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Portici. Violenze ai bimbi all’asilo nido, poca chiarezza nei video. Il difensore delle maestre respinge le accuse

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Portici. La Procura aveva chiesto l'arresto per le due operatrici accusate di maltrattamenti ai danni dei bambini ospiti dell'asilo nido di Bellavista. Dopo l'acquisizione delle prime immagini registrate con le telecamere nascoste, il pubblico ministero Giuseppe Cimmarotta aveva chiesto al gip l'applicazione della custodia in carcere per Giuseppina Sannino e Caterina Martellone. In quei video si vedevano bambini strattonati, presi a schiaffi, bloccati contro il muro da un tavolo oppure lasciati a terra all'interno dei bagni in attesa del cambio del pannolino. Immagini che, una volta rese pubbliche, hanno indignato il Paese intero. Ma oggi si scopre che nei mesi scorsi tanto il giudice per le indagini preliminari quanto il tribunale per il Riesame di Napoli avevano escluso che ricorressero i presupposti per arrestare le due donne che lavoravano a Villa degli Usignoli. Una decisione fondata sui limiti che la sola prova video poteva fornire. Le indagini erano, comunque, andate avanti e si sono concluse di recente con una richiesta di rinvio a giudizio per maltrattamenti aggravanti a carico della Sannino e della Martellone. Entrambe non lavorano più in quella scuola che, nel frattempo, ha cambiato gestione e troncato ogni legame col passato. La prima è stata sospesa, la seconda si è trasferita in provincia di Firenze dove ha vinto un concorso pubblico sempre come maestra. Allo stato le parti sono in attesa della fissazione dell'udienza preliminare. Ma le difese di imputate e parti offese annunciano battaglia. La Procura ha avvisato i genitori degli 11 bambini coinvolti nella vicenda. Sono quattro le famiglie che hanno preannunciato la costituzione di parte civile nel giudizio. Ma le altre potrebbero aggiungersi al momento della celebrazione del processo. Ed è in quella sede che la difesa chiederà una perizia sui video incriminati. Lo ha spiegato il legale di Giuseppina Sannino, l'avvocato Sergio Perillo, secondo il quale «bisogna fare molta attenzione a non creare un mostro. Per quanto ne sappiamo ci risultano concluse le indagini e ci aspettavamo la richiesta di rinvio a giudizio. Siamo al cospetto di in una vicenda nella quale tanto un gip quanto il tribunale per il Riesame non hanno ritenuti degni di rilievo i filmati proposti dall'accusa ed hanno parlato di ricostruzione immaginaria operata dalla Procura. Si tratta di filmati di pessima qualità – aggiunge il difensore – di spezzoni che durano pochi secondi e non danno conto di riprese durate mesi e mesi. Quello che è emerso con certezza è che la signora Sannino da 20 anni svolge la professione di puericultrice e nel corso della sua carriera ha sempre ricevuto la fiducia delle famiglie senza dare adito ad alcun dubbio sul suo operato. Parliamo di una professionista che mai ha maltrattato un bambino e non avremo difficoltà a dimostrarlo nel giudizio». La vicenda dell'asilo di Portici ha scatenato un'ondata di polemiche in tutto il Paese. Si discute della necessità di un maggiore rigore nei controlli all'interno delle strutture privare che svolgono questo tipo di servizi. Ma si dibatte anche dei problemi che queste vicende sollevano proprio nella ricostruzione dei fatti. I precedenti di Pinerolo, in Piemonte, Riano Romano e Palma Campania, solo per citare i casi più recenti, dimostrano quanto sia difficile, una volta approdati nelle aule giudiziarie, dimostrare la rilevanza penale di condotte a prima vista giudicate come violente o integranti maltrattamenti, come nel caso di Villa degli Usignoli. È per questa ragione che risulta di fondamentale importanza la corretta lettura delle immagini cui si potrà arrivare solo attraverso una perizia affidata ad esperti. Intanto, la storia dell'asilo degli orrori tiene banco tra la gente nelle ore dello shopping natalizio. La città sembra stordita dal clamore che ha suscitato la vicenda dei piccoli maltrattati all'interno dell'asilo nido. Le reazioni non si contano e puntano tutte a blindare le piccole vittime dei maltrattamenti e creare le condizioni perché fatti del genere non si ripetano più. Per le strade del centro ieri girava un camper con la scritta «Giù le mani dai bambini», proprio mentre un gruppo di mamme, attraverso la rete, lanciava la proposta di creare, in collaborazione con il garante per l'infanzia e per l'adolescenza, uno sportello antiviolenza sui minori. Il gruppo ha fatto richiesta di assegnazione di un bene confiscato alla camorra dove insediare lo sportello «al fine di dare il giusto apporto specializzato a quella parte celata della città bisognosa di aiuto e di coraggio per denunciare», come sottolinea Paola Bruno, animatrice dell'iniziativa. Un'altra proposta è stata lanciata dalla mamma di uno dei bimbi ex ospiti di Villa degli Usignoli, Olga Belli: «Visto quello che è accaduto – spiega – dove noi mamme siamo rimaste per mesi all'oscuro di quanto accadeva tra le mura di quell'asilo, sarebbe il caso di regolamentare forme di controllo più incisivo nelle scuole dell'infanzia, magari facendo ricorso proprio alla videosorveglianza, con tutte le forme di cautela previste dalla legge. Nella scuola pubblica, dove ora sono rappresentante d'istituto, ho avviato una raccolta di firme che estenderemo anche ad altre scuole per sostenere questa iniziativa». Sulla vicenda si muovono, intanto, anche le istituzioni locali. Mentre i Verdi chiedono la convocazione di un Consiglio Comunale straordinario per discutere della vicenda dell'asilo di via Bianchi, nelle prossime ore il Comune valuterà la possibilità di costituirsi come parte civile nel processo che si celebrerà nei prossimi mesi. Il sindaco Marrone, dal canto suo, dopo il risultato dell'indagine della polizia locale, annuncia di avere chiesto al Prefetto la possibilità di avviare un progetto di cooperazione tra le polizie locali al fine di pianificare interventi volti ad aumentare la sicurezza sociale. (Maurizio Capozzo – Il Mattino)  

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