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Napoli. «Vade retro telefonino». Prete scherma la chiesa. Montesanto in rivolta: bloccati anche bancomat e tablet

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Napoli. L’enorme statua del Cristo Redentore, modello Rio de Janeiro, con le braccia allargate, accoglie all’ingresso i fedeli. Ma non tutti quelli che entrano sanno che, varcata la soglia della chiesa di Santa Maria a Montesanto, il loro cellulare si isolerà dal mondo. A decidere il silenzio forzato dei telefonini è il parroco che, per evitare gli inopportuni squilli durante la permanenza nel tempio sacro, al suo interno ha montato un apparecchio elettronico che blocca la rete telefonica. Stanco delle interruzioni musicali di variegate suonerie preimpostate, rimaste incautamente accese, che infastidiscono il raccoglimento e distraggono chi partecipa alle funzioni religiose, don Michele Madonna alla fine ha deciso di rispondere alla tecnologia molesta con i fatti, invece che continuare con gli inascoltati appelli a tenere in chiesa i cellulari spenti o almeno in modalità silenziosa. Iniziativa che, se da un lato ha ricevuto il plauso di coloro che ne fanno una questione di rispetto e buona educazione, dall’altro ha attirato le critiche di quelli che la prendono come una limitazione della libertà personale, a partire dai negozianti vicino alla chiesa. «Da alcuni mesi abbiamo problemi con i bancomat che vanno in tilt – spiega il proprietario di un supermercato – Non ho le prove che tutto dipenda da questo marchingegno del prete, ma di certo capita che non ci sia segnale. È vero che alcuni caproni non spengono il cellulare a messa, però noi subiamo disagi». L’ultimo episodio qualche giorno fa quando «c’era una fila chilometrica alla cassa – racconta una ragazza – fermi i pagamenti elettronici e muti i telefonini: è assurdo». A lamentarsi è anche il gestore di un forno proprio di fianco la parrocchia. «Prima nel mio laboratorio vedevo la tv sul tablet – dice – ora la linea è discontinua». Piazza Montesanto è nel cuore pulsante della Pignasecca e la chiesa di Santa Maria incastonata tra il colorito vociare della Napoli antica e la nuova stazione della Cumana. «Ricevo gli ordini sul mio cellulare ma da un po’ di tempo fa i capricci – sbotta una giovane pizzaiola – è un danno economico per il mio lavoro. Le seccature sono cominciate quando il parroco ha messo quest’aggeggio. Bastava più correttamente fare un avviso prima di iniziare la messa, non è da cristiani impedire qualcosa contro l’altrui volontà, in chiesa o altrove. Ma, del resto, siamo abituati a queste trovate, come ad agosto con la statua di Gesù da lui innalzata su terreno comunale senza autorizzazione». Il giovane sacerdote, da due anni alla guida della comunità parrocchiale, respinge al mittente tutte le accuse. In jeans e collarino ecclesiastico, riceve tutti con un abbraccio e un sorriso, missionario metropolitano che confessa in strada ma tiene al galateo della fede, tanto da istituire un servizio d’ordine in chiesa, che regola anche il «traffico» al momento della comunione. Disciplina e devozione. «Quando ho installato il dispositivo diversi mesi fa – si difende don Michele Madonna – ci fu un blackout di Whatsapp e se la presero con me, invece il blocco fu nazionale. Ho fatto regolare richiesta alla procura per l’utilizzo dell’apparecchio che ho comprato in un negozio specializzato e che funziona esclusivamente nei 40 metri quadrati della chiesa». Per la polizia postale, tuttavia, «i permessi per usare tutte le apparecchiature di comunicazione – precisa un funzionario – non li rilascia né procura né questura, ma il ministero dello Sviluppo economico, sezione Comunicazioni. Alla base c’è il diritto alla comunicazione del cittadino. Se si tratta di jammer, disturbatore di frequenze, ne è vietato l’uso, non la vendita». I dubbi sulla rete mobile a singhiozzo, quindi, vanno segnalati al ministero di modo che i suoi tecnici intervengano sul posto per rilievi ed eventuali responsabilità. «Il mercato offre vari tipi di dispositivi simili – chiarisce un tecnico dell’ispettorato campano del ministero Sviluppo economico – ma qualsiasi strumento che rechi danno in una determinata area a persone che devono usufruire di un servizio preacquistato o della rete telefonica non è a norma di legge. La chiesa, poi, è un luogo pubblico, chiunque può entrarvi, non si possono limitare servizi utili ai fini del soccorso e dell'emergenza. Un esempio: se un malintenzionato entrasse in chiesa e si chiudesse dentro, come si potrebbero avvisare le autorità competenti?». (Claudia Procentese – Il Mattino)

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