche una panchina. Era finita giù da una delle piazzole di sosta lungo la statale sorrentina. L'hanno trovata gli operai che, nonostante il maltempo, hanno iniziato le attività per rimuovere le macerie dell'ecomostro di Alimuri. Perché per 50 anni quell'angolo della spiaggia di Meta, parte però del territorio comunale di Vico Equense, è stato ricettacolo di rifiuti. Giù, nella conca, dovrebbe esserci anche un camion precipitato oltre 15 anni fa sempre dalla strada che sovrasta la zona. Per consentire i lavori saranno installate reti e protezioni temporanee, alcuni rocciatori faranno cadere a valle i massi pericolanti. Poi la zona sarà ripulita e recintata, e infine riconsegnata ai proprietari. «Non siamo neanche stati invitati — racconta l'avvocato Lemmo — comunque non ci siamo mai opposti alla demolizione, anzi nel 2007 firmammo l'accordo con il ministro dei Beni culturali, la Regione, la Provincia di Napoli e il Comune, accordo che resta valido come ha ribadito il Consiglio di Stato nel 2012». Mentre l'amministrazione comunale pensa che nella conca di Alimuri non debba svolgersi alcuna attività e la zona debba essere interdetta al pubblico, per i proprietari va data attuazione all'accordo del 2007, anche perché — spiega l'avvocato Lemmo — «si parla di abuso edilizio e di difformità dalla seconda licenza rilasciata nel 1967, ma lo si fa senza i grafici e le planimetrie che, dopo 50 anni, metterebbero in discussione la concessione edilizia. Quelle carte non esistono, noi non abbiamo commesso alcun abuso edilizio, quindi la demolizione in danno non sta in piedi». I proprietari vogliono pertanto destinare l'area a stabilimento balneare e trovare in compensazione un'area da comprare nel territorio di Vico Equense per costruirci ex novo un albergo o ristrutturare a tal fine un edificio da acquistare. Intanto il Comune chiede il conto alla SAAN. La linea post abbattimento dell’Amministrazione comunale è chiara. «I soldi – ribadisce il Sindaco Gennaro Cinque – spesi per la demolizione e la bonifica della baia di Alimuri saranno solo anticipati dal Comune di Vico Equense che, con decreto ingiuntivo, si rifarà sulla proprietà che possiede numerosi immobili tra Vico Equense, Capri, Ischia e Napoli». La proprietà, pur non essendo mai stata contraria alla demolizione, ha sempre ribadito la validità del cosiddetto accordo Rutelli. Il 19 luglio 2007, infatti, la società proprietaria del rudere siglò un accordo con il ministro per i Beni culturali Francesco Rutelli che prevedeva l' abbattimento della struttura per gran parte a carico di Stato ed enti locali e la concessione edilizia ai proprietari per la realizzazione di un albergo di pari volumetria nel territorio di Vico Equense. Inoltre, una volta demolito il rudere e consolidato il costone di roccia sovrastante, la proprietà avrebbe potuto realizzare al suo posto uno stabilimento balneare. Per i proprietari quell’accordo resta valido e si opporranno a qualunque richiesta risarcitoria, poiché i costi dell'abbattimento erano a carico del ministero dei beni culturali. L’ufficio tecnico del Comune di Vico Equense, invece, con un proprio decreto, ha annullato l’accordo del 2007. Per i tecnici dell’ente municipale, consentiva il“trasloco” del rudere in altro sito, e questo avrebbe determinato, di fatto, un’implicita sanatoria dell’opera.

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